martedì 8 ottobre 2019

A «BITALK» RAF E GLI ANNI DI PIOMBO

Cinque giorni tra teatro, cinema, musica, arte, e letteratura per raccontare, commentare e riflettere su un periodo storico cruciale della storia del nostro Paese. E' Bitalk, il festival "diffuso" che torna per la sua terza edizione dal 30 ottobre al 3 novembre tra i più bei luoghi del borgo pugliese di Bitonto (Bari), con un programma di eventi- per la maggior parte gratuiti- quest'anno dedicati al tema "dal '68 agli anni di piombo"
Dalla contestazione studentesca allo sbarco sulla luna, dalla nascita del movimento femminista al dilagare della musica rock, dal culto di Che Guevara fino alla pop art consacrata dal genio di Andy Warhol, il decennio dal 1968 al 1978, rappresenta un'ondata rivoluzionaria e creativa che anche in Italia segna un cambiamento politico e sociale senza precedenti.
In quest'ottica, Bitalk apre una finestra su un periodo tra i più controversi della storia italiana, sfociato in quegli anni tristemente noti come "anni di piombo", attraverso la testimonianza di personalità di spicco dello scenario culturale contemporaneo che li hanno vissuti, e gli scambi con il pubblico e le più giovani generazioni in un clima di grande informalità.
Gherardo Colombo, Vittorio Sgarbi, Pupi Avati, Omar Pedrini, Alessio Boni, Vauro Senesi, Giuliano Turone, Raf, Gianni Ciardo, Antonio Stornaiolo, Gabriella Labate, Cosimo Damiano Damato, Vladimiro Satta sono soltanto alcuni dei protagonisti del mondo dell'editoria, del cinema e della musica, invitati a riflettere, da angolazioni diverse,  sul modo in cui l'espressione artistica e culturale è stata influenzata dai grandi cambiamenti sociali dell'Italia di quegli anni.
Il festival si apre mercoledì 30 ottobre al Comvivium Sancti Nicolai, nel centro storico di Bitonto, con l'inaugurazione della mostra dell'artista e fotografo Giuliano Grittini dal titolo La cultura pop tra mito e bellezza: un'ode alla memoria attraverso personaggi mitici - in carne ed ossa, di fumetti o di film- che l'artista reinterpreta in chiave personale, destrutturati dalla propria immagine e ricostruiti alla luce di una poetica nuova e dirompente.
Per la prima volta sarà presentato al pubblico, nella stessa giornata di mercoledì 30 ottobre alle ore 21.00 al Teatro Traetta, La rivoluzione nell'anima, recital che vede protagonista la musica di Raf. La pièce, prodotta in esclusiva per Bitalk- è un omaggio al '68 e alle altre rivoluzioni per la libertà, sin dal suo titolo, tratto da un verso del brano James che il cantautore dedicò a Che Guevara. Volto e voce di un'istanza libertaria globale, l'icona del "Che" influenza molto della produzione musicale di Raf, giovane musicista negli anni '70 che dalla figura del rivoluzionario argentino trae gran parte dell'ispirazione delle sue canzoni più impegnate: da La prova a Che giorno è, da Il primo uomo ad Il re, da Assolti a Il senso delle cose. Questi brani più civili e "segreti", insieme alle canzoni "manifesto" Self Control, Battito animale e Cosa resterà, scandiranno il ritmo dei testi tratti dai diari giovanili dello stesso Che Guevara, da una inedita traduzione di Rivoluzione di Jack London, impreziosita da una riflessione di Erri De Luca e da altri scritti "rivoluzionari" del grande poeta napoletano, narrati da Cosimo Damiano Damato e recitati da Gabriella Labate.
Si affronterà anche il più buio capitolo della lotta armata degli anni settanta e delle stragi, che è stato oggetto di centinaia di libri pubblicati, film, e inchieste che dimostrano un diffuso e ancora vivo desiderio di sapere. Punto di partenza per il talk sul tema con l'ex magistrato Gherardo Colombo, e il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sarà Il libro dell'incontro, la prima pubblicazione nata dall'esperienza di una serie di incontri tra vittime e responsabili della lotta armata, a confronto con l'aiuto di tre mediatori: il padre gesuita Guido Bertagna, il criminologo Adolfo Ceretti e la giurista Claudia Mazzucato. Accostando una rigorosa riflessione metodologica alle vive voci dei protagonisti, alle lettere che si sono scambiati negli anni, e alle loro parole, il libro segna una svolta decisiva nella storia italiana che supera il radicale paradigma storico tra vittime e militanti, nella convinzione che né i processi né i dibattiti mediatici all'insegna della spettacolarizzazione del conflitto sono riusciti a sanare la ferita.
Spazio al cinema giovedì 31 ottobre, alle 20.00 al Teatro Traetta con il regista Pupi Avati, che proprio nel 1968 esordisce cinematograficamente con il suo primo film- la pellicola grottesca Balsamus, l'uomo di Satana- segnando l'inizio di una carriera tra le più interessanti e prolifiche del panorama italiano.
Sul versante delle arti visive, sarà invece Vittorio Sgarbi, alla Chiesa di S. Francesco La Scarpa alle ore 22.00, a coinvolgere il pubblico in un dialogo sul tema L'arte pop: pittori, poeti e contaminazioni. Da Warhol a Rotella, Schifano e molte altre storie, mettendo a confronto i grandi rappresentanti del movimento pop.
Protagonista di venerdì 1 novembre al Teatro Traetta alle ore 20.30, sarà la storica band Il Balletto di Bronzo, una vera e propria formazione pioniera della musica rock progressive nell'Italia degli anni '70. Formatasi a Napoli nel 1969- originariamente come quartetto composto da Raffaele Cascone (chitarra), Michele Cupaiolo (basso), Marco Cecioni (voce) e Giancarlo Stinga (batteria), cui si aggiunge il giovane e talentuoso tastierista Gianni Leone- il gruppo è tra i primi a portare in Italia l'ondata progressive, sulla scia delle band inglesi come King Crimson, Soft Machine, ELP, Gentle Giant, Genesis.
Tuttavia, appena pochi anni dopo nel 1973, la band si scioglie, dopo aver dato però alla luce l'album YS, una delle gemme del rock progressivo considerato ancora oggi una pietra miliare del genere. Negli ultimi anni una nuova veste ha riportato sul palco Il Balletto di Bronzo, che oggi è capitanato da due dei suoi storici componenti: Lino Ajello e Marco Cecioni.
Ancora un appuntamento con le pagine più misteriose della storia d'Italia, alle ore 21.00 al Comvivium Sancti Nicolai sarà la presentazione del libro, L'italia occulta del magistrato Giuliano Turone: un cumulo di fatti atroci maturati in un arco di tempo ristretto (1978-1980) e rimasti il più delle volte senza giustizia, qui recuperati e ricostruiti dal magistrato che nella sua carriera ha scoperto la P2, arrestato il boss di Cosa Nostra Luciano Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona.
Gli "anni di piombo", sono il focus anche della ricerca dello storico Vladimiro Satta, che sabato 2 novembre alle ore 21.00 al Comvium Santi Nicolai, presenterà il libro I Nemici della Repubblica. Storia degli Anni di Piombo, in dialogo con Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, l'associazione per la promozione della cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati. 
Continuano anche gli incontri al Teatro Traetta, con Vauro Senesi, intellettuale da sempre impegnato nelle battaglie civili e profondo conoscitore del '68, che racconterà la sua personale rivoluzione culturale attraverso le tavole d'autore raccolte nel volume La zecca, dove la sua matita irriverente è un affondo alla politica e un invito all'umanità e ai grandi valori civili.
A seguire Gianni Ciardo, attore e mattatore della comicità made in Puglia, protagonista del teatro quanto del cinema di quegli anni, intratterrà il pubblico con una chiacchierata sul filo della memoria, accompagnato da Antonio Stornaiolo nel dietro le quinte di un periodo leggendario ed effervescente per il pubblico tanto quanto per gli addetti ai lavori.
Si chiude in bellezza, domenica 3 novembre al Teatro Traetta alle 21.30 con 66/67, lo spettacolo teatral-musicale, nato dal sodalizio artistico tra Alessio Boni e Omar Pedrini. 66/67 –unione degli anni di nascita rispettivamente dell'attore e del musicista- è un susseguirsi in scena di musica e visual, recitato e cantato per coinvolgere il pubblico con la poeticità di alcuni dei brani più potenti ed emozionanti della storia della musica (John Lennon, Lou Reed, Pink Floyd, Simon & Garfunkel, David Bowie, Bob Marley) molti dei quali tradotti in italiano e recitati da Boni per essere più facilmente comprensibili. Un teatro-canzone capace di tracciare un excursus su 40 anni di musica che hanno incantato più di una generazione.
Dal 31 ottobre per tutta la durata della manifestazione, si celebrerà il culto dei morti secondo la tradizione messicana del Dia de los muertos, festività dichiarata patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO. Nella quattrocentesca Torre Angioina l'artista messicana Yanira Delgado allestirà una tavola-altare con di più di 50 posti, circondata di luce, e colma di cibo, per ricordare i propri cari, attraverso una gioiosa convivialità fatta di musica, immagini e tanti ricordi. L'istallazione Siamo Polvere Di Stelle rappresenterà il giorno dei morti per celebrare la vita.
Profilo Instagram @Bitalksud

