- Dopo le polemiche, Laura Pausini non ha inserito «La mia storia tra le dita» di Gianluca Grignani nel suo nuovo album di cover. E mi pare giusto. Non ho particolare simpatia per Pausini quando tende a sboronare (quasi sempre), e questo pezzo era malfatto, ma è giusto che Grignani (che ha esagerato col vittimismo) almeno non goda dei diritti d'autore che gli deriverebbero dalle vendite del disco. È il minimo che la solarola potesse fare.
- Il problema principale del «Grande fratello» (che ha chiuso ieri al 14,3%) non sono soltanto gli ascolti. È soprattutto la visibilità mediatica. Con l'andare del tempo il programma è diventato totalmente irrilevante e invisibile ai media. Non fa più parlare, scandali collaterali a parte. Questa edizione più di tutte è uscita dai radar. Si è passati dalla piena luce al buio. È questo che dovrebbe preoccupare più di ogni altra cosa Mediaset. Bene ha fatto Piersilvio Berlusconi a lasciarsi alle spalle L'Isola dei famosi. Ora dovrà riflettere sul Big Brother, perché il momento è cruciale.
A nulla è servito, al momento, l'innesto di Sonia (capirai) Bruganelli al cast degli opinionisti. Gli ascolti del "Grande Fratello" ieri sera sono rimasti al deludente 14,2%, con 1.873.000 spettatori, ai quali si deve la responsabilità della sopravvivenza del reality show più vecchio e (ormai) bolso della storia della nostra tv. Una spremuta di nulla che va ancora in onda grazie al basso costo della versione Nip e alle economie di scala garantite dal suo processo produttivo. Ma anche perché, banalmente, non si è ancora trovato il modo di sostituirlo in una programmazione di lungo termine. Si preferisce quindi l'accanimento terapeutico della continua messa in onda col fiato corto. Anche se si rimane schiacciati dalla fiction di Raiuno. "Blanca" con Maria Chiara Giannetta ha portato a casa il 23,9% con 3.915.000 teste.
Simona Ventura prova a fare miracoli: la conduzione di questi programmi trash è sia pane che companatico per lei. Ma l'impressione (ormai da diversi anni) è che gli ingredienti primari siano andati ben oltre la data di scadenza. Perché qualcuno dovrebbe avere interesse a seguire le ormai prevedibilissime dinamiche relazionali di un manipolo di ragazzotti in cattività? Molta gente via via sta smettendo di farsi del male. Esce dal tunnel. Ma vale anche per i personaggi più noti. E quando si arriverà a mettere la parola fine a questa parabola non sarà mai troppo presto.
Il GF aveva senso come straordinaria e redditizia idea televisiva all'inizio, quando nel 2000 Giorgio Gori affidò a Daria Bignardi la prima edizione del format di John De Mol. Un esperimento geniale se concepito come una tantum che di stagione in stagione è andato appassendo, fra versioni Vip, confessionali, tuguri e un copione più "telefonato" di un call center. Molti si domandano se il tele-Frankenstein chiuderà nel corso di quest'anno. Non credo, per i motivi sopracitati, a meno che non si scenda sotto il 12-13% di share. Che sono da considerare soglie di sicurezza. Ma a questo punto è improbabile. Sono certo però che il prossimo anno Pier Silvio Berlusconi, che quest'anno è riuscito nell'impresa di resuscitare l'access prime time di Canale 5, ci farà un pensierino.
La bellissima Samira Lui, passata da valletta de «L'eredità» su Rai1, a concorrente dei nuovo «Grande fratello» di Alfonso Signorini, in onda su Canale 5.
Si chiama Samira Lui, ha 25
anni (è nata a Udine il 6 marzo 1998), capelli indomabili, parlantina sciolta e un viso da depositare alla SIAE.
Fa la Professoressa a «L’Eredità» di Rai1, ma la sensazione è che di strada ne
farà tanta.
Samira, lei è la più bella fra le nuove leve del
video.
«Grazie, mi fa piacere
sentirlo dire, ma preferisco che si guardi alla mia interiorità, vorrei
lasciare un segno».
È anche in crescita: oltre a «L’Eredità», ha fatto
«Tale e quale show», ha transitato a «Stasera tutto è possibile»…
«Mi piace il mio percorso,
fatto pian piano e con la testa. Ho voglia di fare, di mettermi in gioco. A
Tale e quale c’erano: diretta, voce, ballo, trucco… Fattori che mettono in
difficoltà anche i professionisti. Sono arrivata nelle case come sono: solare,
allegra, appassionata».
