giovedì 17 novembre 2011

MICHELLE HUNZIKER * «RIFIUTAI DI CONDURRE IL GRANDE FRATELLO, MA ANDRO' SU RAIUNO»

Michelle Hunziker, tentiamo un primo bilancio della sua carriera?
«Oggi, grazie al mio show teatrale, “Mi scappa da ridere”, mi sento davvero a una svolta. Lo sto portando in giro da quattro mesi, ne sono felice, ed è una palestra vera e dura, sento di farmi il mazzo ogni giorno per qualcosa».
Per che cosa?
«Per uno show tv in prima serata che Raiuno mi chiede di fare da alcuni anni, ma ho sempre rifiutato perché non mi sentivo pronta. Non ho mai condotto un varietà da sola. Ora forse è il momento di accettare quella proposta, datemi ancora un anno o due di tempo. Faccio tele da 15 anni, bisogna stare per un po’ tra le scatole alla gente, prima».
Come lo immagina, questo varietà?
«Ben provato, con tutti i tempi a disposizione e i soldi che ci vorranno per fare un progetto con tutti i crismi. Ha presente il glorioso “Milleluci”?».
Una cosetta da niente…
«Eh, ma con Ballandi pensiamo a qualcosa del genere... Prima però deve passare questo momento di transizione e di crisi per la tv, in cui si rischia poco o niente».
Da quanto tempo fa spettacolo?
«Da 18 anni e ora ne ho 34, ma in tv sono stata sempre molto protetta, ho fatto tanti programmi forti e protetti, lo ammetto, da “Zelig” a “Striscia”, che riprenderò a gennaio con Greggio. Era ora di fare qualcosa a teatro esponendomi senza rete».
E adesso si sente in condizione di fare il Fiorello in gonnella…
«Non farei questi parallelismi. Fiore è un uomo e ha 50 anni, io donna e ne ho 34. I ruoli maschio-femmina in tv sono sempre un po’ diversi. Dalla donna ci si aspetta che intrattenga e accolga. L’uomo invece tira la carretta…».
Ha vita più facile?
«Non ho detto questo. Solo ruoli tradizionalmente diversi».
Qual è stata la platea meno facile?
«Forse, paradossalmente, Napoli. Gente molto attenta, che applaude alla fine. E lì gli show comici in genere funzionano meno. Al Nord sento più risate immediate. Dal 10 al 20 novembre approderemo al Sistina, a Roma. Poi Bari, Brindisi, Caserta…».
A 34 anni non è un po’ presto per fare uno spettacolo autobiografico?
«È intimista, non autobiografico. Se lo fosse durerebbe sette ore. È un dialogo che porto avanti con il pubblico… Anche Loretta Goggi ha fatto cose simili».
Qual è stata la difficoltà maggiore, nel realizzarlo?
«Non era un classico - quelli più o meno funzionano sempre – ma una cosa fatta ex novo. Quindi abbiamo dovuto partire da zero. È più rischioso».
Continua anche con la tv in Germania?
«Sì, con “Wetten Dass”, e abbiamo anche altri progetti in maturazione, ma quelle sono cose tedesche».
Ormai è una showgirl formata, sempre sulla cresta dell’onda. Ma non sente un po’ il fiato sul collo delle nuove leve?
«No, è un problema che non mi pongo. Ognuna ha la propria personalità e unicità. Io sono competitiva, abituata a combattere, ma per le mie cose. Con le donne di solito faccio squadra. Da anni sogno uno spettacolo con la Cortellesi, e lei con me. Ma stimo anche Ventura, Marcuzzi, Littizzetto».
E una cosa con la De Filippi? Due primedonne, ma così diverse…
«Un programma con Maria? Certo, magari. È anche lei una “workaholic”, una dipendente dal lavoro, come molte di noi. Ottima autrice, e sul palco le nostre differenze funzionerebbero».
Sua figlia Aurora ha manifestato il desiderio di fare spettacolo?
«No, credo che farà tutt’altro, nella vita. Per ora frequenta una scuola internazionale ed è cresciuta bilingue: italiano e inglese».
Lei ha mai depositato un suo format?
«Quello di questo show è il primo, visto che ho contribuito a scriverlo. Ma in passato no, non mi è mai successo».
Saprebbe fare l’autrice?
«Non ci ho mai pensato. Anche quando faccio “Striscia” ho le mie idee, ma senza per questo dover per forza pretendere di firmare. Quando sparo alcune delle mie scemate con Greggio, non c’è niente di scritto. Ognuno in definitiva è sempre anche un po’ autore di se stesso…».
Mai pensato di smettere?
«Mai, questo lavoro è la mia passione e la mia vita».
Se le proponessero uno show con il suo ex marito, Eros Ramazzotti?
«L’ipotesi che sta facendo è la cosa meno probabile in natura, ma nella vita mai dire mai: se fosse, farebbe un botto unico».
Lui accetterebbe?
«Non lo so, forse. A patto di cantare solo mentre io conduco».
Chiaro. Oggi nello spettacolo italiano conta più il talento o un buon agente?
«Sempre e da sempre il talento. Il buon agente ti può dare qualche occasione, ma senza il talento ti fermi subito dopo. Non credo sia mai andata diversamente».
Le hanno mai proposto di condurre un reality?
«Il “GF”, qualche anno fa, ma rifiutai. Non li amo, non ci credo, non li considero vicini al mio modo di essere. Non potrei mai condurne uno».
Sono davvero in crisi?
«Ho letto del calo degli ascolti del “Grande Fratello”, e dopo tanti anni di messa in onda ci può stare, ma il problema, ragazzi, è complessivo: la tv ha perso il 16-17% del suo bacino d’ascolto, che ormai è frammentato. Sono dolori per tutti».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)