«SAPORE ITALIANO»: LA NOSTRA CUCINA NEL MONDO

Cosa c'è di meglio della cucina italiana per sentirsi a casa anche quando siamo lontani? I migliori ristoranti italiani del mondo à la carte arrivano nel nuovo programma "SAPORE ITALIANO," in onda in prima tv assoluta dal 22 ottobre alle 22:00 su FOOD NETWORK, canale 33.
Sapore Italiano è la prima trasmissione televisiva enogastronomica sviluppata da Condé Nast Italia in collaborazione con Discovery Italia e celebra l'eccellenza, in patria e all' estero, del cibo italiano, sinonimo di qualità, semplicità e autenticità, valori che da sempre sono nel DNA di La Cucina Italiana, il mensile di cucina più autorevole nel nostro Paese che quest'anno compie 90 anni.
Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana e La Cucina Italiana International, e lo chef Emanuele Pollini hanno viaggiato per tutto il mondo per scoprire i migliori ristoranti italiani all'estero.

In ogni puntata di "SAPORE ITALIANO" i due esperti, hanno verificato la qualità di tre dei migliori ristoranti italiani nelle città di New York, Londra, Parigi e Los Angeles. Autenticità, stile, tradizione e innovazione sono i quattro parametri utilizzati da Maddalena ed Emanuele per giudicare i ristoranti visitati nella docu-serie. In base ai punteggi ottenuti, le tre location protagoniste di ciascun episodio potranno ottenere da 1 a 4 distintivi di eccellenza all'interno della loro guida.
«È stato fantastico scoprire quanta buona cucina italiana c'è in giro per il mondo e quanto ormai è parte della quotidianità di molti Paesi in Europa e negli Stati Uniti» commenta Maddalena Fossati.
"SAPORE ITALIANO" ci condurrà in un viaggio per i quartieri e i sapori di quattro metropoli, attraverso i racconti, gli aneddoti e le curiosità di Maddalena ed Emanuele, che aggiungeranno alla loro guida anche altri imperdibili tappe dal punto di vista enogastronomico e culturale.
"SAPORE ITALIANO" (6 episodi x 60') è un programma prodotto da Jumpcutmedia per Condé Nast Italia in esclusiva per Discovery Italia.

Il programma sarà disponibile anche su Dplay (sul sito dplay.com – o su App Store o Google Play).

A LIGABUE IL PREMIO PIERANGELO BERTOLI

A Luciano Ligabue, già vincitore del Premio Pierangelo Bertoli 2019, è stato attribuito il primo Premio Emilia-Romagna. La Regione Emilia-Romagna conferisce per la prima volta questo importante riconoscimento, dedicato agli artisti emiliani che portano alto il nome della regione Emilia Romagna e ne incarnano i valori, caratteristiche rispecchiate da Luciano Ligabue.
Il Premio verrà consegnato venerdì 18 ottobre da Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna, durante la finale del Premio Pierangelo Bertoli al Teatro Storchi di Modena e consiste in un dipinto del Maestro Franco Ori raffigurante un ritratto di Ligabue.
Franco Ori è un artista ricco di genialità, il suo studio brulica di musicisti ritratti sia su tela sia su legno. Al pari di un bambino portato a ritrarre i propri eroi, Franco Ori predilige i Musicisti a tal punto da identificarsi in essi e ritrarli come detta la fantasia, ma a un patto e nel rispetto di ben due regole precise: la prima mira a ottenere un'immediata identificazione del personaggio, la seconda tende ad appagare l'attesa dello spettatore per attrarlo sin dentro la primitiva emozione. Attivo con numerose mostre, è spesso presente ad eventi legati alla musica, con le sue opere che arricchiscono, completano e colorano qualsiasi situazione dove siano presenti le note musicali (www.francori.it)
Oltre al Premio Pierangelo Bertoli 2019 che sarà conferito a Luciano Ligabue, il 18 ottobre saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: a PFM (Premiata Forneria Marconi) andrà il Premio Pierangelo Bertoli "ITALIA D'ORO", per l'impegno nel descrivere la situazione politico-sociale contemporanea o prospettica, soprattutto nel periodo della fortunata collaborazione con Fabrizio De Andrè; a RAPHAEL GUALAZZI sarà assegnato il Premio Pierangelo Bertoli "A MUSO DURO", per la capacità di affrontare il suo percorso e le sue composizioni in maniera intellettualmente indipendente, rimanendo fedele a se stesso; a ENRICO NIGIOTTI sarà consegnato il Premio Pierangelo Bertoli "PER DIRTI T'AMO", per aver saputo trattare l'amore sul piano universale, narrando situazioni e sentimenti che arrivano al cuore di ciascuno di noi.

«LE FIABE VERE»: IL CANTANTE CHE SNIFFAVA TROPPO

Per il terzo appuntamento con le Fiabe Vere del martedì sul mio canale YouTube c'è una chicca senza tempo. I racconti, rigorosamente reali, del dietro le quinte dello spettacolo raccontati sotto forma di fiaba, toccano stavolta la storia di un interprete della nostra canzone dedito al consumo di cocaina. Il titolo è infatti «Il cantante che sniffava troppo».
Il nostro è alla prese con la sua addetta stampa, che si trasforma quasi in badante del soggetto. Fino all'incredibile epilogo che potete ascoltare nel video postato qui sopra.
Sotto invece la fiaba vera della scorsa settimana, tutta ambientata nel mondo televisivo: «Il conduttore avido». Il primo appuntamento fu invece nei dintorni della musica (con una figlia che fece le spese di una furbata del padre) con «Il cavallo del cantautore crudele».

lunedì 7 ottobre 2019

GIO EVAN E LA SUA «NATURA MOLTA»