Lei è geometra, ma io me li ricordavo diversi.
«Perché, esiste un geometra
standard?».
No, ma nella media sono meno piacevoli.
«Eh, ma mica li conosce tutti!
Non ho mai esercitato, però. Prima ferquentai il Liceo artistico… Ho fatto un
sacco di cambiamenti nella mia vita perché non avevo le idee chiare; sin da
bambina sognavo il palcoscenico. Il mio pallino. Poi mia mamma giustamente ha
inistito per farmi studiare, ma alla fine andavo a parare sempre lì, verso lo
spettacolo».
Che alla fine è arrivato.
«Sì, nell’estate dopo la
maturità, in quel periodo che non vissi benissimo. Si è giovani, ribelli,
confusi… Mi iscrissi a Miss Italia pur amando più l’arte che il mondo delle
passerelle, ma mi è servito a toccare con mano la macchina televisiva che sta
dietro quell’evento, e mi ha affascinata, facendomi sentire a mio agio».
Fascia di Miss Friuli, e terzo posto. Che ancora le
brucia.
«All’inizio eravamo 300.
C’erano ragazze altissime, bellissime. Non ci credevo minimamente. Quando poi arrivi
fra le prime tre e non ce la fai, lì ti spiace tanto, ma è giusto così: ero
giovanissima, la vincitrice più bella di me. Ma è irrilevante: dopo il concorso
mi sono arrivate mille offerte».
Durante il galà, riferiscono le cronache, Facchinetti
disse: «La ragazza che viene dal Senegal», il Paese di suo padre. E da lì
partirono insulti razzisti.
«Ma neanche tanti. Poi le
persone hanno sempre bisogno di parlare, di chiedere, di scrivere… Ci fu
un’incomprensione. Chiarii subito che ero italiana. Fu una tempesta in un
bicchier d’acqua. Hanno dato poi della razzista anche a me dicendo che
rinnegavo le mie origini. Paradossale».
Anche perché uno che è razzista con lei è scemo due
volte. Insomma, l’Italia non lo è.
«Non lo è. E più se ne parla,
peggio è: più mettiamo in evidenza una differenza, più facciamo la differenza.
Perché devo spiegare che sono italiana? È come il colore dei capelli, chi porta
gli occhiali e chi no».
Sa recitare? Si è mai messa alla prova?
«Fin da bambina ho fatto
teatro. Recito anche a casa, ogni tanto, e vorrei approcciarmi al mondo del
cinema o della fiction».
Quale personaggio di serie tv avrebbe voluto
interpretare?
«Avrei fatto volentieri
Meredith Grey di Grey’s Anatomy, la mia preferita. Ma anche Tokyo de La casa di
carta. O Jennifer Lawrence in Hunger Games: la ragazza di fuoco».
Ha altri hobby o passioni?
«Mi piace cucinare dolci.
Torte stratificate giganti e strane, non quelle della nonna. Amo le
passeggiate, i viaggi, il mondo del make up».
Veniamo alle note dolenti. Per gli altri. Lei è
fidanzata da tempo con un modello che si chiama Luigi Punzo. Vi siete rivelati
soltanto nel 2022 per la nota regola: meglio non dirlo sennò si perdono fans?
«Ahhh, mannò. Le stories su
Instagram le avevo fatte: ogni tanto qualche foto la mettevo. Solo che le
notizie hanno iniziato a girare quando volevano; forse chi mi segue se n’è
accorto tardi. Ma mi avevano anche hackerato il profilo e non sono molto
social. L’amore è meraviglioso, stiamo bene insieme da quattro anni».
Leggo che fa anche il «luxury concierge». Nel senso
che un concierge normale non le bastava?
(ride). «In realtà lui è un
imprenditore: a Formentera, Milano, Roma e Napoli organizza format di eventi e
aperitivi nei locali, e alle Baleari si occupa anche di barche e yacht per i
Vip. Non riceve persone negli alberghi, come hanno scritto sul web. È molto
intraprendente».
Il suo sogno nel cassetto?
«Farmi una famiglia felice e
serena. Il lavoro viene dopo, ma ne riparleremo».
Nel video qui sopra, la mia intervista alla leggendaria Iva Zanicchi, una regina della musica leggera italiana. In bilico tra il ruolo di opinionista al «Grande Fratello» (dove tornerà anche quest'anno, sotto la conduzione della professionale Barbara D'Urso, accanto a Cristiano Malgioglio), il teatro e i concerti, l'interprete di «Zingara» si confessa a cuore aperto. Critica le donne anziane che vanno con uomini molto più giovani, e a proposito di «Music Farm», il reality-talent-show musicale di Rai2 al quale partecipò anni fa, rivela che...