martedì 15 novembre 2011

«IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL WEEKEND» * FIORELLO, IL MARIO MONTI DELLA TV?

Fiorello arriva in emergenza, sulle macerie di una tv (e di una Rai) sempre più triste e agonizzante, e ovviamente fa sfracelli: 9.796.000 spettatori con il 39,18% di share. Facile, dirà qualcuno. Mica tanto, oggi come oggi, con gli ascolti sempre più frammentati, con il pubblico in fuga verso mille piattaforme, con un Paese che a colpi di reality di/per cerebrolesi ha perso fiducia nel mezzo. Come Mario Monti (vedremo se il tecnico porterà a casa gli stessi risultati dello showman) prende in mano la patata bollente del Paese televisivo. E ridà - come sempre - spolvero al varietà. Col suo immane talento, rimette in riga tutti. E regala non le lacrime e sangue che ci aspettano, ma risate e sudore.
Non c'è niente di così nuovo ne «Il più grande spettacolo dopo il weekend», ma da sempre è proprio questo il segreto della formula fiorelliana, che punta sul recupero del vecchio varietà alla Milleluci, su alcuni numeri da manuale (le interazioni canore con Giorgia e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, un Julio Iglesias in chiave operistica), su uno studio che più bello non si può.
C'è qualche sbavatura sui testi (un monologo fiacco e vecchiotto sul rapporto genitori-figli), la continua citazione del mondo di Twitter per modernizzare vagamente qualcosa che moderno non è; andare a nero con le imitazioni del Presidente Lorenza Lei, che nessuno conosce. Perché gli oscuri funzionari vogliono esserci alle prime che contano, sempre. Possibilmente in prima fila, per marcare il territorio. E se non ci sono vanno omaggiati. Ma sono quisquilie. In video passa talmente tanta spazzatura, che quando arriva qualcosa del genere, non si può fare altro che togliersi il cappello. Fiorello, ancora una volta, rules.

lunedì 14 novembre 2011

EFE BAL * QUANDO LO SPOT SI ATTACCA AL TRANS

Non dite a Piero Marrazzo che il gruppo Gruppo Dermal, per pubblicizzare i macchinari destinati ai trattamenti per il rimodellamento del corpo per l'epilazione permanente e per la luce pulsata, ha ingaggiato il trans piu' bello del mondo, Efe Bal, al posto - vuole una leggenda che si immagina maliziosamente alimentata - di Claudia Schiffer.
Anche la pubblicità, ormai, si attacca al trans. Come tutti del resto, in un'economia stentata che vive di sommerso. In attesa che - come in questo caso - qualcosa riemerga. Magari da sotto panni. Lo spot è in onda in questi giorni su Sky, Mediaset e anche su Youtube. Vedi sotto.
E anche se l'operazione ha tutta l'aria dell'ennesima furbata per far parlare e quindi vendere, che cos'è del resto la pubblicità se non l'anima del commercio?

