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domenica 11 ottobre 2020

GUGLIELMO SCILLA E DIEGO PASSONI * UNA «FERMATA OBBLIGATORIA» (BENEFICA) A MILANO

Guglielmo Scilla e Diego Passoni.

LA PRIMA VOLTA
, lo strepitoso spettacolo che ha segnato l’arrivo nel nostro paese di Italy Bares, andato in scena a Milano il 12 ottobre 2019 riscuotendo un grande successo, verrà trasmesso in streaming da MYmovies, in collaborazione con DNC ENTERTAINMENT FACTORY, a partire dal 12 ottobre 2020 alle 21, e sarà possibile vederlo in streaming fino al 1 dicembre. Lo show è nato dall'intuizione e dall'impegno di Giorgio Camandona, attore, danzatore e coreografo che da molti anni lavora nel panorama del musical, con lo scopo di sostenere la raccolta fondi per supportare ANLAIDS, passando attraverso l’acquisto di “poltrone virtuali” e applaudire da casa il talento degli artisti che lo scorso anno si sono messi a disposizione per la causa.
Diego Passoni e Guglielmo Scilla, già protagonisti dello show LA PRIMA VOLTA, il pomeriggio dell’11 ottobre dalle 16.00 saranno i mattatori di FERMATA OBBLIGATORIA, una minimaratona social, in livestreaming su MYmovies https://www.mymovies.it/ondemand/italy-bares/movie/fermata-obbligatoria/: si tratta di un "viaggio" per le vie di Milano che Diego e Guglielmo dovranno compiere per raggiungere la loro destinazione. Prima però dovranno aver superato una serie di sfide per poter ricevere il codice necessario per la visione in streaming de LA PRIMA VOLTA su MYmovies, a partire dalla sera seguente. Durante questo percorso i due protagonisti incontreranno cantanti, personaggi dello spettacolo, influencer, chef, con cui condivideranno performance, confronti e momenti di puro divertimento, senza dimenticare la tematica principale del progetto Italy Bares: la sensibilizzazione sull’infezione da HIV e sui virus che in questo periodo particolare difficile preoccupano l’intera popolazione. Anlaids e le tante associazioni della società civile - che non si sono fermate nonostante le difficoltà economiche e ambientali - hanno bisogno dell’aiuto di tutti per non lasciare soli tutti coloro che in questi anni hanno ricevuto il loro sostegno. Il “viaggio” si concluderà al Teatro Repower, dove, su un palcoscenico “nudo”, prenderanno vita tre momenti coreografici di straordinaria attualità per l’ultima tappa della maratona digitale.
I due protagonisti di FERMATA OBBLIGATORIA non sono al corrente delle “prove” che dovranno superare insieme agli ospiti che incontreranno, amici e sostenitori del progetto che parteciperanno con modalità diverse alla maratona: Paolo Kessissoglu, Elisa, J-Ax, Tosca, Paola Iezzi, Maria Pia Calzone, Myss Keta, Chiara Galiazzo, Omar Pedrini, Rudy Zerbi, Leo Gassmann, Sonia Peronaci, Paolo Stella, Andrea Pinna, Bianca Atzei, Valentina Ricci, Cristina Bugatty, Stefano Ruffato, Giulio Crocetta, Enrico Scilla, Christian Fagetti, Virna Toppi.
Parallelamente alle "fermate obbligatorie" il viaggio di Diego e Guglielmo sarà accompagnato da alcuni collegamenti da uno studio di regia a Roma, che a sua volta accoglierà altri ospiti: saranno Elena Nieri e Marco Stabile a fare da moderatori agli incontri con Costantino della Gherardesca, Drusilla Foer, Francesca Taverni (performer de La Prima Volta) e il medico Francesco di Gennaro.
Anche a FERMATA OBBLIGATORIA ogni artista o collaboratore presterà il proprio sostegno gratuitamente, nonostante il momento profondamente critico del settore dello spettacolo dal vivo.
Compagnia della Rancia, prima realtà teatrale specializzata nella produzione di musical in Italia, ha da subito sostenuto la messa in scena di LA PRIMA VOLTA e anche quest’anno è a fianco di Italy Bares.
La direzione artistica di FERMATA OBBLIGATORIA è di Giorgio Camandona, la regia di Mauro Simone; gli assistenti alla regia sono Alfonso Lambo e Ramon Branda.
Alessandra Costa, Anna Larghi e Gabriele Virgilio sono i coreografi che hanno curato i momenti di danza che concluderanno FERMATA OBBLIGATORIA al Teatro Repower con i ballerini Laura Fiorini, Giulia Maffei, Nadia Scherani, Cheope Alice Turati, Giammarco Capogna, Gabriele Virgilio, Davide Talarico, Lele Rudilosso, Giovanni Ernani. Danzeranno con loro anche i Plasmon di Anna Larghi e alcuni ballerini della Compagnia Balafori di Alessandra Costa.
Un ringraziamento particolare va a Jerry Mitchell, uno dei più noti registi e coreografi di Broadway (Pretty Woman, Hairspray, The Full Monty, Legally Blonde, Kinky Boots) che 28 anni fa ha fatto nascere in America Broadway Bares, grande fonte di ispirazione per questo progetto italiano e che da subito è stato accanto alla squadra di Italy Bares anche al di là dell’oceano, da dove manderà un saluto speciale.

martedì 29 settembre 2020

MILANO, 10 OTTOBRE * LA GENTE DI SPETTACOLO PORTA I «BAULI IN PIAZZA»

La cassa (o baule) di un service da spettacolo.

