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mercoledì 9 marzo 2022

SABRINA FERILLI A SANREMO HA FATTO IL DIAVOLO A QUATTRO

L'attrice romana Sabrina Ferilli.

Si è parlato molto, e anche a sproposito, di Drusilla Foer (che è poi il bravo attore Gianluca Gori), ma la vera vincitrice morale fra le donne da copertina dell'ultimo Festival di Sanremo è stata senza dubbio Sabrina Ferilli (57). Serena e sciolta ma energica, con la consueta parlantina romanesca (è di Fiano Romano, e i puristi di Roma Nord la snobbano un po') ha imbastito un lungo monologo per spiegare il motivo per cui non avrebbe fatto un monologo. Toccando a volo radente vari aspetti e problematiche sociali, per poi concludere che solo essere se stessa giustificava la sua presenza su quel palco. Uno sferzante tocco di gomito a chi l'ha preceduta, da Ornella Muti a Lorena Cesarini, passando per la convincente Maria Chiara Giannetta, protagonista di un bel duetto di cabaret con Maurizio Lastrico. Poi c'è stato il giallo di quel "Pezzo di m..." che ha detto fuori onda, pizzicata da Striscia. A chi era rivolto? 

VOTO: 9

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)

martedì 16 dicembre 2014

AGON CHANNEL * CARO BECCHETTI, DOPO CAPRARICA PRENDI JIMMY IL FENOMENO

Antonio Caprarica, che si è appena dimesso - a sorpresa - dalla carica di direttore responsabile del Tg dell'albanese Agon Channel, è uno che mi fa impazzire.

Sentite qui la dichiarazione ufficiale appena fatta all'AdnKronos: «Mi sono dimesso per giusta causa, per la mancanza assoluta delle strutture e del personale minimi per mandare in onda e confezionare un tg. Se questa è la tv del futuro, io non intendo starci. Mi hanno promesso sul contratto una struttura rispondente agli standard internazionali e mi sono ritrovato a montare i servizi nei container, con una redazione di nove persone che doveva realizzare tutti i tg, due ore di programma del mattino e un'ora di approfondimento serale. Più che la tv del futuro è la tv delle repliche ... Ho fatto l'impossibile per assicurare la messa in onda del telegiornale Agon News - ben 10 edizioni al giorno -, del programma mattutino I Primi (8,00-10,25 ogni giorno) e degli approfondimenti quotidiani di Times Square (cinque appuntamenti settimanali in seconda serata, tre condotti da me): il tutto con nove redattori. E basta. Non un producer, un autore, nemmeno una segretaria di redazione. E un solo apparecchio telefonico per tutti ma non una stampante ... Tanta fatica risulta comunque sprecata in mezzo a una programmazione di canale che, in mancanza di magazzino, offre solo repliche dopo repliche - perfino della festa di lancio del 25 novembre... - come i rari spettatori di Agon Channel Italia hanno potuto tristemente verificare».

Al di là dell'uscita di scena da gran signore (e prendendo per buone le tue affermazioni), sant'uomo d'un Caprarica, la domanda nasce spontanea: non ti sei sincerato prima di dove stavi andando a lavorare? Un giornalista d'esperienza come te, prima di accettare un incarico così prestigioso (peraltro appena rifiutato da Alessio Vinci), non ha verificato che ci fosse la struttura adeguata per supportare la messa in onda di un Tg? 
A me risultava che solo pochi giorni prima della partenza ci fossero problemi (forse un contratto discusso e non ancora in essere) con un'agenzia che doveva fornire i contenuti giornalistici più datati, il cosiddetto materiale d'archivio. Questo tu lo sapevi, Antonio santo. Non potevi non saperlo. Perché di quel tg eri il direttore.
La verità, forse, è che sei andato allo sbaraglio sperando che ti andasse bene, e ora sbatti la porta facendo la scena madre.
Fonzie ti avrebbe dato quantomeno del pivello. A Milano si chiama in un altro modo.
Ora lasci Simona Ventura al suo calcistico destino albanese e Sabrina Ferilli a intervistare, dopo Veltroni («Frost Vs. Nixon», ha detto qualcuno) la figlia di Wanna Marchi e Ali Agca. A modo suo artigggiano della qualità. Fossi nei panni di Becchetti, per sostituirti prenderei Jimmy il Fenomeno.