Gio Evan
È disponibile da oggi in preorder in vinile a link https://musicfirst.it/714-gio-evan-natura-molta  "Natura Molta" (1Day/Artist First), il nuovo doppio album di Gio Evan in uscita il 25 ottobre. Dal 14 ottobre sarà disponibile anche in presave e preorder digitale al link https://GioEvan.lnk.to/NaturaMolta_Pre
Il nuovo lavoro racchiude un disco di 10 canzoni – 7 inediti, oltre ai singoli "Himalaya Cocktail", "Amazzonia" e "Scudo" che hanno anticipato l'uscita dell'album, e 10 poesie.
In "Natura Molta" confluiscono tutte le doti di cantautore, poeta e performer di Gio Evan, che fanno di lui un artista unico nel panorama italiano.
All'uscita del disco seguirà la nuova tournée nei club "Natura Molta Tour" che prenderà il via il 27 novembre dai Magazzini Generali di Milano. Il tour è una produzione Massimo Levantini per Baobab Music & Ethics; per tutte le info e gli aggiornamenti di calendario: www.baobabmusic.it
Gio Evan, all'anagrafe Giovanni Giancaspro, è un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada. Con oltre 700.000 follower è il poeta vivente più seguito in Italia.

venerdì 4 ottobre 2019

«EUROGAMES», UN FLOP ORMAI SENZA FRONTIERE: 10,6% ALLA TERZA PUNTATA

Ilary Blasi e Alvin insieme nel floppante «Eurogames».
Spiace un po' dire il classico «l'avevo previsto», ma siccome è conclamato (l'avevo pronosticato a chiare lettere sin dalla mia prima recensione, leggibile qui), togliamoci il dispiacere e constatiamo l'indiscutibile flop di «Eurogames».
Il programma di Canale 5, che fa il verso (non so bene come dirlo e poi vi spiegherò il perché) allo storico «Giochi senza frontiere», alla sua terza puntata è piombato a un tombale 10.6% di share, con 2.069.000 spettatori.
Una Fossa delle Marianne dell'audience dalla quale Ilary Blasi, Alvin e Canale 5 troveranno - immagino - quasi impossibile  uscire. Meno male che sono previste soltanto sei puntate.

E dire che dai rumors aziendali che mi arrivano da Mediaset, pare che questo risultato fosse in qualche modo paventato se non addirittura preventivato da chi segue dati e tendenze. 
Non so come definire il programma, dicevo, perché all'indomani della pubblicazione della mia recensione, che entrava nel dettaglio dei tanti problemi che riscontravo nella trasmissione, su Twitter mi rispondeva uno degli autori, Massimo Righini, per contestarmi l'utilizzo, nel pezzo, dell'espressione: «clone di Giochi senza frontiere». Come è noto a tutti, l'espressione clone significa anche - per estensione nella vulgata comune - qualcosa di ricalcato o comunque molto molto simile all'originale. Non per forza identico. Persino superfluo specificarlo. Peraltro che abbiano voluto rifare «Giochi senza frontiere» era stato detto in tutti i modi, promo compresi, dai realizzatori stessi.

Eppure il puntiglioso Righini, dopo uno scambio di tweet fondamentali con la mia modesta persona, rea a suo dire di scarsa informazione, lungi dall'entrare nel merito delle vere contestazioni sul prodotto, teneva a precisare che trattavasi non di clone ma de «L'adattamento di Jeux Sans Frontières, di cui abbiamo i diritti». Come si può leggere dallo screenshot qui sotto. Mi sembrava un volere a tutti i costi cercare il pelo in un uovo già rotto. Ma poi è «Jeux Sans Frontieres» o «Intervilles», Righini? Chissà. Ai posteri l'ardua sentenza. 
Comunque, all'epoca, tre settimane fa, il game-show di canale 5 viaggiava ancora sul poco sopportabile risultato del 16% di share. 
Oggi quindi colgo l'occasione per scusarmi per l'involontario qui pro quo, e precisare che l'adattamento di «Jeux Sans Frontières» di cui Righini e compagnia (compagnia è un gruppo di persone, non necessariamente una compagnia militare, non vorrei essere equivocato) hanno i diritti è arrivato al 10,6% di share.

giovedì 3 ottobre 2019

80 ANNI DI «OGGI» * IN UN VIDEO LA PARATA DI STAR E VIP DELL'EVENTO MILANESE

Un party chic pieno zeppo di personaggi della nostra televisione e dello spettacolo leggero. La festa per gli 80 anni del settimanale Oggi, la rivista che va al cuore dell'attualità e dell'attualità dello spettacolo, con la quale mi onoro di collaborare, è stata celebrata ieri sera all'hotel Principe di Savoia di Milano.
C'erano tutti: da una Maria Giovanna Elmi iperconnessa digitalmente, all'immancabile Al Bano Carrisi. Passando per Simona Ventura, Milly Carlucci, Michelle Hunziker, Silvana Giacobini, Lorella Cuccarini, Anna Falchi, Nancy Brilli, Valeria Marini, Enzo Miccio, Serena Autieri, Massimo Giletti, Rita Dalla Chiesa, Gianfranco Vissani, Massimo Boldi, Ezio Greggio con la fidanzata, la modella Romina Pierdomenico, Mara Venier, e tantissimi altri. Persino Gina Lollobrigida, che è stata intrattenuta anche dal direttore del giornale, Umberto Brindani, e dal Presidente di Rcs Urbano Cairo.
Videomessaggi di Fiorello e Raffaella Carrà. Mescolate alla platea da jet set anche Melita Toniolo e l''ex Velina Marina Graziani. Insieme con Don Mazzi e Daniela Zuccoli Bongiorno.
Al termine, il taglio della torta. Nel video qui sopra un mio condensato di tre minuti dell'evento.

LO STATO SOCIALE SHOW DEBUTTA A RADIO2

Lo Stato sociale.
Domenica 6 ottobre parte Lo Stato Sociale Show, in onda tutte le domeniche, alle 16, solo su Rai Radio2, prossimamente anche su RaiPlay. «Le persone, tendenzialmente, fanno scelte comode. Poi ci sono gli artisti e gli scemi. Gli artisti e gli scemi fanno scelte scomode, i primi per vocazione, i secondi perché non sono abbastanza furbi. Noi siamo Lo Stato Sociale e siamo ufficialmente un collettivo di artisti scemi.»

Musicisti, cantanti, attori, autori di romanzi e di fumetti, l'urgenza creativa de Lo Stato Sociale, il collettivo "più famoso dello Stivale", dal 6 ottobre si impossesserà dei microfoni di Rai Radio2: Albi, Bebo, Carota, Checco, Lodo, nella loro prima esperienza di conduzione collettiva, regaleranno al pubblico dalla stand-up/teatrale, all'approfondimento para-scientifico, dalla sfida musicale impossibile, alla sociologia spicciola, dalla cover live all'intervista agli ospiti. Una narrazione fluida e dinamica, sempre imprevedibile, a tratti surreale, dove le gag che hanno reso popolari i cinque artisti si susseguiranno con sagacia. Lo Stato Sociale Show si avvarrà anche della partecipazione di ospiti, per restituire alla parola "condivisione" il suo più autentico significato. Fondamentale anche il contributo del pubblico, coinvolto da casa, in studio e attraverso i social network. «Nella grande tensione tra arte e ingenuità, ci collochiamo in mezzo – raccontano "i regaz" - come stupidi eroi alla ricerca del bello, senza precluderci nulla, senza metterci mai in disparte e senza rinunciare mai, nemmeno una volta, a dire quello che si pensa sul mondo e su di noi.»