Il 10 ottobre Piazza Duomo a Milano diventerà la magica scenografia di “Bauli in Piazza – Bip”, un grande evento silenzioso che vedrà la partecipazione, in maniera rigorosamente pacifica e ordinata, di numerosi professionisti dello spettacolo, aziende del settore, lavoratori dipendenti e non del mondo dello spettacolo e degli eventi, accompagnati dai loro bauli. Dalle ore 17 Piazza Duomo si trasformerà in una monumentale “installazione” di bauli, quegli stessi “flightcase” divenuti simbolo di questa mobilitazione internazionale e che ogni giorno accompagnano coloro che creano eventi. 
Accanto ad ogni baule ci sarà un operatore del settore, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza sanitaria. Dietro gli eventi, la musica dal vivo, gli spettacoli, le fiere che contribuiscono allo sviluppo economico e culturale del Paese, c’è un mondo, un’intera industria: sono tutti i soggetti che rendono possibile ogni forma di intrattenimento, dalle agenzie di promoter alle aziende di servizi, autori, tecnici, fornitori di audio/video/luci, facchini, e tanti altri ancora, che a causa dell’emergenza sanitaria in questi mesi hanno perso il loro impiego. 
A livello mondiale si stima che circa il 95% degli eventi sia stato cancellato. Per questo a settembre 2020 nasce in Nord America il primo movimento “We make events”, che riunisce tutta la filiera del settore, gravemente colpito dalle conseguenze della pandemia, e che ha costretto milioni di persone in tutto il mondo a dover (momentaneamente) rinunciare alla propria attività, senza prospettive certe per la ripartenza.  Anche l’Italia ha aderito con #Noifacciamoeventi #Bauliinpiazza – BIP a questo vero e proprio “allarme rosso” per l’industria e tutto il comparto produttivo che nel nostro paese conta circa 570.000 lavoratori che necessitano di tornare al più presto al proprio mestiere, in assoluta sicurezza. La neonata BIP nasce come associazione culturale senza scopo di lucro, alimentata dalla sola passione dei suoi aderenti e dalla consapevolezza di tutti che sia ora di farsi sentire. 
Lo scopo della manifestazione è di contribuire a costruire un tavolo di lavoro dove “NOI del mondo degli eventi possiamo sederci e aiutare il Governo a scrivere regole funzionali ad una reale ed efficace ripartenza, alla sicurezza e al sostegno del comparto, non solo in termini di sostegno economico, ma strutturali”, dichiara il comitato promotore.  Il DPCM del 7 agosto 2020, che permette la ripartenza di piccoli eventi fino a 1000 persone all’aperto e fino a 200 al chiuso e il rimando regolatorio alle singole Regioni, ha presentato fin qui norme troppo limitanti e difformi territorialmente perché il comparto produttivo dello spettacolo, degli eventi, dell’intrattenimento, dei congressi e delle fiere possa riprendere in modo serio e strutturato, rendendo economicamente sostenibile ogni evento di medie e grandi dimensioni. 
Il sistema intero e la filiera che ne deriva sono al collasso: possibile chiusura di piccole, medie e grandi imprese, lavoratori senza sussidi, perdita di figure professionali sul medio e lungo periodo.
Il prossimo 30 settembre è stato scelto come giornata internazionale simbolo di #standasone: dalle ore 20.00 (ora locale) in 27 paesi si coloreranno di rosso i principali siti e venue, da quelli più storici a quelli più moderni, sedi di eventi e spettacoli, lanciando così un “red alert” a livello mondiale.

Per partecipare a “Bauli in Piazza – Bip” occorre registrarsi al seguente link:

https://forms.gle/eKVNXVcjJoGM5JfP8

martedì 14 luglio 2020

KATY PERRY E TIESTO A TOMORROWLAND (BIGLIETTI E PACCHETTI DA 12.50 A 290 EURO)

Katy Perry, fra i big di Tomorrowland 2020, il più grande evento live di musica elettronica, quest'anno (causa Covid) solo sul web.
Autentica superstar, Katy Perry presenterà a Tomorrowland Around The World uno show mai visto prima. Una delle artiste cha ha venduto più dischi nella storia, proporrà una serie di effetti speciali, eseguendo i suoi più proverbiali successi, molti dei quali sono diventate tra le hit assolute del 21esimo secolo, così come presenterà in anteprima alcune tracce di “Smile”, il suo quinto imminente album, che uscirà il prossimo 14 agosto.
Tomorrowland Around the World e i suoi otto stage proporranno sessanta tra i più importanti artisti elettronici al mondo: grazie a Katy Perry l’elettronica e il pop si uniranno a Tomorrowland Around The World nella maniera più spettacolare possibile. Autentica dominatrice della chart di tutto il mondo, già in passato la cantante americana ha collaborato con alcuni top dj e produttori quali Zedd e Calvin Harris - si pensi a brani quali “I Kissed A Girl,” “Teenage Dream,” “Firework,” “Roar,” “Dark Horse” e tanti altri ancora – così come è stata remixata da indiscussi fuoriclasse quali Tiësto, Oliver Heldens, R3HAB, Kaskade, Tommie Sunshine e Benny Benassi, giusto per citarne alcuni.
 Nei suoi 12 anni insieme alla casa discografica Capitol, Katy Perry ha raggiunto la ragguardevole cifra di oltre 40 miliardi di streaming, ha venduto oltre 45 milioni di album e 135 milioni di singoli, è stata la prima al mondo a raggiungere 100 milioni di follower su Twitter, così la sua performance durante il Super Bowl del 2015 è stata la più votata e apprezzata di sempre. Katy Perry è stata anche la prima artista ad avere 4 video in grado di totalizzare oltre 1 miliardo di visualizzazioni ciascuno; più di un miliardo di views per i video di “Firework” and “Last Friday Night”, più di due per “Dark Horse”, oltre tre per “Roar”.
Katy Perry: “Ho sempre voluto essere parte di Tomorrowland, ne ho sempre seguito le sue fantastiche evoluzioni e innovazioni tecnologiche che hanno sempre caratterizzato questo festival. Sono così felice di partecipare a Tomorrowland Around The World, spero che la mia esibizione possa portare un sorriso a tutti quanti”. E proprio oggi Katy Perry ha annunciato a tutto il mondo la sua performance a Tomorrowland Around The World con una videochiamata a Martin Garrix. Il video in questo link
Ma non è finita: Tijs Verwest, meglio conosciuto come Tiësto, farà il suo debutto a Tomorrowland Around the World; sull’iconico Freedom Stage svelerà il suo nuovo progetto melodic house. “Il genere musicale di VER:WEST? Melodic house. Molto più deep e chill, molto differente dalla consueta carica di energia tipica di Tiësto. Quale miglior opportunità di Tomorrowland per esprimere qualcosa di totalmente inedito, che non ho mai fatto sinora, in un contento diverso, molto valido, al quale so che tutti stanno lavorando per realizzare qualcosa mai visto prima? Aspettatevi quello che non vi aspettereste mai, sarà fantastico!”. Parole di VER:WEST.

Tomorrowland Around the World, the digital festival

• Sabato 25 e Domenica 26 luglio 2020
• Dalle 16 all’1 di notte (CEST)
• I partecipanti al festival potranno navigare facilmente in Pāpiliōnem senza PC, laptop, smartphone o tablet e senza visori ed esplorare tutto il festival, tutti i suoi stage, interagendo con i propri amici
• Time-zone-friendly’ per il pubblico dell’Asia e del Nord e del Sud America
• Aperto al pubblico di ogni età e di ogni luogo
• Accesso esclusivamente attraverso il sito tomorrowland.com
• Il biglietto giornaliero costa €12.50
• Il biglietto per il week-end €20.00 e include una settimana supplementare di contenuti video on-demand per rivivere appieno l’esperienza
• Disponibili pacchetti speciali denominati People of Tomorrow packages e Home Party packages.

Ver-West, ovvero Tiesto: fra i big ospiti di Tomorrowland 2020.

domenica 19 aprile 2020

CORONAVIRUS A PAVIA * ALL'ASTA BENEFICA LA CHITARRA DI DRUPI BATTE PEZZALI, SCOTTI E DE FILIPPI

In alto, Drupi. Sotto, da sinistra, Max Pezzali, Gerry Scotti e Maria De Filippi.
Alla fine, a sorpresa (ma neanche tanto, e poi vedremo perché), la chitarra di Drupi ha battuto tutti. Compreso il giubbotto Harley Davidson di Max Pezzali. Per non parlare della maglia del Milan messa sul piatto da Gerry Scotti e dei due biglietti per la finale di Amici 2021 regalati dalla regina della tv Maria De Filippi. Fanalino di coda tra i Vip.
L'asta benefica on-line «Pavia respira!», promossa da Lara Vecchio e Raffaella Costa per raccogliere fondi nella lotta al Coronavirus, si è chiusa ieri alle 18 con un incasso di tutto rispetto: 24.189 euro.
Che andranno al Policlinico San Matteo e alla Croce verde pavese. La cifra è da considerarsi provvisoria perché ora il notaio dovrà effettuare tutte le verifiche di onorabilità. Finché non arriveranno i bonifici bisogna usare il condizionale, ma l'importo al momento è questo.