Non e' la prima volta che un trans soffia lo spot a una donna. Accadde gia' con la linea di cosmetici Viva Glam di Mac, che scelse come testimonial RuPaul al posto della dirompente e atletica ex bagnina di 'Baywatch' Pamela Anderson, fino ad arrivare ai giorni nostri. Riccardo Tisci, giovane designer della Maison di haute couture francese Givenchy per la campagna della collezione autunno-inverno 2011
ha arruolato la transessuale Lea T. Nemmeno il piu' 'maschile' settore automobilistico e' rimasto indifferente a questo trend: ultimamente Seat ha ingaggiato Vladimir Luxuria tra i volti del nuovo spot della Ibiza. In seguito altri brand hanno scelto transessuali come volti delle proprie campagne. Tra le tante
quello di una nota marca di epilatori che sfrutta la proverbiale intolleranza al dolore tipicamente maschile, mostrando il protagonista proprio nell'atto di depilarsi le gambe, o quello di una compagnia di navigazione del sud Italia,
che, di fianco all'immagine di una drag-queen, sottolinea
l'"equivoco" con il claim "Be TRANSported".

ALFONSO LUIGI MARRA * MONTI È UNO DEL «BILDERBERG», CI MANDERA' IN ROVINA

L'ultima sparata di Alfonso Luigi Marra, l'uomo dello «strategggismo sentimentale» di Manuela Arcuri e Sara Tommasi, colui che odia le banche e le combatte, poteva non essere contro Mario Monti, il nuovo Presidente del Consiglio incaricato?
Con una mail inviata ai giornalisti dal suo ufficio stampa (ma firmata «Comitato Anti-Bilderberg», l'avvocato partenopeo avverte, parlando di se in terza persona: «Alfonso Luigi Marra parlerà dalle emittenti di seguito indicate di come Monti, un volgare membro dell'organizzazione occulta e illecita Bilderberg, non risolverà i problemi della finanza e rovinerà l'economia e l'Italia». A seguire, tre appuntamenti: oggi, 14.11.11, dalle 18 alle 20, da Pane al pane, con Roberto Poletti, Radio Lombardia (diretta anche da web su: www.radiolombardia.it); mercoledi, 16.11.11, ore 14.30, da Glossip, con Selvaggia Lucarelli, in diretta su La3 (SKY 143); sempre mercoledì, alle 20.30, da Forte e chiaro, con Roberto Poletti, su Antenna 3 (tasto 11 del digitale). Vedremo - ma anche no, volendo - gli sviluppi. Anche perché Marra ormai sta entrando in una dimensione divinatoria che sembra avvicinarlo sempre più al Mago Otelma.
Per chi di voi - come chi scrive sino a dieci minuti fa - non sapesse cosa sia «Bilderberg», ecco a seguire la definizione che ne dà Wikipedia:

Il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici.
Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida nei Paesi Bassi[1]. I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa[2] ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media[3].
Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all'esterno, questi incontri sono stati oggetto di critiche ed anche oggetto di varie teorie del complotto[4].

PIERO CHIAMBRETTI * «I SOLDI SONO FINITI: TORNO ALLA TV DELLA CREATIVITA'»

L'11 novembre su Italia 1 torna Piero Chiambretti, e in testa ha un motivo. Anzi, due. Fare da apripista mediatico al nuovo album di Laura Pausini, ferma da due anni, e riguadagnare la scena dopo aver pensionato il suo Chiambretti Night. Il programma si intitola Chiambretti Muzik Show, e debutta omaggiando l'interprete romagnola che spopola nel mondo. Fra gli ospiti pare si stia cercando di reclutare anche un campione milanista, la sua squadra del cuore. "La Pausini - dice Tiberio Fusco, fido autore del Pierino tv - mi ricorda la prima Carrà: freschissima sul palco e meticolosa dietro le quinte. Partecipa a tutte le riunioni, seria, col suo pc sulle gambe. Anche Piero è noto per la sua pignoleria. In questo sono fratelli".
 