Lo Stato Sociale Show è in onda tutte le domeniche su Rai Radio2. Puoi ascoltarlo anche su RaiPlayRadio.it/Radio2, sulla app RaiPlay Radio e con contenuti speciali e dirette sulle pagine facebook, instagram e twitter di @RaiRadio2.

AUDITEL-CENSIS: OVER 65 DIGITALIZZATI, STRANIERI IPERCONNESSI, BOOM SMART-TV

La presentazione a Roma della ricerca Auditel-Censis.
Presentato oggi a Roma, alla Camera dei Deputati, il secondo Rapporto Auditel-Censis che racconta, con la potenza che gli viene dalla Ricerca di Base Auditel (intervista nelle loro case 20.000 famiglie in 7 wave annuali, per un totale che supera i 41.000 individui) come sta cambiando la parte più intima della società italiana, quella delle famiglie, delle convivenze reali e del sistema di relazioni tra i componenti delle stesse. E racconta anche verso quali dotazioni tecnologiche si orientano le scelte famigliari e individuali e come si stanno riarticolando i consumi audiovisivi, mettendo in luce aspetti nascosti e poco analizzati dell'incontro tra italiani e nuove tecnologie. Un incontro che, anche grazie alla crescita della possibilità di connettersi, alla moltiplicazione dei device e ai tanti contenuti, televisivi e non, di cui è possibile fruire, sta diventando sempre più granulare e di massa senza escludere nessun segmento della società. Quattro sono le maggiori evidenze che emergono dal secondo Rapporto Auditel-Censis: 1) la spinta dei minori all'acquisizione e al consumo di media; 2) la marcia verso la modernità degli over 65; 3) la forte digitalizzazione delle famiglie straniere; 4) l'avanzata della Smart TV (che emerge con forza dalla prima mappatura delle dotazioni digitali degli italiani).

La spinta dei minori

I dati relativi alle dotazioni famigliari e alle fruizioni individuali di device tecnologici indicano con chiarezza che avere un minore in casa significa avere una forte spinta all'acquisizione e al consumo di media e tecnologie. Quando poi la presenza di almeno un minore si combina con condizioni socio economiche favorevoli, i comportamenti di consumo diventano addirittura anticipatori della società che verrà: è il caso delle 742.000 famiglie pioniere del cambiamento, che rappresentano il 3% delle famiglie italiane e che raddoppiano o, addirittura, triplicano le dotazioni e le fruizioni del resto del Paese. I dati indicano anche che ci sono alcune tipologie di nuclei famigliari al momento più indietro, ma che stanno facendo passi da gigante per annullare il digital divide: tra questi, senza dubbio, gli over 65, sempre più numerosi e sempre più attivi, anche sul fronte dei consumi tecnologici e di comunicazione, e gli stranieri, più giovani e meno dotati economicamente, ma alla rincorsa del modello di sviluppo italiano.

Over 65 in marcia verso la modernità

L'universo delle famiglie di over 65 non è un monolite fatto di solitudine e di mancanza di relazionalità, ma un mondo complesso e variegato all'interno del quale c'è un segmento rilevante che sta lentamente, ma decisamente, marciando verso l'innovazione. Si tratta di oltre 2 milioni 800.000 famiglie di longevi che hanno due o più componenti e che, addirittura, sono mediamente più ricche della media delle famiglie italiane. In queste famiglie aumentano tutti gli schermi per il consumo di contenuti TV e web: nell'ultimo anno crescono gli apparecchi televisivi - in controtendenza con quanto avviene nel resto del Paese - e aumentano, più della media, computer fissi e portatili, tablet, connessioni ad internet.

Cittadini stranieri alla scoperta del mondo digitale

Sono oltre cinque milioni e rappresentano l'8,7% della popolazione residente, sono mediamente più giovani degli italiani, hanno un lavoro, hanno case da arredare e figli minori da far crescere. È questo il mix di cui sono portatori i cittadini stranieri che risiedono regolarmente in Italia. E che appare particolarmente favorevole alla crescita delle dotazioni e dei consumi avanzati di tecnologie e di informazione.  Una crescita che oggi è frenata dal livello socio economico basso o medio basso di questi nuclei famigliari, che comunque si sono dotati di un paniere di tecnologie capace di rispondere al bisogno fondamentale di relazionarsi con i connazionali e con il Paese di origine. Tale paniere comprende sempre il cellulare/smartphone e la possibilità di collegarsi ad internet. Considerando la rapidità con cui i cittadini stranieri tendono ad assorbire i comportamenti di consumo degli italiani - e la progressione nella piramide sociale che, nella stragrande maggioranza dei casi, li attende in Italia - è probabile che nei prossimi anni saranno loro a rappresentare i nuovi consumer di programmi televisivi e di tecnologie.

112 milioni di device (e la Smart TV avanza)

La Ricerca di Base Auditel rappresenta lo strumento più accreditato, più aggiornato e più attendibile per misurare quanti sono i device che si trovano nelle case degli italiani, sono già collegati e possono essere visti anche come altrettanti schermi attraverso i quali fruire di programmi televisivi o di altri contenuti audio e video. Ebbene, nel 2018 tali schermi sono complessivamente 112 milioni, in crescita rispetto al 2017 di oltre mezzo milione. Ogni famiglia ha una media di 4,6 device a disposizione. Si tratta di un andamento che non è uniforme e che vede due grandi vincitori: 1) gli smartphone, che sono 43 milioni e 600.000 e che quest'anno superano, per la prima volta, gli apparecchi TV (sono 42 milioni e 300.000); 2) le Smart TV e i dispositivi esterni che permettono di collegare al web un teleschermo tradizionale sono 10 milioni e 400.000, di cui 6 milioni e 500.000 connessi, con una crescita del 20,6% rispetto al 2017. Moltiplicare i device significa anche moltiplicare e differenziare le possibilità e le modalità di fruire di contenuti di comunicazione, migrando tra uno schermo e l'altro, in visioni che avvengono da soli, in compagnia, in soggiorno, in cucina, nella camera da letto, spesso in contemporanea su più schermi e più programmi. Infatti, 5 milioni e 700.000 italiani, pari al 9,7% della popolazione di età superiore ai quattro anni, guardano programmi televisivi live o on demand su schermi diversi dalla televisione, collegandosi a device fissi o mobili. È un valore che cresce negli anni, e che vede come protagonisti soprattutto i minori e i millennials. 

"Il secondo Rapporto Auditel-Censis conferma l'importanza e il valore della Ricerca di Base Auditel, l'asset meno conosciuto della nostra società, ma, probabilmente, il più importante, giacché permette di costruire e innovare il SuperPanel Auditel, mantenendolo costantemente allineato ai cambiamenti in corso nella società italiana e, quindi, capace di certificare fedelmente i consumi TV. Non basta. Il Rapporto conferma la bontà della scelta di monitorare gli ascolti anche sui device digitali vista la proliferazione degli schermi su cui godere dei contenuti televisivi" ha detto Andrea Imperiali, presidente di Auditel.

Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis: "Il rapporto mette in luce che il fenomeno della digitalizzazione sta creando un grande processo di democratizzazione della società italiana. Infatti, viviamo tutti in uno stesso mondo: quello digitale".

Per Alberto Barachini, presidente Commissione Vigilanza RAI: "uno dei dati più rilevanti del rapporto è quello riguardante i cittadini stranieri che hanno bisogno e cercano un'integrazione culturale che gli strumenti tecnologici possono dare loro."

Anche Angelo Cardani, presidente AGCOM ribadisce che: "il rapporto evidenzia come il bisogno di connettersi sia aumentato esponenzialmente e questo sta spingendo il nostro Paese verso uno sviluppo tecnologico e digitale."

Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat, spiega che: "questo rapporto offre un prezioso contributo e ho apprezzato molto la grande attenzione verso gli anziani, le persone sole e i giovani che restano in famiglia. E' utile, inoltre, per comprendere come cambia l'atteggiamento dei consumatori verso la tecnologia".

mercoledì 2 ottobre 2019

«VOCI NELL'OMBRA» 2019: DOPPIATORI SOTTO I RIFLETTORI

Il logo della ventesima edizione di «Voci nell'ombra».
Dopo il lancio alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nell'ambito delle Giornate degli Autori, la XX edizione di Voci nell'Ombra – Il Festival internazionale del doppiaggio prosegue il suo cammino tra Genova e Savona, dove si tiene dal 9 al 12 ottobre 2019. Al centro della scena ci sono i doppiatori, gli adattatori e tutti i professionisti che stanno nell'ombra dell'industria cinematografica italiana, considerata in questo settore fra le migliori del mondo. Il gran finale con le 52 nomination che si sciolgono nel verdetto dei vincitori, chiamati sul palco del Teatro Chiabrera di Savona a ricevere i 18 Anelli d'Oro in palio e i numerosi premi speciali, sarà preceduto da un omaggio al primo direttore del festival Claudio G. Fava, da un incontro dedicato al podcast come fenomeno industriale in crescita, da una proiezione studiata per coinvolgere le scuole, da una tavola rotonda con ospiti internazionali sulla trasposizione multimediale  come sfida per rendere accessibili cultura e intrattenimento ai disabili visivi e uditivi. Il ventennale segna un momento storico per il più longevo festival internazionale interamente dedicato al doppiaggio cinetelevisivo e degli audiovisivi.
Voci nell'Ombra da sempre pone l'attenzione sulla voce e sul suo potere di insostituibile veicolo emozionale nella diffusione di cultura, informazioni, intrattenimento. I doppiatori sono la "controfigura sonora del cinema", e non solo, e la loro professionalità di interpreti li rende protagonisti anche delle nuove piattaforme, attraverso le nuove tecnologie, ampliando lo spettro della fruizione e dell'accessibilità alle fonti più disparate che veicolano immagini e voce, o solo voce. Di tutto questo si parlerà durante il Festival, sempre a stretto contatto con i suoi naturali protagonisti: i doppiatori, gli adattatori e i dialoghisti, incontrastati mattatori di Voci nell'Ombra. E gli altri professionisti della voce e del settore.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso è libero fino a esaurimento posti.
"Voci nell'Ombra", diretto da Tiziana Voarino e prodotto da Risorse – Progetti & Valorizzazione, è al centro di un'ampia rete di collaborazioni, vanta il sostegno principale di SIAE, ha il sostegno di Fondazione De Mari, è appoggiata dal top sponsor Quidam con il marchio Atmosphere, dagli sponsor Nuovo Imaie e Cdc Sefit Group, affiancata dal partner istituzionale Regione Liguria e si avvale della collaborazione del Comune di Savona. Realtà prestigiose che insieme a molte altre credono nel valore del progetto che per primo ha posto nella giusta attenzione la figura del doppiatore. Sono stati l'ideatore   Bruno Astori e Claudio G. Fava, che ha diretto il festival per quindici anni, a creare un vero e proprio Oscar delle voci italiane, una vetrina dei talenti selezionati da una giuria di esperti e chiamati sul palco a ricevere l'Anello d'Oro, un premio che richiama nel nome l'unità di misura del doppiaggio nell'era ante digitale, sostituito dal meno poetico time code. Il palmares conta 255 premi e riconoscimenti consegnati nel corso degli anni.

Voci nell'Ombra – dichiara Ilaria Cavo, assessore alla Cultura della Regione Liguria - in vent'anni è cresciuto molto, come dimostra la presentazione di questa edizione alla Mostra del cinema di Venezia, radicandosi sempre di più in Liguria. Dopo tanto tempo solo a Savona, l'arrivo a Genova per alcuni degli eventi in programma, e la sinergia costituita con la Film Commission regionale su un tema attuale come il podcast, sono un segnale importante: è una rete che si costruisce ormai naturalmente sul nostro territorio. La Regione è vicina, oltre che con il sostegno finanziario, anche favorendo il funzionamento e l'espansione di questa rete. Importanti anche il coinvolgimento delle scuole e la riflessione sulla disabilità e l'inclusione, che oltre a una tavola rotonda ha portato a un impegno per rendere fruibile il festival anche per chi ha una disabilità visiva o auditiva. Conferma ciò che abbiamo sempre detto attraverso le iniziative che abbiamo sostenuto in questi anni: la cultura è un fattore di inclusione sociale. Un festival che va in questa direzione in modo spontaneo, partendo dalla propria eccellenza e dallo specifico del proprio settore, è una bella conquista.
Aggiunge Tiziana Voarino: "Dedizione, spirito di sacrificio e volontà si sono sommati nella prospettiva di un'unica visione possibile: esserci con un Festival cresciuto, ampliato, organico, in una grintosa vena di ventennale presentato e anticipato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia premiando Luca Ward, Rodolfo Bianchi Roberto Chevalier e Neseeem Onorato. Un Festival che sarebbe dovuto scomparire con i suoi ideatori. Un'operazione di rilancio oculata, invece, basata su investimenti personali, ampia inventiva e risoluzione, si è trasformata nella bacchetta magica più straordinaria. Un lavoro di recupero faticoso e complesso, soprattutto per reperire le risorse economiche necessarie a mantenere la manifestazione in Liguria, per vent'anni. Ha segnato il bivio per convertire l'attenzione sul settore doppiaggio nella storia del cinema. Ha consegnato oltre 260 premi.  La ricaduta mediatica sul territorio è sempre stata enorme, nazionale e internazionale, gli standard del Festival elevati. Un progetto culturale longevo, imparziale, che non prevede figure di doppiatori nelle giurie di sezione, che ha istituito una Commissione di qualità di direttori di doppiaggio autorevoli, oltre al voto del pubblico, per decretare il giovane talento, giovane voce d'eccellenza al leggio. La manifestazione deve evolversi ancora, e le idee ci sono, e a questo punto serve una svolta nei sostegni anche del territorio, perché vogliamo continuare a premiare le voci italiane, e sempre meglio, a mettere al centro dell'attenzione lo strumento sovrano che è la voce: permette a tutti - supportata da parole, storie, opere di scrittura, sceneggiature – anche di vedere a occhi chiusi"