La mitica chitarra di Drupi.
La chitarra verde che Giampiero Anelli in arte Drupi suonò in America anni fa per registrare «Piccola e fragile» ha chiuso a 1.410 euro, ed è stato uno tra i lotti più combattuti in assoluto. A seguire (sempre nella graduatoria dei personaggi di spettacolo pavesi) viene il giubbotto indossato da Max Pezzali, che si è attestato sui 1.320. Al terzo posto, con 430 euro, la maglia del Milan con dediche personalizzate che fu regalata a Gerry Scotti e che a sua volta l'ha donata all'asta. Quarta e ultima posizione, con 310 euro, per i due biglietti della finale del talent di Canale 5 prodotto e condotto da Maria De Filippi.

I due personaggi del mondo della musica battono senza appello quelli della tv. Exploit di Drupi a parte, come è possibile, ci si domanderà, che i contributi di due cantanti battano quelli di popolarissime star televisive dall'audience e soprattutto dai guadagni milionari? Semplice: anzitutto la musica crea, da sempre, maggiore mitizzazione degli artisti. Poi va considerato anche il puro valore economico degli oggetti donati. Una chitarra e un giubbotto di marca valgono a prescindere sicuramente più di una maglietta, anche se di Serie A, e di due biglietti per uno show televisivo. Ma quando si fa beneficienza non bisogna guardare troppo all'entità di ciò che viene donato, anche se si ripercuote sul risultato finale. Ciò che conta è il pensiero.
Per la cronaca, l'oggetto di «Pavia respira!» battuto al valore più alto, 3.500 euro, è stato il pallone del triplete, quello utilizzato per la finale di Champions League 2010, donato da Marco Civoli

giovedì 3 ottobre 2019

80 ANNI DI «OGGI» * IN UN VIDEO LA PARATA DI STAR E VIP DELL'EVENTO MILANESE

Un party chic pieno zeppo di personaggi della nostra televisione e dello spettacolo leggero. La festa per gli 80 anni del settimanale Oggi, la rivista che va al cuore dell'attualità e dell'attualità dello spettacolo, con la quale mi onoro di collaborare, è stata celebrata ieri sera all'hotel Principe di Savoia di Milano.
C'erano tutti: da una Maria Giovanna Elmi iperconnessa digitalmente, all'immancabile Al Bano Carrisi. Passando per Simona Ventura, Milly Carlucci, Michelle Hunziker, Silvana Giacobini, Lorella Cuccarini, Anna Falchi, Nancy Brilli, Valeria Marini, Enzo Miccio, Serena Autieri, Massimo Giletti, Rita Dalla Chiesa, Gianfranco Vissani, Massimo Boldi, Ezio Greggio con la fidanzata, la modella Romina Pierdomenico, Mara Venier, e tantissimi altri. Persino Gina Lollobrigida, che è stata intrattenuta anche dal direttore del giornale, Umberto Brindani, e dal Presidente di Rcs Urbano Cairo.
Videomessaggi di Fiorello e Raffaella Carrà. Mescolate alla platea da jet set anche Melita Toniolo e l''ex Velina Marina Graziani. Insieme con Don Mazzi e Daniela Zuccoli Bongiorno.
Al termine, il taglio della torta. Nel video qui sopra un mio condensato di tre minuti dell'evento.

martedì 7 agosto 2018

ADDIO JIMMY IL FENOMENO, REGALO UNICO E IMBARAZZANTE AL MATRIMONIO DI UN AMICO

Cristina Mariotti, Jimmy il Fenomeno e Pierangelo Masarati.
Se per te Jimmy il Fenomeno era solo quel tipo sui generis (eufemismo) che si produceva in smorfie agghiaccianti e suoni gutturali comparendo più o meno di sfuggita in qualche film della commedia all'italiana, credimi amico, sei fuori strada.
Jimmy, all'anagrafe Luigi Origene Soffrano, che ci ha lasciati oggi, all'età di 86 anni, in una casa di riposo milanese, era molto di più.
Per me, per esempio, è stato il più bello dei regali di nozze. Non ricevuto, purtroppo, ma fatto. Col cuore. E anche un formidabile boomerang per il mio sistema nervoso.
Ma andiamo con ordine: ho un amico d'infanzia, o giù di lì, Pierangelo detto Ando, che ai tempi (forse ancora oggi) conosceva a memoria tutti - dico tutti - i cast delle commedie Anni 80 più trash e pecorecce. Quelle con la Fenech (Edwige), Carotenuto (Mario), Vitali (Alvaro), Gammino (Michele), e via elencando. Dal momento che gli attori erano sempre gli stessi, più o meno una quindicina, rigorosamente mixati di volta in volta, la sua non comune abilità quizzarola stava nel riuscire a ricavare il titolo del film fornendogli 3-4 nomi. Era imbattibile.
Un giorno Ando, giargianella, decise di fare un'altra cazzata: sposarsi. La fortunata era tale Cristina, soggetto che scoprii più tardi essere provvisto anche di ironia. Fondamentale nel contesto di ciò che sto per raccontarvi.
"Che cosa regalo ad Ando e Cristina per le loro nozze?". Il pensiero mi tormentò per un paio di giorni. Poi, la folgorazione. Non che cosa, era la domanda da farsi, ma CHI. Ando è un amico speciale, serve un regalo speciale nel solco della sua cinefila passione.
Franco Bagnasco e Jimmy negli ultimi anni passati alla Casa per coniugi di Milano.
Lì l'attore chiese il sussidio legato alla Legge Bacchelli.
Ci sono: Jimmy il Fenomeno! La leggenda del trash italico su celluloide. Che conoscevo per lavoro ormai da tanti anni. Jimmy all'epoca stazionava all'Hotel Cervo di Milano. Cercando ovunque ospitate e particine che ormai quasi tutti gli negavano. Trattai con lui un ingaggio adeguato all'impegno richiesto, promisi di andarlo a recuperare personalmente in loco, e l'affare andò in porto.
Il 10 aprile 1999 partii da Milano verso un paesino dell'Oltrepò Pavese con a bordo, al posto del navigatore, l'irriducibile Jimmy. Sul sedile posteriore una mia ex fidanzata, che diventò ex per altri motivi, ma che teoricamente avrebbe anche potuto farmi causa per danno biologico a seguito di quel viaggio.
Scoprii lì che il mitico Luigi Origene Soffrano non recitava affatto. O se lo faceva era del tutto incidentale. Egli era veramente così: speciale. 