Sotto, invece, la più recente puntata delle mie Fiabe Vere di YouTube: i saporiti dietro le quinte dello spettacolo e dei media raccontati sotto forma di favola. Si intitola «Il cantautore (ben poco) romantico)». Se ti va, iscriviti al canale.
«Polvere di stelle» - Barbara D'Urso ne fa una giusta. Forse.
Come rilevavo twittando ieri sera, Barbara D'Urso ha fatto una cosa televisivamente (autoralmente) intelligente. Per spezzare la noia mortale dei kick-off televisivi, una fra le piaghe del millennio, ha contaminato il suo «Grande Fratello» Nip innestando al debutto una serie di polemichette acchiappa-titolo e audience figlie dei suoi salotti pomeridiani e dello stesso «Live - Non è la D'Urso», che ne è l'apoteosi. L'operazione di alterazione, sul piano degli ascolti, ha pagato abbastanza: 3.405.000 spettatori con il 19,34% di share. Tre punti in meno rispetto allo scorso anno, ma 'di 'sti tempi, signora mia, tutto grasso che cola per una Mediaset che fatica a mettere assieme risultati.
Come faccia la stakanovista Carmelita a sopravvivere (si parla di tenuta fisica, avendo in carico quattro programmi) portando avanti praticamente il grosso dei palinsesti di Canale 5, resta un biologico mistero. Ma pare che la nostra si ricarichi solo restando in video, appagata dalle luci made in Barbara. L'operazione fatta sul GF è esteticamente (eticamente) bella? No. D'altra parte qui nun se sta a guardà ar capello. Mercoledì scorso è andato in onda un Morgan che ha bestemmiato sottovoce in prima serata, e ieri sera una concorrente, tale Valentina Vignali ha detto, testualmente: «Ma la gggènte, io nun zò, je scureggia er cervello...». Quindi siamo dalle parti dell'ormai tutto è permesso. L'operazione invece è scaltra? Sì, perché riutilizza il macinato, le frattaglie trash che danno linfa ai pollai di barbarella, e trasforma il reality in un polpettone più saporito. Quanto possa durare tutto questo, non è dato saperlo. Il cast, però, fatto da gente del sottobosco dello spettacolo, potrebbe funzionare.
«La Tv abbassa». Barbara D'Urso si accaparra il GF11.
Barbara D'Urso, dunque, condurrà il GF15, quello dei non famosi, il cosiddetto GFNip, delle Not Important Person. Quello tariconiano delle origini, insomma. Oddio oggi è un po' difficile distinguerlo, il «Grande Fratello» dei personaggi popolari da quello degli sconosciuti, perché in genere tutti i cast si sono omologati a un livello di marginale notorietà degli inquilini della Casa che fa tanto Festa degli sconosciuti di Ariccia. Si va di sfumature da occhio esperto, come in certe tele a pastello. Il GF dei famosi è pieno di palestrati e pischelle a fama men che condominiale, piazzati fra qualche folkloristico avanzo dello star-system nostrano. Ne restano pochissimi, sono tutelati come i panda, e a volte te li ripropongono perché non sanno più chi prendere. In quello degli sconosciuti si pesca tra vecchi e nuovi casting, retrobotteghe d'agenzia, provini on the road. Ma è sempre più dura portare a casa la pagnotta. Alla conduzione, finalmente un volto nuovo: lady Barbara D'Urso, la highlander di Cologno Monzese. Che alla riposante doppietta «Pomeriggio 5» e «Domenica Live» aggiunge ora il defatigante Big Brother. Non ci riuscirebbe neanche Thor. Se gli attori di teatro sognano di morire sul palco, immagino che Barbarella (il più tardi possibile) si auguri di finire i suoi giorni tra le braccia di un assistente di studio mentre le passa il bicchierino d'acqua. Si spera non durante un nero di pubblicità, perché sarebbe una sfortuna micidiale. Si scherza, naturalmente: per il Grande Fratello la D'Urso è tagliata, resta una numero uno della diretta, e manovra con sapienza i suoi burattini. Non a caso Canale 5 le affida metà dei palinsesti della rete. Ormai c'è gente che se mette sul 5 e non trova la D'Urso pensa ci sia un guasto e chiama l'antennista.