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sabato 9 aprile 2016

VIVA «LAURA E PAOLA», OVVERO QUANDO LE CRITICHE SERVONO A QUALCOSA

Anche se come Auditel sono sotto di qualche punto rispetto al ridondante trash di «Ciao Darwin» by Paolo Bonolis (uno show impeccabilmente ripetitivo, che nel suo stile cinico/furbetto dileggia il pecoreccio facendone abbondante uso), viva «Laura & Paola» su Raiuno.
Anzi, doppiamente viva, perché rispetto alla prima puntata Cortellesi & Pausini, con grande umiltà, hanno messo mano alla scaletta piazzando una serie di correttivi allo spettacolo e seguendo molte delle tante (buone) dritte che sono venute dai social, dal pubblico, dalle critiche costruttive piovute addosso al programma.
Hanno asciugato il tutto, pur nella necessità di coprire una durata minima richiesta di palinsesto; hanno piazzato in sigla il trascinante medley supercondensato di Rocco Tanica (il momento più bello della prima puntata); hanno regalato qualche chicca, come il dialogo contro la violenza domestica di Paola e la canzone «La fila al bagno delle donne è lunghissima», sempre by Rocco. Insomma, meno parole e più esibizioni, anche separate, visto che il modulo della conduzione comune ha funzionato poco. Troppo parlarsi addosso in modo compiaciuto non aiuta.

Certo, non sono mancati riempitivi e momenti di down (il noioso quiz con Frizzi, che serviva solo a promuovere il film di Margherita Buy e Claudia Gerini, e l'inutile intervista a un imbolsito Kevin Costner, a un passo dalle ospitate con Paolo Limiti), ma averne di spettacoli così. Come una volta. Quando la tv era davvero intrattenimento di valore e non uso smodato di gente comune senza talento con la velleità di apparire in tv. La Pausini, che pure ha rivelato, imitando una strepitosa Ornella Vanoni (il Gino Paoli di Luca Zingaretti invece era un caso per «Il commissario Montalbano), un grande talento anche come intrattenitrice, si è concessa una piccola caduta di stile. Alla presenza di Costner, quando per un attimo non è partito un filmato, si è lasciata andare a uno sgradevole (e soprattutto provinciale) «This is Italy», scusandosi implicitamente con il monoespressivo attore. Laura, tieni presente che Costner ha fatto la pubblicità di Valleverde e Tonno Rio mare qui da noi provinciali, quindi non ti devi scusare di niente.
Stai manza che così ci piaci, bevi sangiovese, e balla coi lupi.

martedì 2 agosto 2011

GLI AUTORI DI «ZELIG»: «VANESSA INCONTRADA? È TROPPO SENSIBILE»