Non stava fermo un secondo su quel benedetto sedile. Urlacchiava, rideva, piangeva, si spegneva improvvisamente per poi riaccendersi dieci minuti dopo più carico che mai. Una molla. Ogni tanto litigava (o fingeva di litigare) al telefono con una presunta fidanzata. La mandava a quel paese, poi voleva fare pace, poi la sfanculava di nuovo e scagliava ovunque e con forza il cellulare in auto. Vetri e guida a rischio, braccio destro steso perennemente su di lui per placarlo. Non sapevo più che cosa fare. Cercai prima di blandirlo, poi di farlo ragionare, infine lo cazziai. Inutile dire che fu un viaggio indimenticabile e soprattutto (credetemi) interminabile.  
Ci fermammo alla chiesetta di San Damiano al Colle (una settantina di non banali chilometri da Milano) ovviamente in ritardo sulla tabella di marcia; io paonazzo e madido di sudore. Sposi all'interno, cerimonia già iniziata. In un secondo, lo stupore di invitati e familiari: Jimmy parte in quarta dal sagrato, dimentica tutti i turbamenti personali, ed entra non solo in parte, ma anche nel luogo di culto in preda agli spasmi e alle contrazioni ad alto volume che l'hanno reso celebre. Guadagna l'altare, tenta di baciare sulla bocca il paziente parroco. Insomma, un Jimmy in splendida forma. Un cadeau birichino perfetto per il matrimonio del secolo. E vissero felici e contenti, come da foto ricordo.
 
Come dici? Vuoi sapere se Jimmy si fermò poi a destabilizzare anche il pranzo di nozze? No, voleva rientrare assolutamente a Milano. Io d'altro canto non potevo perdermi il buffet e le forze - giuro - non mi avrebbero consentito di riportarlo in città. Di affrontare un viaggio come quello d'andata. Lo sganciai alla vicina Stradella (poco servita) e lo misi sul primo treno. Credo sia arrivato in nottata.
Quella sera mi addormentai "stanco ma felice", come nei temini delle elementari.
Ando ancora oggi sostiene che per quello scherzetto di Jimmy alle sue nozze io sia stato "Uno str... Un grande str... aordinario burlone".

venerdì 13 luglio 2018

MILANO * ARRIVA «FUD», LA BOTTEGA SICULA DEI SAPORI CHE CONQUISTANO IL PALATO

Il porcello nero dei Nebrodi.
Lo spettacolo del cibo, in questo caso. Il disarmante spettacolo di profumi e sapori che mi si è parato davanti ieri sera all'inaugurazione di «Fud - Bottega sicula», che apre oggi a Milano in Via Casale 8, sui congestionati ma sempre ospitali Navigli, in una traversa di quello Grande.

I formaggi di «Fud».
Il palato si perde fra sgombri e acciughe superbe (il segreto del titolare, Andrea Graziano, è quello di puntare tutto sulla qualità della materia prima), tra formaggi rigorosamente autoctoni, prosciutti e salumi che inducono in tentazione, come il porcello nero dei Nebrodi. Per non parlare del cioccolato di Modica, leggermente speziato, e delle mandorle allo zenzero; dei provoloni al limone e arancia e del pane all'olio d'oliva, sul quale si incastonano come diamanti acciughe e pomodorini secchi sul letto di una burratina. Se vuoi l'hamburger, ecco che arriva, con la parmigiana alle melanzane o come ti pare, arricchito dagli ingredienti di cui sopra.
Tre selezioni (curate) di birre alla spina artigianali, e qualche punto che si perde in tabella sulla strada dei vini, ma può essere che io sia un po' prevenuto nei confronti della loro atavica asprezza.

Pare che il ragazzo faccia grandi affari in Sicilia, con altri presidi gastronomici analoghi, e lo merita. Così ora si tratta di conquistare Milano, fra residenti più avveduti e turisti stranieri un po' distratti. Le premesse per lavorare bene ci sono tutte. Al debutto, più videocamere che a Sanremo.

lunedì 12 marzo 2018

LO SPETTACOLO E L'OLTREPO' PAVESE VISTI DA ME

Franco Bagnasco a Santa Maria della Versa.
Le mie colline, le facce, la gente. Parole ruspanti, parole pronunciate spesso (rigorosamente) in dialetto oltrepadano. Non piacentino, eh, sia chiaro. Con quel vecchio campanilismo che alberga ovunque, figurarsi se non ha trovato terreno fertile tra le nostre orgogliose vigne. Tra Pinot e bonarda, più o meno in barrique. 

È stata una bella festa quella organizzata l'altroieri dalla Biblioteca di Santa Maria Della Versa per presentare il mio libretto, «Il peggio della diretta», uscito già un anno e mezzo fa per Mondadori Electa. Un'occasione per parlare dei dietro le quinte dello spettacolo raccontati dai protagonisti e per passare in rassegna anche i vecchi volti-simbolo di un paese che è il cuore dell'eno-cultura locale. 

Un'ora zeppa di ricordi e anche di sorrisi, che mi sono ritornati da una platea attenta e incuriosita. Ovviamente segue buffet. Perché la «cultura» (si fa per dire) va bene, ma un bel bicchiere di rosso e le torte di pastafrolla delle sciure del paese, non hanno rivali.

sabato 2 dicembre 2017

ROBERT ENGLUND ALIAS FREDDIE KRUEGER * INVECCHIARE NON È POI COSI' MOSTRUOSO

Ieri Freddie Krueger, oggi Robert Englund.
In un mondo di mostri, perché non scoprire che fine hanno fatto quelli veri? L'occasione è oggi e domani, 2 e 3 dicembre, al «Milan Comic Con», evento che si tiene al Superstudio di Via Tortona 27.
Oltre ad appassionati, espositori di fumetti e merchandising provenienti da tutto il mondo, è prevista la presenza di tre ospiti d'eccezione del fanta-cinema hollywoodiano. 


Si tratta di John Rhys-Davies, della saga di «Lord of The Rings» («Il Signore degli anelli»), Daniel Naprous, ovvero il Darth Vader di «Star Wars», «Guerre stellari», e dello spaventoso Robert Englund, che con le sue mani ha sforbiciato gli incubi di generazioni in «Nightmare». A Milano già da ieri per la promozione, mister Englund (nella foto a destra) ha sentenziato che invecchiare non è poi così mostruoso.


Tanti sono gli ospiti della rassegna, per la prima volta a Milano; tra questi, il cantante-doppiatore Santo Verduci, che oltre a parlare delle tecniche che usano coloro che prestano la voce ai grandi del cinema, presenta il suo nuovo cd di sigle per bambini: «Contactoons 4».


giovedì 9 marzo 2017

«IL PEGGIO DELLA DIRETTA» IL 22 MARZO ALLA TABERNA LIBRARIA DI LATIANO (BRINDISI)

Il libro «Il peggio della diretta» di Franco Bagnasco presentato il 22 marzo a Latiano.
La locandina dell'evento è un gioiellino iconografico, e di questo non posso che ringraziare la Taberna Libraria di Latiano, in provincia Brindisi, che il 22 marzo prossimo, alle 19.30, mi ospiterà per parlare del mio gioioso libretto, «Il peggio della Diretta», che tanta fortuna sta incontrando in libreria ed eBook, visto che ora è disponibile anche per Kobo e Kindle.