giovedì 12 luglio 2012

SABRINA FERILLI E VIRNA LISI * ANCORA INSIEME PER COMBATTERE LA MAFIA

Due donne forti, volti popolari capaci di far sognare generazioni sullo schermo e fuori, si ritrovano insieme sul set dopo 12 anni. E il pensiero non può non correre a «Le ali della vita», la prima fiction che le vide insieme. Là Virna Lisi vestiva i panni di suor Alberta, in forte contrasto con i moderni metodi educativi di Sabrina Ferilli, ovvero la professoressa di canto Rosanna Ranzi, amata dalle allieve ma vista con diffidenza dall’austera istitutrice. Il successo in termini d’ascolto fu tale, che girare una seconda  serie si rese quasi un obbligo. Per la gioia di Canale 5, che ora decide di tornare a puntare su questa strana ma esplosiva coppia di eroine.
Stavolta la leggendaria Virna e la sanguigna Sabrina sono da quasi due mesi in Bugaria per le riprese di «Baciamo le mani». Un titolo che riporta in un nanosecondo ai più classici cliché del mondo mafioso che vuole raccontare. Ci muoviamo fra Sicilia e l’America, tra la fine degli Anni 50 e i primi 60. Ida (Sabrina Ferilli) vive sull’isola più grande d’Italia assieme a suo figlio Salvatore, ed è costretta a scappare da don Cesare Romeo, un boss locale che dopo avere ucciso suo marito vuole far fuori anche lei, preoccupato che la sua testimonianza possa contribuire a incastrarlo davanti a un tribunale. Negli Stati Uniti invece Agnese Vitaliano (Virna Lisi), vedova con quattro figli ormai adulti, gestisce un’avviata macelleria sulla quale ha messo gli occhi Gillo Draghi (Burt Young), influente e spietato padrino di Little Italy. Arrivata a New York insieme con il piccolo Salvatore, Ida vuole rifarsi una vita. Ed è in questo momento che i destini delle due donne coraggiose si intrecciano. Ida sposa Pasquale (Massimo Bellinzoni),  il figlio maggiore di Agnese (l’altro è Ruggero, interpretato da Francesco Testi). Non piacersi affatto, tra suocera e nuora, è un attimo. Le due entrano in conflitto su tutto: dai sospetti sulla genuinità dei sentimenti di Ida per il nuovo marito, alla gestione degli affari; sino alle strategie per contrastare la lunga mano  della mafia. Le vicissitudini le porteranno inevitabilmente a passare da nemiche ad alleate. Per cercare di fare in modo che quell’eterno chinare la testa, quel «Baciamo le mani» in segno di sudditanza alla malavita diventi un ricordo lontano. Nel cast della fiction figurano, tra gli altri, anche Martina Pinto (è Felicita Vitaliano, figlia di Agnese), e Natalie Rapti Gomez (nei panni di Louise, moglie di Ruggero).
 Lisi e Ferilli non nascondono la soddisfazione per essere tornate a lavorare insieme. In un periodo fra l’altro molto carico di impegni, per Sabrina, che sarà anche protagonista della miniserie di Raiuno «Né con te, né senza di te» e con Toni Servillo e Carlo Verdone nel cast del nuovo film di Paolo Sorrentino, «La grande bellezza». Virna Lisi («Interpreto sempre mamme e a volte anche nonne: non mi riesce particolarmente difficile, perché è quello che sono nella vita», dice) invece lavora dall’età di 14 anni, e confessa di aver sofferto un po’ per l’immagine di bellezza algida che i media tendevano ad appiccicarle addosso. Nella sua carriera ha vinto 7 David di Donatello, 6 Nastri d’argento, una Palma d’oro nel ‘94 a Cannes, e un César. Ma il piccolo ruolo per il quale (anche per ragioni anagrafiche) mezza Italia la ricorda ancora, è quello della sensuale Adriana Balestra, mamma irresistibile in «Sapore di mare», estate 1983. Quasi trent’anni. E sembra ieri.

(TV SORRISI E CANZONI - LUGLIO 2012)

sabato 17 dicembre 2011

CINEPANETTONE SCADUTO * DEBUTTO FLOP PER «VACANZE DI NATALE A CORTINA»

Una sberla non indifferente. Come segnala il sito CineBlog.it, nel primo giorno di programmazione nelle sale, «Vacanze di Natale a Cortina», della (poco) premiata ditta Neri Parenti-Christian De Sica-Aurelio De Laurentiis ha fatto registrare uno tra i punti più bassi nella storia cinepanettonara d'Italia.
Forse è ancora troppo presto per poterlo dire, ma siamo davvero vicini alla fine di un'epoca. La smunta paccottiglia di Neri Parenti - che viene dallo scivolone epocale di "Amici miei - Come tutto ebbe inizio" è stata stracciata dal secondo capitolo di "Sherlock Holmes" (650 mila euro), ha preso botte da "Il gatto con gli stivali" (266 mila) e un calcio nel sedere persino dal Leonardo Pieraccioni (che pare abbia confezionato finalmente una discreta commediola dopo anni di fotocopie) di "Finalmente la felicità" (254 mila). Nonostante l'incredibile battage pubblicitario, De Sica e Sabrina Ferilli si sono fermati il primo giorno al quarto posto, con 220 mila euro. 
E' andata peggio soltanto allo splendido "Le idi di marzo" di George Clooney, che si è dovuto accontentare di 95 mila euro uscendo però con poche copie a fronte delle 200 del noioso trash movie di Filmauro, tra l'altro infarcito di product placement pubblicitari.
Le feste di Natale sono ancora lunghe, ma forse il cinepanettone sta mangiando il suo ultimo panettone. 

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