IL PROGRAMMA - La XX edizione di "Voci nell'Ombra" si apre mercoledì 9 ottobre 2019 a Genova con due appuntamenti a Palazzo Ducale e a Villa Bombrini. A Villa Bombrini, (via Muratori 5, Cornigliano), sede della Genova Liguria Film Commission, dalle 9.30 alle 14.30 si tiene l'incontro Tecnologia e podcast: voce e opportunità: le storie di chi ha costruito una specializzazione professionale intorno al podcast, fra prodotti aziendali, promozione del territorio, didattica, letture ma anche gioco per scoprire come scegliere il microfono giusto e divertirsi con quello sbagliato. Tra i partecipanti Sandro Ghini, Maria Grazia Tirasso, Francesco Nardi per "Mettiamoci la voce". Ma anche lo studio di uno strumento per la promozione del territorio. Il podcast si è dimostrato uno strumento utile anche per la valorizzazione del territorio.
La giornata prosegue a Palazzo Ducale (piazza Matteotti), dove alle ore 18 è in programma la presentazione del libro Il mio cinema di Claudio G. Fava, primo direttore di "Voci nell'Ombra", giornalista, intellettuale, critico cinematografico, funzionario Rai capace di passare dalle presentazioni di film d'autore all'inserimento di Beautiful nel palinsesto della televisione pubblica. A cinque anni dalla sua scomparsa, l'editore alessandrino Falsopiano ripropone, in due volumi, 220 recensioni apparse tra il 1959 e il 1993 sul quotidiano «Corriere Mercantile» e «Rivista del Cinematografo». Lo presentano la moglie Elena Pongiglione, il produttore televisivo Lorenzo Doretti e il critico Renato Venturelli (entrambi giurati di "Voci nell'Ombra) con Tiziana Voarino. La serata al Ducale prosegue alle ore 21 con Doppiatori in scena: Cyrano mon amour, uno spettacolo in cui il film Cyrano Mon Amour di Alexis Michalik sarà proiettato e doppiato dal vivo in alcune sue parti da Mario Zucca (voce del personaggio Honoré, interpretato da Jean-Michel Martial), Marina Thovez (Sarah Bernhardt/Clémentine Célarié), Pasquale Anselmo (Constant Coquelin/Olivier Gourmet) e Tiziana Avarista (Maria Legault/ Mathilde Seigner). Per la prima volta approda a Genova un modello di performance che mette in luce la qualità della recitazione nel doppiaggio italiano. Doppiatori in scena nasce da un'idea di Vittoria Colombo ed è realizzato in collaborazione con CAD – Compagnia Attori Doppiatori di Milano diretta da Monica Pariante. Gli appuntamenti a Palazzo Ducale sono realizzati in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.
Giovedì 10 ottobre al Nuovo Film Studio di Savona (piazza Pippo Rebagliati 6) è in programma la proiezione per le scuole del film di prima visione Just Charlie – Diventa chi sei di Rebekah Fortune, vincitore del Premio del pubblico al Festival di Edimburgo, distribuito da Alessandro Tiberio per Valmyn e da Wanted Distribution, edizione italiana ODS, una delicata storia sulla disforia di genere fra gli adolescenti che sarà seguita dall'incontro con i doppiatori e gli adattatori, con l'approfondimento sul lavoro di trasposizione culturale e linguistica.
Venerdì 11 ottobre si torna a Genova, alla Sala Polivalente S. Salvatore (piazza Sarzano 9), dove si svolge in   la tavola rotonda sul tema Il doppiaggio, l'adattamento e la trasposizione multimediale di fronte alla grande sfida dell'accessibilità, delle nuove piattaforme e delle nuove tecnologie. Il convegno è realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi Genova. Saranno presenti esperti internazionali, in particolar modo russi e docenti delle Università di Genova, Savona, Milano, Forlì, Napoli.
Sabato 12 ottobre gran finale al Teatro Chiabrera di Savona con una Serata d'Onore,  presentata da Maurizio di Maggio, storico conduttore del Festival e voce di Radio Montecarlo, e dalla giornalista televisiva Patrizia Caregnato, durante la quale saranno consegnati 18 Anelli d'Oro, fra cui il primo Anello d'Oro internazionale a DIOMID VINOGRADOV e il primo Anello d'Oro sezione Podcast a FILIPPO CARROZZO per "Fiabe in carrozza" assegnato dal giurato Pippo Lorusso, oltre a numerosi riconoscimenti speciali. Il pubblico sarà testimone di alcuni incontri unici. Per la prima volta si daranno la mano DANIELE GIULIANI e DIOMID VINOGRADOV, voce italiana e russa di Kit Harington, interprete di Jon Snow, il protagonista de Il trono di spade, una delle serie più spettacolari e popolari degli ultimi anni. Vinogradov sarà premiato con il primo Anello d'Oro Internazionale della storia di "Voci nell'Ombra", che amplia così il suo raggio d'azione oltreconfine. Chiudendo gli occhi si potrà anche rivivere l'emozione del film Stanlio & Ollio di Alexis Michalik, uscito in Italia lo scorso aprile distribuito da Officine Ubu, perché sul palco del Chiabrera saliranno anche, tra gli altri, ANGELO MAGGI e SIMONE MORI, rispettivamente doppiatori di Stanlio e Ollio in questo film.
Queste le categorie del doppiaggio premiate sia per il cinema sia per la televisione: Miglior Voce Protagonista maschile e femminile, Miglior Voce Non Protagonista, Miglior Doppiaggio generale, Adattamento cinema e televisione. Inoltre, le categorie Videogiochi, Spot pubblicitari, Prodotti di animazione, Audiolibri, Programmi televisivi e Voce Radiofonica.
La giuria, presieduta da Steve della Casa, con presidente onorario Enrico Lancia, è composta da Baba Richerme, Renato Venturelli, Francesco Gallo, Alessandro Boschi, Fabio Melelli, Massimo Giraldi, Antonio Genna e Tiziana Voarino.  Ogni altra categoria di premio ha la sua autorevole giuria di riferimento.
Le Targhe alla Carriera di doppiatore Claudio G. Fava saranno due: a DARIO PENNE e a CARLO VALLI. La Targa alla carriera di adattatore andrà a MARINA D' AVERSA, professionista di lunga data, firma di Rai e Mediaset, tra gli altri. Sarà inoltre assegnata la Targa "Bruno Astori" alla giovane Voce d'eccellenza del doppiaggio italiano, che dopo la prima selezione effettuata dalla Commissione Qualità (Maura Vespini, Lucia Valenti, Silvano Piccardi, Fabrizia Castagnoli, Ludovica Modugno, Sandro Acerbo, Flavio de Flaviis, Rodolfo Bianchi, Roberto Chevalier) è passata al vaglio del voto on line. Il vincitore è Manuel Meli, voce tra gli altri di Aladdin nell'omonimo film. Il PREMIO SIAE destinato a un giovane adattatore di talento sarà consegnato a ENRICA FIENO. SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori dal 2015 garantisce la sua presenza come sponsor principale, in coerenza con una politica volta a promuovere e valorizzare i nuovi talenti e il loro percorso sia formativo che professionale, nel 2016 ha istituito proprio questo premio dedicato ai giovani. Il Premio ArtKitchens del marchio di rivestimenti in vetro colorato Atmosphere del Top sponsor Quidam - eccellenza nella lavorazione del vetro per l'edilizia e per l'interior design - è stato assegnato a GIANLUCA IACONO, per il doppiaggio di Gordon Ramsey, anche in Cucine da incubo. E' anche la voce tra gli altri di Joaquin Phoenix, Heath Ledger, Gerard Butler. La Targa "Maurizio Ancidoni" - novità varata in collaborazione con Cdc Sefit Group di cui Ancidoni, recentemente scomparso, è stato direttore generale - andrà a MICHELE GAMMINO, voce tra gli altri di Harrison Ford, Steven Seagal, Kevin Costner, Jack Nicholson. Per la prima volta vengono assegnati due premi speciali al doppiaggio di film: THE WIFE – VIVERE NELL'OMBRA di Björn Runge, con i due protagonisti Glenn Close e Jonathan Pryce doppiati da Ludovica Modugno e Gabriele Lavia, direzione del doppiaggio di Marco Guadagno; STANLIO & OLLIO con i già citati Angelo Moggi e Simone Mori, direzione del doppiaggio Rodolfo Bianchi.
Tutti i premi sono stati disegnati e realizzati da artisti attivi in Liguria, per fare conoscere un lavoro di alta qualità da sostenere attraverso una valorizzazione capillare. Sono, in ordine alfabetico: Vanessa Cavallaro, Gianluca Cutrupi, Paolo Pastorino, Quidam e Diego Santamaria.
 Il Festival ha il sostegno di SIAE, Fondazione De Mari, Regione Liguria, Nuovo Imaie. Top sponsor è Quidam, presente col Premio ArtKitchens del marchio Atmosphere.
Il Festival si avvale del Patrocinio, del Ministero per i beni e le attività culturali, del Comune di Savona, della Provincia di Savona, dell'Università di Genova, dell'Università di Milano Bicocca, del Conservatorio di Milano, dell'Università di Bologna con il D.I.T. di Forlì, della Scuola Civica per interpreti e traduttori di Milano, dell'Orientale di Napoli.  
Sempre maggiori i partner stranieri, in particolare i dipartimenti di trasposizione multimediale rappresentati da Rufilm e Università Aerospaziale di San Pietroburgo, Università Sophie Antipholis di Nizza e Università di Strasburgo. Sono inoltre da citare gli apporti fondamentali di AIDAC (Associazione Italiana dialogisti e adattatori cinetelevisivi), ADAP (Associazione doppiatori e attori pubblicitari), AGIS, Agis Scuola, Genova Liguria Film Commission, Confassociazioni, Rete Impresa, Ufficio Scolastico Regionale della Liguria e della CCIAA di Liguria.