Vanessa Incontrada.
Ma che cos’è «Zelig»? Il palcoscenico più in vista della comicità italiana, o un covo di anti-femministe viscerali? Una palestra della risata formato famiglia, o l’adunata sediziosa di una pattuglia di vipere? O meglio, di «Donne che odiano le mamme», come ha titolato Vanity Fair intervistando Vanessa Incontrada, ottimamente rimpiazzata da Paola Cortellesi alla conduzione dello show di Canale 5, accanto a Bisio. «Già durante la gravidanza» ha dichiarato riferendosi al clima dietro le quinte «mentre tutti mi attaccavano per il peso, non una che mi abbia detto: mi spiace. E quando è nato Isal, le cose sono persino peggiorate ... Non c’era la minima comprensione se dicevo che la domenica non potevo andare alle prove, o se arrivavo alle 5 invece che alle 4 perché il bambino aveva 38 di febbre ... Si era rotto qualcosa con le persone con cui lavoravo. L’ambiente è sempre stato maschile e maschilista. Ma la cosa più triste è che proprio delle donne ho un brutto ricordo».
Al fuoco risponde l’autore Michele Mozzati, che con Gino Vignali è uno dei numi tutelari del programma: «Escludo in modo assoluto che ci siano state pressioni sia sulla maternità che sul peso di Vanessa; chi è con noi da tanti anni sa come lavoriamo. Forse c’è una sua sensibilità particolare rispetto a “Zelig”, che si riflette nelle interviste in un’immagine del programma totalmente diversa dalla realtà. Mi imbarazza dover difendere le donne che lavorano con noi: so che sono fantastiche e corrette nel lavoro e amiche nella vita. Preferisco essere attaccato io, che ho un certo potere, piuttosto che, chessò, la mia segretaria di produzione. “Donne che odiano le mamme” è il peggior titolo che abbia letto in trent'anni di tv» conclude Mozzati. «Posso fare un elenco di persone sopra e dietro il palco che in questi anni hanno partorito, si sono fidanzate, si sono sposate. A “Zelig” c'è un'altissima attenzione alla persona. Vanessa deve stare attenta a dire cose che possono essere interpretate diversamente o esasperate».
Anche due cabarettiste zelighiane, Katia & Valeria, hanno partorito praticamente in diretta. «Nel nostro lavoro di attrici comiche» dice Katia Follesa «di solito non si viene giudicate fisicamente; problema che forse Vanessa sente di più. Io non ho subito pressioni di alcun tipo, né da donne né da uomini e sia io che Valeria siamo tornate sul palco subito dopo la maternità, con i nostri chili in più». Anche Teresa Mannino è una neo mamma prestata al cabaret: «A “Zelig” non ho mai visto maschilismo» dice. «Anzi, noi donne siamo spesso coccolate perché poche ed esposte con maggiore visibilità. Mi sono fatta l’idea che Vanessa abbia sviluppato una sensibilità maggiore; la stampa, l’ha attaccata per il peso. Forse pur essendo una brava attrice è fondamentalmente una bella donna e sente di più il problema. 
Oppure ha avuto screzi con qualcuno della produzione, escluderei il cast. Ma non ne ho mai saputo niente». Giovanna Donini è l’unica donna autrice di «Zelig», e spesso ha lavorato gomito a gomito con la Incontrada: «Confesso che le sue parole mi hanno stupita molto» commenta. «“Zelig” rispetto alle donne è un ambiente accogliente, caldo e solidale. Poi se lei l’abbia vissuto in altro modo, non so spiegarmi il motivo. Per quanto riguarda derisioni e battute sui chili di troppo, quelle in scena erano da copione, concordate. Dietro le quinte non ho notato nessun accanimento e conoscendo Gino, Michele e Giancarlo Bozzo sono portata a escludere che Vanessa non sia stata riconfermata per via della maternità o del peso».

(TV SORRISI E CANZONI - LUGLIO 2011)

lunedì 21 marzo 2011

«AMICI MIEI», GLI INCASSI DELLA PRIMA SETTIMANA: TRA IL FLOP E L'ATROCE AGONIA

Morire disciolti nell'acido, forse faceva meno male.
Inizia con un vistoso flop la lenta agonia di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», stra-battuto nella prima settimana di programmazione (dati ufficiali Cinetel dal 14 al 20 marzo, li pubblichiamo qui sotto) addirittura dalla commediola «Nessuno mi può giudicare», dell'esordiente Massimiliano Bruno, con Paola Cortellesi e Raoul Bova, costata quattro euro e uscita praticamente senza promozione. Tre milioni di euro di incasso per Bruno, due milioni e cento mila per il film di Neri Parenti. Costato (a detta di Aurelio De Laurentiis) «15 milioni di euro» e presentato alla stampa come un «Kolossal» di portata epocale. Senza contare le spese immani e difficilmente quantificabili - ma si parla di altri milioni di euro - per un battage promozionale senza precedenti su tutti i mezzi di comunicazione; e le ospitate televisive disperate delle ultime due settimane di tutti i protagonisti, che si sono mostrati ovunque (tranne che alle previsioni del tempo) per tentare di sbolognare la loro mercanzia. Al terzo posto, di un'incollatura (2 milioni di euro, altra umiliazione) il cartoon «Rango», uscito fra l'altro il venerdì precedente. Dati precisi che non lasciano scampo a Christian De Sica, Giorgio Panariello, Massimo Ghini, Michele Placido, Paolo Hendel e Massimo Ceccherini.
Ha vinto insomma il partito del boicottaggio. Il pubblico ha sposato la causa di «Giù le mani da Amici Miei», il gruppo Facebook nato due anni fa per tutelare la memoria di una saga capolavoro della commedia all'italiana ideata da Germi e Monicelli e interpretata da attori come Tognazzi, Moschin, Celi, Noiret e Montagnani.
La sconfitta è ancora più bruciante se si pensa che il film di Parenti è stato strategicamente piazzato dalla Filmauro a cavallo del ponte «protetto» del 17 marzo, quindi con più giorni di esposizione; e contava su una debole concorrenza. Nonostante tutto, ha incassato 990 mila euro fra mercoledì e giovedì. Il restante milione e 100 mila nel normale week-end. Un risultato imbarazzante per un prodotto del genere, costato una fortuna e pubblicizzato più dei cornetti («Che cell'ha i cornetti oggi, sor Christian? Come nun cell'ho?! Freschi freschi, fatti ora...») alla vigilia dell'estate.
Ma quel che è peggio (per loro) è che da oggi la strada è tutta in salita: una terribile agonia. Il tam tam di chi ha visto il film non rimanda nulla di buono (per loro) e la spinta propulsiva del cinepanettone pre-pasquale che non fa ridere è destinata a spegnersi in breve tempo. Viste le sale mezze vuote, molti gestori potrebbero decidere di ritirarlo prestissimo. Una minuscola boccata d'ossigeno rischia di arrivare dai cinema dei paesini di provincia, con una sola sala. Dove o vedi quel film, o fai harakiri. Pare che molti spettatori stiano seriamente valutando la seconda ipotesi.