Chiambretti, Laura Pausini, contesissima anche da Fiorello, preferisce tornare in video chez Piero. Come mai?
"Fortuna e stima reciproca hanno fatto la differenza. C'è l'uscita mondiale del suo disco. Più che il debutto del mio nuovo show, sarà un evento su misura".
Una specie di "Serata d'onore" alla Baudo, par di capire...
"Lanceremo il cd e omaggeremo con ospiti e la mia cifra televisiva questa regina del pop. Il Chiambretti Muzik Show vero e proprio inizierà a gennaio: 6/8 puntate".
E questo è un assaggio...
"Sì, e nasce da una costola del Chiambretti Night. Però quello era notturno, venato di funky e di soul. Qui userò la musica italiana e i suoi protagonisti come pretesto per parlare anche di altre cose. Come fanno i cantautori, che tra le pieghe di un disco rappresentano il loro mondo, o quel che vogliono far arrivare al pubblico".
E lei, che cosa vuol fare arrivare?
"Informazione e intrattenimento, cercando di catturare anche chi alla musica non è interessato. Farò giochi di parole con la musica, e con quella spero di dare emozioni. E poi ci sono io: non dico che ogni conduttore rifaccia sempre lo stesso programma, ma lo stile è quello, c'è poco da fare".
Qualche anticipazione sugli ospiti.
"I nomi grossi italiani hanno detto sì. Per ora ne faccio tre: Baglioni, Venditti e Ligabue".
E i discografici, che cosa dicono?
"Con tutti loro a giugno ho fatto una grande riunione programmatica. Sono messi male. La pirateria, i download, hanno messo in ginocchio il settore. Tant'è che ormai i cantanti guadagnano quasi solo sui concerti... Però mi sembrano motivati a collaborare. Anche perché della musica in tv è meglio non parlare".
No, parliamone...
"È fatta solo di brevi ospitate del cantante che fa il suo pezzo sganciato dal resto, oppure di gare, siano esse Sanremo o talent show. Non è quello che mi interessa".
Tant'è che i programmi chiudono: "Star Academy" è stato un flop, altri, come Top of the Pops, sono abortiti...
"Quando un programma chiude non fa mai piacere, ma questa situazione è figlia di un certo inflazionamento e della frammentazione degli ascolti. C'è il web, Youtube, le satellitari, che in genere per il 50% mandano in replica cose già andate sulle generaliste. Ma questo fa male a tutti. E la gente ormai ha capito che dopo il canale 7 del telecomando, dove di solito si trova La7, ce ne sono altri 50".
Risultato?
"Una volta quando un programma andava male, almeno potevi contare sul famoso zoccolo duro. Ora non solo non c'è più lo zoccolo, ma neanche il cavallo".
Al Chiambretti Muzik Show chi tornerà fra quelli del suo circo di personaggi?
"Nessuno. La verità è che ne voglio preservare alcuni per un eventuale ritorno del Chiambretti Night, più avanti. Non si può escludere. Se così non fosse, auguro loro il meglio".
In compenso lei due mesi fa ha registrato un blitz alla Pausini in esterna, come nei suoi anni d'oro, negli strani panni di suo fratello Paolo. Che dovrebbe tornare...
"Deve essere messo ancora un po' a punto, ma sì, ci stiamo lavorando".
Il bilancio parziale del suo passaggio a Mediaset.
"Questo è il posto migliore dove stare quando le cose vanno bene, e il peggiore quando vanno male. Per ora non mi posso certo lamentare: sul Chiambretti Night mi hanno aiutato, c'è stato un grosso investimento, e si vedeva...".
E ora?
"Ora i soldi sono proprio finiti, non c'è storia. Farò uno show di lustrini e paillettes, ma nel segno dell'austerity. Ed è una sfida che mi stimola la creatività, come ai tempi del divano di Raitre. E poi riaffronto dopo 10 anni la delicata prima serata di Italia 1. Quando entrai l'accordo che avevo con Piersilvio Berlusconi era di tornare prima o poi al prime time, e così è stato".
 
(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

FIORELLO IN ANSIA PRIMA E DOPO IL WEEK-END * LAURA PAUSINI BLINDATA

Come alla viglia di ogni debutto, Fiorello è in ansia. Di brutto. Stasera su Raiuno parte «Il più grande spettacolo dopo il week-end», e lui non nasconde l'agitazione compulsiva che sempre lo caratterizza in queste occasioni. Come se non bastasse, gli autori e la produzione del suo show di recente l'hanno cazziato perché passa troppo tempo su Twitter. Fra edicola mattutina (a proposito, il giornalaio più famoso d'Italia dopo Gianfranco Funari sarà ospite della prima puntata), foto video e cazzeggi vari, Fiore sta diventando un addict del social network. Ma negli ultimi giorni di prove si è dato una leggera calmata. Mentre la paura cresce. «Noi che facciamo questo lavoro - dice Checco Zalone, un altro ansioso che il 2 dicembre debutterà su Canale 5 con il suo spettacolo - siamo tutti così: all'esterno diamo l'impressione che non ce ne importi nulla, ma dentro siamo sempre inquieti. E abbiamo bisogno di essere costantemente rassicurati».