«Milano da bere» si intitola la serata di inizio primavera, ammiccando a uno slogan degli anni craxiani, in un gemellaggio fra Nord e Sud, Lombardia e Puglia, in bilico fra spettacolo e glamour. Allora c'era l'ape (diminutivo), oggi l'apericena (allargato), per venire incontro all'austerity. Parleremo di tutto, e soprattutto dei tanti personaggi che hanno voluto raccontarsi nel libro, mettendo a nudo momenti esilaranti, bizzarri, e a volte persono drammatici del dietro le quinte della loro carriera. Nel video qui sotto, tutti i volti e un assaggio delle loro storie.

venerdì 10 ottobre 2014

IDOCS CON «E POI» * DUE OMACCIONI CHE SUONANO E SCRIVONO (BENE) D'AMORE

In assenza del conforto di sapidi buffet (non è questo il caso: cibo e vini erano ottimi e abbondanti, nonostante la spending review; ci ha pensato Raffella Moretti a stuzzicare il palato), le presentazioni dei dischi di chi non fa l'artista di mestiere nascondono spesso potenziali insidie. Noie sovrumane, stucchevoli velleità dopolavoristiche o abbondanti sovrastime di se stessi da parte di gente che meglio farebbe a fare altro, nella vita. Di certo non calcare palcoscenici.
Per questo mi ha conquistato lo showcase milanese (spazio Avirex) degli iDocs, duo di giornalisti del settimanale Oggi reduci dal lancio di un Ep intitolato «E poi». Giuro sui miei affetti più cari che quanto sto per scrivere non è frutto di ruffianerie o scambi di favori tra colleghi. Il sospetto è lecito ma voglio fugarlo: avrei optato, piuttosto, per un dignitoso silenzio.
Edoardo Rosati e Mario Raffaele Conti ci sanno fare davvero. La bravura chitarristica di Rosati è sorprendente, e convince anche la voce (ma fa premio la struggente armonica a bocca) di Conti. Viaggiano dal pop leggero ma godibilissimo del brano che dà il titolo al lavoro, disponibile su piattaforme digitali, alle raffinatezze swing di «Amore ballerino» e «La sfida», che ho trovato molto interessante e trascinante.
Rosati e Conti sono due omaccioni che parlano e scrivono (bene) d'amore. Senza scimmiottare qualcuno e giocando sulle sfumature. Il che, in tempi aridi, fa tanto bene al cuore.
 

venerdì 19 settembre 2014

LAPO ELKANN ALL'ADIDAS PARTY * MA SERVIVA DAVVERO QUELLA SEDIA A ROTELLE?

Secondo alcuni, più che la gamba rotta (che non pareva manco ingessata), aveva la necessità di fare un'entrata spettacolare, di farsi notare. Come se fosse davvero necessario, per uno che non passa certo inosservato.
E non si può dire che non si sia notato, Lapo Elkann in sedia a rotelle (preferita a più sobrie stampelle) ieri notte all'Adidas party di Milano. Evento piazzato strategicamente nello spazio Versace di Piazza Vetra e nell'ambito della settimana della moda, la Vogue Fashion Night Out.
Coccolato all'ingresso da Franca Sozzani, l'ex golden boy di casa Agnelli si è concesso poi al centro della pista un giro in carrozzina, stringendo mani e concedendosi a molte foto e video con i
fans. Che lo potevano collezionare stavolta in versione Gronchi rosa. Qui sotto ci sono le immagini delle fasi salienti della comparsata di Lapo, il quale poi si è intrattenuto a parlare con alcuni amici a ridosso del retropalco. Mentre cocktails a base di vodka e prosecco scorrevano a fiumi all'open bar. Tra gli altri personaggi intercettati, Michelle Hunziker con Tomaso Trussardi, Selvaggia Lucarelli e la modella Ainett Stephens. Molto apprezzato il dj set di Francesco Rossi, il deejay italiano più trasmesso da BBC1.



domenica 14 settembre 2014

FESTA DELLA RETE * TRE PREMI A PIF, TESTIMONIAL TIM (SPONSOR DELL'EVENTO)

Non bisogna certo scomodare il paragone con le lobby, ma la "Festa della rete" (ex BlogFest) di Rimini, che ho visitato quest'anno per la prima volta nonostante sia arrivata - un po' bolsa, a occhio e croce - alla nona edizione, mi sembra un po' la Loggia del Leopardo. Massì, quel club per pochi amici intimi, quelli buffi col cappellone a chiazze, che frequentava papà Cunningham in Happy days. Socievoli fra loro, chiusi all'esterno.
Stavolta non hanno il cappello, ma gli allegri amiconi li vedi tutti lì sul palco, cooptati per la lunga, interminabile, autoreferenziale serata di premiazione dei MIA 2014, i Macchianera Italian Awards. In un bel calderone che mescola in scena nominati e conduttori, autori di complemento, presentatrici e bloggers; all'insegna del "volemose tanto bene". E approfittiamone per farci un po' di promozione. Che di questi tempi, signora mia, se non ci aiutiamo fra noi... Quasi tutti, guarda caso, sotto il cappello della Show Reel, agenzia milanese della quale fa parte anche il patron e conduttore della kermesse, Gianluca Neri. C'è la co-conduttrice Andrea Delogu, c'è l'autrice Daniela Collu in arte "stazzitta", non mancano Carlo Gabardini (che di professione da quando ha fatto outing ricorda a tutti ogni giorno che è gay) e l'austero Matteo Bordone. Persino tale Azael, cabarettista anche bravo ma non pervenuto ai più. Come la gran parte dei citati in precedenza. I quali a volte hanno anche un discreto numero di followers, ma che di fatto sembrano on-line tutt'altro che determinanti. Anzi.

Dove sono quelli che in rete contano e sono presenti davvero? I famosi influencer del web di cui oggi ci si riempie tanto la bocca? I nomi lì conosciamo tutti (Selvaggia Lucarelli e Natalino Balasso, per citare due assenze clamorose, ma ce ne sono molte molte altre) noi che il web lo viviamo e lo frequentiamo davvero, per passione o per tenerci aggiornati. Sembrano fuori dai giochi. Solo perché sono persone che non amano tirare per la giacchetta i propri fans (pratica alquanto inelegante) per farsi votare? Possibile? Mah...
È vero, vincono Lercio come miglior sito e Spinoza per la satira, non avrebbero potuto mancare. Ci sono alcuni premi impeccabili. Ma molte assenze illustri gridano vendetta sotto il cielo di una manifestazione che pretenderebbe di essere la Festa della rete. Dell'intera rete. E non parlo certo del sottoscritto, naturalmente: vengo dalla carta stampata, altro mondo, pochi fra il grosso pubblico mi conoscono. Ho questo piccolo blog e fatico ad arrivare a 2.000 followers su Twitter e altrettanti su Facebook. Se non altro non li ho comprati, come fanno in tanti, ma - ve l'assicuro - non parlo di me.