DATI UFFICIALI CINETEL dal 14/03/2011 al 20/03/2011

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 3.089.561,84471.297
2AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 2.139.713,47322.270
3RANGOUSAUNIVERSAL S.R.L. € 2.011.019,40319.035
4DYLAN DOG - IL FILM (DYLAN DOG: DEAD...) USAMOVIEMAX S.R.L. € 1.395.466,09237.009
5IL RITO (THE RITE)USAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 1.390.519,31209.290
6GNOMEO & GIULIETTA - 3D USAWALT DISNEY S.M.P. ITALIA € 738.477,4380.944
7STREET DANCE 3D - 3D (STREET DANCE 3D)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 722.426,1076.418
8IL DISCORSO DEL RE (THE KING'S SPEECH)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 595.278,4092.436
9IL CIGNO NERO (BLACK SWAN)USA20TH CENTURY FOX ITALIA € 518.787,0686.434
10LA VITA FACILEITAMEDUSA FILM S.P.A. € 496.021,1191.788

sabato 19 marzo 2011

«NESSUNO MI PUO' GIUDICARE» * T'AMO PIO BOVA (RAOUL), TRA EQUIVOCI E RISATE

La viziatissima Alice (Paola Cortellesi) è una ricca donna romana con villa, tre domestici filippini e un figlio di nove anni. Quando suo marito, imprenditore genialoide ma fallito, muore in un incidente stradale lasciandole una caterva di debiti, a lei non resta che trasferirsi in un quartiere (mioddìo) povero e imparare a guadagnarsi la pagnotta. L'unico modo per racimolare una grossa somma di denaro in breve tempo pare sia quello di mettersi a fare la escort. Un tempo nota come mignotta. Tra un cliente sado-maso e un altro amante del travestitismo, nel tempo libero, conosce il gestore di un internet point di borgata (Raoul Bova) con variopinta clientela internazionale. Mi piace assai, ma gli confesso che faccio la puttana? Pardon, la escort... Intanto mento, dicendo che sono commessa da Decathlon. Poi, si vedrà.

Garbata commediola dell'esordiente Massimiliano Bruno, che può contare su un cast in buona forma, impreziosito da Rocco Papaleo sempre perfetto nel ruolo dell'italico, rozzo qualunquista. La Cortellesi riesce a sciogliersi più al cinema che in tv, a «Zelig», dove trasmette una perfezione che rasenta la freddezza. Bova è il Raoul di sempre: gran bello da vedere, ma lui e la recitazione sono come le convergenze parallele: destinate e non incontrarsi mai. Il soggetto è esile e già visto, ma non mancano battute, trovate, situazioni esilaranti. Insomma, non è certo un capolavoro, ma sempre meglio che ridursi ad andare a vedere il finto «Amici miei» di Christian De Sica e Neri Parenti.  VOTO: 6/7

martedì 30 novembre 2010

GOSSIP * SIMONA VENTURA A FIUMICINO (MOLTO TIRATA)

Gran viavai di vip, o presunti tali, ieri all'aeroporto di Fiumicino. Prima del check-in, una Simona Ventura molto tirata (nel senso di nervosa, l'altro è da verificare) incontrava Giulio Golia de «Le iene». La signora di «Quelli che il calcio» se ne andava via di corsa bofonchiando: «È incredibile, mi fanno passare di là...». Poco dopo Golia si incontrava con Paola Cortellesi - strana accoppiata -, vista poco prima mentre chiacchierava con un amico. E insieme si dirigevano all'imbarco di un volo non meglio precisato. In volo per Milano, il giornalista del Tg1 Attilio Romita faceva spostare - molto educatamente, va detto - un passeggero che per errore o per dolo aveva occupato il suo posto.

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