«LE FIABE VERE», SECONDO APPUNTAMENTO: «IL CONDUTTORE AVIDO»

È il secondo appuntamento con le mie fiabe vere, che vanno on-line ogni martedì su YouTube. Che cosa sono «Le fiabe vere»? Si tratta di storie sfiziose da dietro le quinte, da backstage del mondo dello spettacolo, dei media, del costume, dell'attualità, che per ovvie ragioni non posso raccontare fornendo nome e cognome dei personaggi di cui si parla in modo generico. Ma i racconti sono troppo edificanti, e ho deciso di proporveli comunque (almeno finché riesco a sottrarre tempo ad altri impegni) sotto forma di favole. Reali, ma pur sempre favole. Voi vi potrete comunque sbizzarrire provando a indovinare o almeno a supporre. Io manterrò il segreto.
Stavolta il personaggio che finisce sotto i riflettori è «Il conduttore avido». Un noto presentatore di una delle mille antenne del nostro Paese che si è contraddistinto per un particolare attaccamento al denaro. La storia è tutta da vedere e da ascoltare su YouTube al link sopra.
Qui sotto ho messo invece la prima, che tanto è piaciuta al debutto: «Il cavallo del cantautore crudele».

martedì 1 ottobre 2019

MODA’: “TESTA O CROCE” E POI IL TOUR

I Modà. Foto di Roberto Chieri.
Venerdì 4 ottobre esce "Testa o croce", il nuovo atteso album dei MODÀ che segna la loro rinascita artistica, arrivando a distanza di 4 anni dal precedente lavoro in studio e dopo 2 anni di pausa dalle scene.
Un disco intimistico in cui Kekko racconta questi anni di cambiamenti attraverso 13 canzoni che sono il frutto di una profonda sincerità, dalle quali traspare una grande grinta e un nuovo ottimismo. Nell'ultimo brano del disco 'Giogiò', la figlia di Kekko, interpreta il singolo "Quel sorriso in volto".
Questa la tracklist di "Testa o croce": "Testa o croce", "Quel sorriso in volto", "… Puoi leggerlo solo di sera", "Quelli come me" (singolo attualmente in radio), "Per una notte insieme", "Voglio solo il tuo sorriso", "Una vita non mi basta", "Non respiro", "La fata", "Non te la prendere", "Love in the '50s", "Guarda le luci di questa città", "Quel sorriso Giogiò" (bonus track con la voce di Gioia, figlia di Kekko).
13 canzoni, ognuna delle quali è un'istantanea di una parte di vita, in cui i fan di tutte le età continuano a riconoscersi.
Kekko sa descrivere i lati più fragili dell'uomo con autenticità e verità espressiva, senza mai essere banale: dall'amore, alle scelte difficili da affrontare. Come nel singolo attualmente in radio "Quelli come me", in cui descrive la solitudine degli uomini che a volte hanno bisogno di sfogarsi con uno sconosciuto al bar o in "Quel sorriso in volto" in cui riesce a raccontare la storia di un amore, senza mai usare la parola 'amore'.
Il disco, prodotto da Friends & Partners - licenza Believe, sarà disponibile nei negozi tradizionali, in versione CD e in versione vinile, negli store digitali e sulle principali piattaforme streaming.
Venerdì 4 ottobre esce anche il video del brano "Guarda le luci di questa città", un inno a Milano che in questi anni è cambiata di aspetto ma è rimasta invariata nell'anima.
Questo sarà il primo di una serie di contenuti video pensati esclusivamente per il mondo digitale, dove i Modà sono sempre più forti. Con i primi due singoli "Quel sorriso in volto" e "Quelli come me", infatti, la band ha già raggiunto più di 8milioni di views sul canale YouTube, oltre 3,5 milioni di Stream su Spotify ed Apple Music di cui oltre il 51% provenienti dalla fascia 18-27 anni, segnali molto importanti di ampiamento del proprio pubblico e tutto in ambito digitale.
Proprio a Milano, al Mondadori Megastore di Piazza Duomo, sabato 5 ottobre (dalle ore 15.00) si terrà un appuntamento straordinario con i Modà e i loro fan, un evento unico in cui la band riabbraccerà per la prima volta il suo pubblico dopo 2 anni.
I Modà si esibiranno a dicembre nei principali palasport d'Italia per un'anteprima del tour e a partire dal 6 marzo raggiungeranno il pubblico di tutta la penisola, raddoppiando così gli appuntamenti al Mediolanum Forum di Assago, Milano (4 dicembre e 28 marzo) e al Palazzo dello Sport di Roma (14 dicembre e 20 marzo).
Queste le date del tour nei palasport a dicembre e marzo 2020:
2 dicembre all'Unipol Arena di Bologna
4 dicembre al Mediolanum Forum di Assago (MI)
7 dicembre al Brixia Forum di Brescia
8 dicembre al Pala Alpitour di Torino
11 dicembre al Mandela Forum di Firenze
14 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma
6 marzo al Pal'Art Hotel di Acireale (CT)
10 marzo al PalaSele di Eboli (SA)
14 marzo al PalaFlorio di Bari
20 marzo al Palazzo dello Sport di Roma
28 marzo al Mediolanum Forum di Assago (MI).
Le prevendite sono disponibili sul circuito Ticketone e nei punti vendita abituali.
Il tour è
I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all'attivo 6 album e decine di hit. Si formano ufficialmente nel 2002 ed esplodono, dopo una lunga gavetta, nel 2011 con l'album "Viva i romantici", certificato Disco di Diamante. Hanno conquistato due volte il podio al Festival di Sanremo (con "Arriverà" nel 2011 e "Se si potesse non morire" nel 2013) e si sono esibiti allo Stadio di San Siro nel 2014 e nel 2016. Il loro ultimo album "Passione maledetta" è del 2015.
La band è composta da Kekko Silvestre (voce, pianoforte), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso), Enrico Zapparoli (chitarra elettrica, chitarra acustica) e Claudio Dirani (batteria).


SCARDA DECRETA LA FINE DEL «TORMENTONE»

Scarda.
A distanza di un anno dall'uscita del suo nuovo disco "Tormentone" e dopo il successo di un tour incessante che ha toccato tutta Italia, l'eclettico cantautore calabro-romano annuncia sei nuove date nei club delle principali città italiane prima di ritornare di nuovo in studio per la lavorazione del nuovo disco.
Sarà all'H2NO di Pistoia il 26 ottobre, al Circolo Ohibò di Milano il 16 novembre, all'Urban di Perugia il 23 novembre, il 29 novembre allo Smav di S. Maria a Vico (CE) poi ancora il 12 dicembre al Covo di Bologna e il 14 dicembre al Monk di Roma.