L'apoteosi durante la premiazione arriva al momento di tributare l'omaggio in contumacia a Pif, Pierfrancesco Diliberto. Che si assicura 3 statuette come: miglior personaggio (attenzione, supera Papa Francesco e Matteo Renzi), per il film La mafia uccide solo d'estate (che supera Il capitale umano e La grande bellezza) e per il suo programma Il testimone (che straccia Masterchef e Crozza nel paese delle meraviglie). Pif, come tutti sanno, è assiduo testimonial di Tim, che è anche il principale sponsor della Festa della rete. E quest'anno la pioggia di spot coi quali ha invaso la tv gli ha attirato sul web forse più antipatie che simpatie. Eppure ai MIA 2014 ha preso ben tre premi. Una cosa bulgara. Per non parlare di DMAX, citata sui cartelloni come "gold partner" della rassegna curata da Neri e premiata sia come miglior rete tv (davanti a Real Time e La7) e con un personaggio di punta, il suo Chef Rubio (davanti a Massimo Bottura e Antonino Cannavacciuolo) come miglior chef. Tra i media partner dell'evento c'era anche l'Ansa, premiata come Miglior sito web d'informazione davanti ad altri di gran lunga più cliccati o graficamente accattivanti. È singolare, perché in altre categorie invece la regola del più visto, più premiato, vale.

Poi fra i 109 mila votanti dichiarati (con 2 milioni di voti singoli) dal MIA 2014, spuntano anche volenterose community, agenzie web che hanno l'aria di darsi da fare, sgomitanti bloggers, eppure, nonostante sul palco quelli della Loggia del Leopardo mettano tanta enfasi nella presentazione, la mia vicina d'attesa in teatro (ero in piedi in fondo a sinistra, appoggiato al muro) ogni tanto bofonchiava: "E questo chi cazzo è?". Difficile darle torto, se tanti di quelli che avrebbero dovuto esserci fra quelle nominations mancavano all'appello.
Quest'anno sono saltati persino i TeleRatti, a quanto pare per divergenze insanabili fra le parti e scarsa volontà di supportare produttivamente un evento che forse iniziava a fare ombra ai Macchianera Italian Awards.
Peccato, perché questa della Festa della rete (forse era meglio continuare a chiamarla BlogFest) sarebbe anche un'idea virtuosa. Mettere insieme tutti quelli che sul web contano davvero. Dare risorse a chi cura i panel (ho parlato con alcuni promotori che si dicevano costretti a organizzarsi tutto da soli, senza neppure essere ospitati in hotel, o pronti a lamentarsi per dove erano stati piazzati) lasciando un po' da parte i tanti, troppi eventi distraenti su fashion, trucco e cucina, che forse portano sponsors ma poco hanno a che fare col mondo della rete. E con i suoi (veri) protagonisti. Approfitto di questo post per dirlo a Gianluca Neri. L'avrei fatto di persona ma su un palchetto, sotto il tendone dell'accoglienza, stava conducendo con l'amica Daniela "stazzitta" Collu (però mancavano tutti gli altri) un programma di Rai Radio 2. Altro media partner della Festa della Rete.
Qualcuno sa dove si possono trovare i cappelli della Loggia del Leopardo?

sabato 13 settembre 2014

INFORMAZIONE ON-LINE: SCRIVERE BENE NON SERVE PIÙ, BISOGNA PENSARE AI CLICK

Esiste oggi un modello economicamente sostenibile per l'informazione on-line? E ancora: è troppo schiava del click, di "tette e gattini"? Alcuni addetti ai lavori hanno tentato di rispondere alle due inquietanti ma attualissime domande (la seconda ha una risposta ahimé parecchio scontata) che scuotono l'editoria mondiale alla Festa della rete di Rimini.

Luca Sofri, fondatore e direttore de Il Post: "Oggi si pubblica a volte prima on-line che su carta, non c'è più differenza tra i due mezzi. Ho l'impressione che in molti giovani aspiranti giornalisti cresca un'idea del giornalismo romantica e anacronistica: sono convinti che si vada in mezzo alla strada, che serva scrivere bene. Oggi la capacità di scrivere benissimo o bene è la cosa meno competitiva sul mercato. Capire quali sono i meccanismi per far leggere e diffondere le news sul web, padroneggiare i social network. Queste sono cose oggi molto interessanti, e pochi le sanno davvero. Non voglio giornalisti che siano app, ma metto le due abilità ormai più o meno sulle stesso livello".

Peter Gomez, direttore de Il Fatto quotidiano: "Sul nostro sito ci occupiamo di cose che non possiamo seguire sull'edizione cartacea, che ha 20 pagine. Noi non pubblichiamo più di sei notizie che vengono dal giornale di carta sul sito web, e se lo facciamo è non prima delle sei del pomeriggio. Così come non condividiamo sempre gli editoriali quotidiani di Marco Travaglio, molto attesi. Le tette tirano tanto. Possiamo ringraziare Berlusconi perché con la scusa del Rubygate ci ha consentito di pubblicarne tantissime. Con la previsione della quotazione in borsa del giornale stiamo diventando più generalisti. Potremmo arrivare al break even il prossimo anno. Arriverà un momento in cui l'on-line andrà a coprire la carta, forse. Per ora Abbiamo anche 8 milioni di accantonamento prudenziale che ci consente di non essere schiavi delle banche. Come on-line stiamo vedendo l'uscita dal tunnel".

Jacopo Tondelli, ex direttore de Linkiesta: "Ci vogliono competenze per avere sostenibilità fino all'inizio. Alcuni progetti nascono con ottime intenzioni dal punto di vista contenutistico, ma manca attenzione al controllo dei costi e al generare ricavi. E allora arrivo lo schiaffo dalla mano invisibile. Sto lavorando a un nuovo progetto che si chiama Gli stati generali, crediamo non ci sia più bisogno di direttore, caporedattore, scale gerarchiche. Che tarpano le ali a molti giovani. Le redazioni oggi sono la cosa più inefficiente del mondo, nascono da un modello vecchio".

Angelo Maria Perrino, direttore di Affariitaliani.it, il primo quotidiano on-line: "Io cerco semplicemente di creare un suono nella scrittura, lavorando con la formula del vecchio Panorama. Facciamo attenta analisi di quel che è nell'aria e teniamo conto dei feedback immediati del lettore, che abbiamo la fortuna di avere. Noi siamo degli specchi della realtà. Troppo spesso andiamo nei talk a fare i tuttologi. Ma Lamberto Sechi ci chiamava artigiani".

DIFFAMAZIONE SUL WEB: STATE ATTENTI, L'ITALIA NON È COME L'AMERICA

Gli utenti della rete, dei social network, i blogger e i loro commentatori rischiano sul fronte della diffamazione, quando si esprimono in maniera pesante o lasciano che altri lo facciano? Se ne parla alla Festa della rete di Rimini.