 "Tormentone" è un disco delicato ma graffiante. Ritornelli semplici e parole schiette cantati dalla voce roca del cantautore calabro-romano che, come carta vetrata, depura la realtà dalle disillusioni. L'elettronica, costante dei gruppi indie degli ultimi anni, qui viene affiancata da arpeggi, accordi e ritmi limpidi che ricordano la migliore tradizione italiana del cantautorato.
Questo disco ha ottenuto ottimi riscontri di pubblico e critica ponendo Scarda tra le nuove e più interessanti proposte del cantautorato it-pop italiano. Ne sono la conferma i singoli "Distrutto" e "Tropea" usciti nella primavera di quest'anno. Queste ultime date saranno l'occasione per scoprire un nuovo live show prima che il cantautore si concentri completamente sui suoi prossimi brani.

26 ottobre – H2NO – Pistoia;
16 novembre – Ohibò – Milano;
23 novembre – Urban – Perugia;
29 novembre – Smav – S. Maria a Vico (CE);
12 dicembre – Covo – Bologna;
14 dicembre – Monk – Roma;

Scarda – al secolo Domenico Scardamaglio – vive a Roma ma nasce a Napoli il 16 Marzo 1986 ed è calabrese di lunga adozione (Vibo Valentia). Il suo album di esordio "I piedi sul Cruscotto" (MK Records), esce il 16 dicembre 2014, raggiunge ottimi risultati di ascolti e dal vivo porta il cantautore ad affollare i piccoli club delle principali città italiane. Nel 2014 riceve la candidatura ai David di Donatello per la soundtrack del film "Smetto quando voglio" e una alle Targhe Tenco 2015 per la sua "opera prima". La fortunata collaborazione con il film ''Smetto quando voglio'' continua, Scarda firma la colonna sonora dei sequel ''Masterclass'' e ''Ad Honorem'' usciti rispettivamente nel febbraio e nel dicembre 2017, raggiungendo così un pubblico sempre più vasto. Il passaparola e le canzoni hanno fatto sì che i concerti si susseguissero nello stivale fino alla pausa nell'autunno 2017 che ha visto l'artista rientrare in studio e mettersi al lavoro per il suo nuovo disco dal titolo "Tormentone", uscito il 19 ottobre 2018 per Bianca Dischi e anticipato da tre singoli: "Bianca" (maggio), "Mai" (giugno) e "Non Relazione" (settembre). Nel 2019 intraprende il "Tormentone Tour" suonando in quasi cinquanta palchi in tutta Italia mentre in radio e online vengono lanciati i singoli "Distrutto" e "Tropea" e il video della hit "Sorriso". Tra novembre e dicembre le ultime date nei principali club di tutta Italia.

LUCA DIRISIO ANNAFFIA «BOUGANVILLE»

Luca Dirisio.
A partire da oggi sarà possibile effettuare il pre-order di "Bouganville" su iTunes o in tutti i negozi (etichetta discografica Music Ahead, distribuzione digitale Believe, distribuzione fisica Self Distribuzione), il nuovo disco di Luca Dirisio, in uscita il 25 ottobre e anticipato dal singolo "Come il mare a settembre", attualmente in rotazione radiofonica e accompagnato dal videoclip (regia di Claudio Zagarini): https://www.youtube.com/watch?v=vkJV9pVlCjk

"Bouganville", disco interamente prodotto e arrangiato da Giuliano Boursier, storico produttore e manager di Luca, è un progetto nato dalla maturità e dalla consapevolezza dell'artista che con questo album propone di riscoprirsi, un disco che arriva dopo tanto tempo, pensato e ponderato a lungo: "Questo non è un disco scritto al tavolino, tutti i brani sono piccoli resoconti della vita, la mia vita, appunti di viaggio presi piano piano, senza fretta, con consapevolezza - racconta Luca Dirisio -. Alcuni sono ricordi, altri prese di posizione, altri ancora dediche. Non volevo creare un prodotto, un disco modaiolo ma piuttosto una raccolta di pensieri ed emozioni da poter condividere con chi lo ascolterà. È un disco che arriva dopo tanto tempo (per tanti motivi che non sto qui a spiegare) quindi anche la scelta del titolo è stata ponderata a lungo. Non vi nego che le cattive lingue e gli sfaticati che passano ore sul web a parlare del nulla hanno stuzzicato e stimolato molto la mia fantasia nella ricerca del nome. Alla fine, però è stato Raymond Carver, uno dei miei scrittori preferiti, che in un suo racconto parla di questa pianta, la bouganville, e la descrive quasi come amortale, l'inverno si finge morta per poi risplendere di vita e di colore l'estate, forte e sgargiante come se il tempo non fosse mai passato. Questa è la metafora che mi piace immaginare se penso alla mia vita e alla mia musica. Tanto amo il mio lavoro quanto la libertà anche di isolarsi senza dare notizie, ripeto, non sono una persona che sente la continua esigenza di far sapere agli altri i fatti suoi, di fare continui selfie da pubblicare per essere popolare sui social. Se proprio devo farmi conoscere preferisco farlo con la mia musica e le canzoni per questo "Bouganville" è un lavoro molto personale e lo sento molto mio, ho scritto più di 40 canzoni ma ne potevo scegliere solo una decina purtroppo, mi sarebbe piaciuto farvele sentire tutte, non è stato possibile.
"È un disco che ho desiderato moltissimo - conclude l'artista - e spero che arrivi nel cuore delle persone con tutta la passione che ho messo nello scrivere e produrre insieme al mio storico produttore Giuliano Boursier col quale sono tornato a collaborare dopo tanto tempo ma con tanta voglia di creare qualcosa di unico grazie anche alla pazienza e grande esperienza. Dedico "Bouganville" al mio amico fraterno Massimiliano Caruso".

L'album è composto da 10 brani che ruotano intorno al tema fondamentale del disco, l'essere umano: si parte con "La mia gente", brano che il cantautore dedica alla sua terra, alle sue origini e in cui racconta la forza del popolo abruzzese, e "Con il mare a settembre", una storia d'amore o meglio una dichiarazione d'amore dove il mare funge da cornice, da silente compagno di viaggio per un innamorato che sente la mancanza della donna che ama. Si prosegue con "Carta da stracciare", una chiara canzone di denuncia verso la società mediocre, corrotta e superficiale; poi "Occhi negli occhi" un desiderio che Dirisio esprime alla donna che ama al fine di cercare insieme un posto migliore dove poter trovare quella purezza che è l'unico elemento di congiunzione tra gli uomini e la natura. Il terzo brano è "Il tuo cuore non esiste", la storia di una donna che punta, come succede spesso, tutto sulla propria bellezza e quando si accorge di essere stata sfruttata fugge a Roma, città alla quale giura amore eterno. "Orsa maggiore" è una canzone d'amore dedicata alla moglie, unica cosa importante e indispensabile nella vita di Luca Dirisio. "Stare bene" è l'ultimo brano che ha scritto l'artista ed è un invito ad essere se stessi e tornare a riapprezzare le cose semplici e vere. Gli ultimi due brani sono "Whisky", la storia di un gira mondo, senza tetto che Luca ha conosciuto anni fa a Villa Ada a Roma con il quale ha condiviso dei pomeriggi sul prato del parco suonando insieme, e "Niente", brano autobiografico.

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