Barbara Indovina, avvocato penalista: "In alcuni casi vedo sentenze allarmanti, la normativa è vecchissima, molto confusa e non è mai ad hoc. Il legislatore è spesso indietro. I problemi e le cose temute dai blogger riguardano la posizione di chi tiene il blog. La cosiddetta posizione di garanzia. La possibilità o meno di controllare i contenuti. Nei giornali i giornalisti sono responsabili di ciò che scrivono e il direttore ha responsabilità di controllo. Questa regola è stata spesso applicata anche per blog e blogger in molte sentenze, pur paragonando il blog a stampa clandestina, a volte. In realtà esiste diritto di cronaca, critica e satira su argomenti di interesse e di pertinenza. La cassazione è altalenante nelle sentenze. Nel 2013 una sentenza del tribunale di Varese ha decretato che il blogger deve avere comunque il controllo. Personalmente non sono d'accordo. Anche perché intervenire sulle opinioni, come nei decreti o proposte di legge ammazza-blog (ne ho contate 8) vuol dire esercitare di fatto un controllo. Siamo stati bacchettati a livello europeo, perché ci sono sentenze contrastanti. La pena detentiva può essere esercitata solo in casi di estrema gravità. E poi cambia il valore della diffamazione. La parola stronzo oggi è slang, e in America - che è sempre più avanti in materia - hanno deciso di non controllare nulla. Lasciano pubblicare tutto. Arrivare a sistemare le cose su Facebook a volte è difficile. Dipende da quanto si fa la voce grossa".
I casi sono i più vari. C'è chi ha scritto: "Questa banca è una banca di merda", con il nome preciso dell'istituto di credito. Ed è stato costretto a pagare 3.000 euro di danni e a pubblicare una triste smentita.

Dario Pecorella, manager di Altervista: "Noi non moderiamo ma deleghiamo a volte a chi non è competente il giudizio su qualcosa che non conosciamo. Esistono tempi tecnici necessari per verificare, e molto spesso pur conservando l'ip di chi scrive, non se ne conosce l'identità. La verità è che non esistono ancora linee di intervento precise da seguire".
Matteo Flora, fondatore di The Fool: "Chi diffama e si appella al diritto di cronaca sbaglia perché in Italia questo diritto è proprio solo dei giornalisti. Che comunque sono tenuti a pertinenza e continenza. Le persone in genere possono riferirsi al diritto di critica. Ma valgono sempre pertinenza e continenza.
Lasciare commentare sul vostro blog o profilo non è un obbligo, ricordatelo, ma un valore. E i commenti un valore lo hanno, a volte in maniera anche superiore al post. È un'opportunità. Noi moderiamo per grosse testate circa un milione e mezzo di commenti al giorno. Se viene diffamato l'amministratore delegato di un'azienda che ci ha chiesto di monitorare il suo nome, nel giro di 48 ore parte la diffida, in genere. In un terzo dei casi i blogger ignorano la diffida. Ma lo fanno a loro rischio.
Chi tiene un blog o un profilo può decidere anche di mettere filtri per parola. Ormai è semplicissimo. In America non intervengono? Per fortuna in Europa sì, dico io. Perché se si pubblicano parole palesemente diffamatorie o qualcosa di falso, si deve avere diritto alla rimozione o alla rettifica. I problemi li incontriamo per rimuovere contenuti da siti esteri come Revenge Porn. Deve vengono pubblicati video porno in genere di ragazze o ragazzi che hanno lasciato il partner e che in passato si erano fatti filmare intimamente. Riusciamo a farli togliere se la ragazza, all'epoca della realizzazione del video, era minorenne. Diventa trattamento di materiale pedo-pornografico, e si rimuove".

giovedì 11 settembre 2014

MAGGIO E LA LUCARELLI FANNO SALTARE I «TELERATTI» ALLA «FESTA DELLA RETE» DI RIMINI

L'edizione 2014 della «Festa della rete» (già BlogFest) di Rimini non comincia certo sotto i migliori auspici.
Salta infatti improvvisamente l'atteso appuntamento d'apertura della tre giorni romagnola (12-14 settembre) dedicata a web e dintorni, ovvero l'ottava edizione della serata dei Teleratti, che avrebbe dovuto essere condotta come lo scorso anno, nello stesso contesto, da Selvaggia Lucarelli con il blogger Davide Maggio, che ne è anche l'organizzatore e curatore.
L'evento (una sorta di premiazione dei più brutti programmi tv dell'anno, che già dal nome richiama per contrasto i mitici Telegatti sorrisiani) era annunciato nei comunicati stampa e nel programma ufficiale diffuso dall'organizzazione per domani sera, venerdì, ma non ci sarà. Come ha annunciato improvvisamente, con un laconico tweet a ciel sereno, il giorno prima dell'evento, la stessa Selvaggia Lucarelli: “Amici, a Rimini non ci saremo nè io nè i Teleratti. L'appuntamento è spostato a data e luogo da definire, vi faremo sapere“.
Molto probabilmente tutto si svolgerà a Perugia, vengo a sapere. Ma non è ancora certo.
Perché un ironico evento così apprezzato dal pubblico è saltato? Per volontà dell'organizzazione della Festa della rete, che è curata da Gianluca Neri, oppure per un simultaneo forfait da parte della Lucarelli e del patron Davide Maggio?

«I TeleRatti, negli anni, sono cresciuti molto» risponde Maggio. «Ad un sempre maggiore seguito di pubblico, si è aggiunto lo scorso anno anche quello degli ospiti che un evento live porta con sé. Per questo, pur grati agli organizzatori della manifestazione di Rimini per l’invito, siamo stati costretti a scegliere un contesto che meglio risponda alle nostre esigenze e a quelle dei nostri ospiti».

Una risposta ufficiale molto cauta. La stessa Lucarelli preferisce non esporsi. Ma dai rumors nell'ambiente si parla di forti divergenze sul piano organizzativo con chi gestisce l'evento che li ospitava, di una sgradita concomitanza della serata, piazzata dall'organizzazione in sovrapposizione alla cena di benvenuto, di risparmi sul fronte logistico-produttivo, e di altre (s)cortesie per gli ospiti che avrebbero indotto i due ad abbandonare la nave in polemica. Insomma, un mare di divergenze impossibili da sanare.

mercoledì 6 agosto 2014

PIETRASANTA * CARTA E SCANU MONOPOLIZZANO L'ATTENZIONE ALLA PARTITA DEL CUORE

È finita 5-5 allo stadio di Pietrasanta la Partita del cuore fra la Nazionale Italiana Cantanti guidata da Marco Masini e il Versilia team capitanato da Carlo Conti.
Tanti soldi in beneficenza, con una madrina d'eccezione, la sexy «Muchacha» Anna Tatangelo, e per la conduzione sul campo di Flora Canto (nella foto a lato), speaker ufficiale della Nic e ragazza parecchio sveglia. 
Sugli spalti anche Zucchero Sugar Fornaciari, interessato soprattutto al gioco di suo figlio Blue, 16 anni.
Nelle due formazioni c'era di tutto, anche calciatori e cantanti poco noti, da un singolo e via, ma i nomi sui quali si concentrava l'attenzione delle fans - tra cori e striscioni - erano quelli di Marco Carta e Valerio Scanu, che vedete in queste foto nel backstage. Scanu in mattinata, sul molo di Forte dei Marmi, ha vinto anche la gara di pesca. Il Presidente degli azzurri, Luca Barbarossa, è arrivato invece allo stadio in bicicletta, per mantenere l'allenamento.






martedì 22 ottobre 2013

AL BANO, ROMINA POWER E MOSCA * 10 COSE CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Al Bano, Romina Power & Friends: 10 cose che non dimenticherò della città e della trasferta alla Crocus City Hall di Mosca.

1) La caparbia, superba, ammirevole ostinazione dei russi nel non capire una fava. O meglio, nel non voler concepire altro che la propria lingua. Il russo medio (spesso anche in giovane età, o persona che ha a che fare col turismo, quindi cosa doppiamente grave) prende in considerazione soltanto la propria. Se ti rivolgi a lui in inglese o in qualsiasi altro idioma, ridacchia, fa sorrisetti di superiorità o compatimento, e ripete severo la sua litania nella complicata lingua madre dando palesemente per scontato che tu debba conoscerla e - non si vede perché – comprenderla perfettamente. Sei guardato come un alieno piombato sulla Piazza Rossa. Oltretutto, alla terza volta che ripete la stessa cosa e non capisci, il russo medio tende ad alterarsi.

2) Se il russo medio non capisce una fava, il tassista moscovita è persino commovente nel suo stato di perenne annullamento del pensiero. I tassisti di Mosca si dividono in tre categorie: abusivi low cost con la App Tassametro (giuro, esiste, disponibile anche per Android) installata sul cellulare incastonato nel cruscotto; regolari iscritti all'albo e ladri conclamati. Il primo tipo viene chiamato dagli amici degli amici, ha macchinette anonime e sporche, arriva all'improvviso come l'attore coi baffi nei film porno quando c'è la scena clou, corre come Felipe Massa per dimostrare di essere migliore degli altri, e non rilascia ovviamente alcuna ricevuta; il secondo, quando viene chiamato dagli alberghi in modalità standard, ti fa pagare il giusto. Ma se lo prendi al volo per strada, o la sera per caso mentre ti aspetta all'uscita da un teatro, si trasforma immediatamente nel terzo tipo: il ladro conclamato. Il suo tassametro sale a botte di 50 rubli al secondo e in pochi chilometri vieni colto da tremori misti ad attacchi para-sgarbiani. Che devi trattenere perché sicuramente è armato. In ogni caso con uno di questi una notte mi sono concesso il lusso di litigare. E sono ancora qui a raccontarlo.

3) Ho il cavallo basso, e le scale della Cattedrale di San Basilio, peraltro splendida, non fanno per me.
 

4) Al Bano che imbastisce duetti con chiunque gli capiti a tiro. In particolare, costringe Pupo a un “Su di noi” contronatura. I due si guardano negli occhi amorevolmente per tutto il pezzo (attimi e si prendono per mano) intonando: “Noi due respirando lo stesso momento, per fare l'amore qua e là ... Ti porto lontano, nei campi di grano, che nascono dentro di me”. Altroché Romina (o Ramina, come si pronuncia in Russia): ad Al Bano serve un Pupo.

5) Andrej Agapov, il ricchissimo manager che ha organizzato l'evento. Sui 50 anni, strabico, misterioso, diversamente bello, veste casual, e in virtù del conto in banca si arroga anche il ruolo di direttore artistico. La scelta dei pezzi non è sempre il suo forte. In compenso fa cantare anche la figlia, e durante le prove sta sempre sul palco, dove si concede uno scazzo ogni tanto. Ma gli passa subito.

6) Umberto Tozzi che, seduto in platea accanto a me, guarda Agapov e dice: “Mi ha chiesto di fare Gente di mare e Gli altri siamo noi. Ma ti pare che io possa venire qui e non cantare Gloria? E' come andare al ristorante e ordinare pane e acqua”. Alla fine ha vinto Umberto.

7) La metropolitana di Mosca (la cosa più gigantesca concepita da essere umano), con scritte totalmente in cirillico (la cosa meno comprensibile in natura). Un dedalo inestricabile che è anche, dicono gli esperti, il luogo che ogni giorno, nell'ora di punta, vede la maggior concentrazione di persone al mondo. Se non capisci che cosa fare (e non capisci), puoi solo andare a tentativi. Oppure sederti e piangere.

8) Io che chiamo mia madre, classe 1942, e a tradimento le passo Gianni, il suo idolo da sempre. “Ciao Marilena, sono Morandi...” fa lui. Attimi di silenzio della matura groupie. “Stammi a sentire: mi dice Franco che hai un mio vecchio 45 giri, Ciao Pavia, di quando ho fatto il militare lì. Lo stampò la caserma in appena 5000 copie. Lo sai che se lo metti su Ebay, porti a casa 400-500 euro?”. Mia madre - svenendo - gli passa mio padre: “Ciao Gigi, ma di dove sei, di Cava Manara?”, e ride. “Ah, no... Di Santa Maria della Versa. Avevo cantato lì negli Anni 80? Non mi ricordo. Ah, sì, forse era una pomeridiana con Sergio Endrigo...”. Confermo, lo era. Gianni mi ripassa mia madre. Commento della matura groupie: “Ho sudato tantissimo...”. E io ho speso una cifra di telefono, Marilena.

9) Se provi a visitare il Cremlino, fai una coda di 2 ore per arrivare al metal detector all'ingresso, ma quando sei lì i militari ti spiegano garbatamente che il biglietto si fa dalla parte opposta della cittadella. Quindi dovresti percorrere almeno altri tre chilometri, trovare la cassa (kacca), procurarti il biglietto, tornare e rifare la fila. Trucco ingegnosissimo dei tempi della guerra fredda. Ecco perché nessuno che non conosca il cirillico ha mai visto il Cremlino.

10) Percorro un lungo corridoio nel backstage mentre quella canaglia di Pupo, che è lì con Agapov, intervistato dalla prima tv di Stato russa, mi afferra il braccio e mi trattiene sul posto, piazzandomi alla sua destra: “This is Andrej Agapov, the great manager, the creator of this special event. And he is Franco Bagnasco, the most important italian journalist”. Io vorrei scomparire. Abbozzo un sorriso, annuisco cialtronescamente (!) e faccio ciao ciao con la manina. Non mi arriva a casa un euro in più. In compenso da oggi, se decido di fare un tour a Leningrado o in Cecenia, c'è il tutto esaurito per settimane.

mercoledì 10 ottobre 2012

IL BILANCIO DI «ITALIA LOVES EMILIA» (CAMPOVOLO 22 SETTEMBRE 2012)

Il 22 settembre 2012 è stata una data indimenticabile. Per le 13 star della musica italiana che hanno scaldato il palco di «Italia Loves Emilia» e per chi ha potuto dire: «Io c’ero». 151.992 spettatori paganti sul pratone di Campovolo (Reggio Emilia), per un incasso totale di 3 milioni e 800 mila euro (ma il dato finale della solidarietà è ancora da aggiornare con altre voci) che ora andranno in beneficenza alle scuole terremotate della zona. Senza contare il pubblico che in radio, su 11 network nazionali, ha assistito allo spettacolo. E le 180 mila persone che hanno seguito il concerto su Sky, per un totale di 60 mila acquisti dell’evento (ovvero altri 600.000 euro per la causa). Il nostro ricordo di Campovolo è il collage di alcune tra le foto più belle twittate dagli artisti.

(TV SORRISI E CANZONI - SETTEMBRE 2012) 

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