Il lancio del nuovo album di Laura Pausini, «Inedito», è stato all'insegna del rigore. Ormai la nostra interprete più acclamata è una star internazionale, e non si sgarra. Basti pensare che alla registrazione dello speciale di Italia 1 «Chiambretti Muzik Show» a lei dedicato, la sera del 9 novembre e in onda l'11, i giornalisti erano praticamente segregati e cordialmente guardati a vista all'interno di una stanzetta della redazione posta al primo piano della palazzina Mediaset di Cologno Monzese. Lo spettacolo era visibile su un grande schermo al plasma, c'era un panettone gastronomico, pizzette, paste e caffè per non rischiare il sequestro di persona, ma nessuno poteva scendere in studio. «Così lavorano anche gli americani, e ormai Laura ha adottato gli stessi standard» dicevano gli addetti stampa.



domenica 13 novembre 2011

«IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE» * CREMONINI PLAYBOY TONTOLONE: PROMOSSO

Emilia, anni del Fascio dominante. Il bel Carlino Viggetti (Cesare Cremonini) è il playboy del paese. Un po' rintronato, ma piace alle donne. Papà (Andrea Roncato) e mamma, ricevono dal ricco del villaggio (Gianni Cavina) una proposta indecente di quelle molto in uso ai tempi: se lo fai sposare a una delle mie due figlie, bruttarelle ma simpatiche - si fa per dire - per il ragazzo c'è una moto Guzzi e per te dieci anni di lavoro alle mie dipendenze. Carlino dall'alito di biancospino è perplesso ma deve sacrificarsi per il bene supremo, e inizia i suoi fantozziani incontri con le speranzose racchie. Un giorno, direttamente dal Lazio, arriva la terza sorella acquisita, Francesca (Micaela ramazzotti), carina assai, e tra i due è subito colpo di fulmine. Sposiamoci amore, anche se farlo non è come dirlo.

Pupi Avati esce con un film all'anno, se non due. E a volte esagera. Ma quando resta ancorato ai temi dell'infanzia, alla Bologna sua e dei nonni, è spesso tutto da gustare, come fu ne "Il cuore altrove", lavoro peraltro più complesso. Qui si viaggia sulla totale semplificazione, in una commediola non strutturatissima che però risulta fresca e gradevole. Un montaggio veloce di paradossali situazioni d'antan che giocano spesso sull'umorismo involontario. Miss Ramazzotti ha la grande capacità di riuscire a passare dal pianto al riso in un nanosecondo, e persino Cremonini risulta abbastanza convincente nel ruolo del flolloccone amoroso. Nel cast, anche la stralunata Rita Carlini, preziosa pedina del cinema avatiano fatto di minimalismo e guizzi ironici. VOTO: 7.

venerdì 11 novembre 2011

VIDEO * TUTTI GLI INNI DI PARTITO DEL VENTENNIO BERLUSCONIANO


DANCE REVIVAL * TORNA ALBERT ONE, L'UMBERTO SMAILA DEGLI ANNI 80/90

È tornato Albert One. Ve lo ricordate? Quello di «Turbo diesel», «Heart on Fire», «Sing a song now now» e compagnia cantante. Piacentino di nascita e pavese d'adozione, classe 1956, era il musicista, interprete e produttore big size che ha spopolato negli Anni 80-90, quelli della dance oggi in pieno spolvero. Se vai a una festa e vuoi divertirti, ora come ora, si comincia coi 70 e si finisce ai 90. Il resto è quasi sempre robaccia impraticabile. Poi de gustibus, naturalmente...
Radunata la sua vecchia - non vecchissima - band Albert One (Alberto Carpani, all'anagrafe) si è rimesso in pista per rispolverare ricordi ed emozioni. Ho assistito al buon debutto a Casteggio (Pavia), poche settimane fa, insieme con un'altra vecchia volpe dell'ambiente: il produttore Roberto Turatti.
L'obiettivo di Carpani è quello di tornare a esibirsi con un gruppo «open» che rinverdisca di fatto i fasti della band di Umberto Smaila. Una rodata macchina da intrattenimento, ma troppo legata agli Anni 60, ormai decisamente fuori target. Anche per un fatto squisitamente anagrafico legato al pubblico da raggiungere. Carpani ha intenzione di lasciare le porte aperte alle guest star, che possono di volta in volta unirsi a lui sul palco per ripercorrere le pagine più felici di quegli anni. Hanno già dato la loro disponibilità Gazebo, P. Lion, Sandy Marton, Den Harrow, Ryan Paris, Scotch e altri che si aggiungeranno. In bocca al lupo per l'operazione vintage (ma non troppo).

11.11.11 * BOSSI, IL TROTA E IL GIORNO PALINDROMO


giovedì 10 novembre 2011

MILANO * GERRY SCOTTI, IL BENESTANTE, FA COLAZIONE DA GATTULLO

Gerry Scotti è il conduttore meglio del pagato del cocuzzaro Mediaset. Colui che, sommando contratti di rete, telepromozioni, spot e quant'altro, ha sempre portato a casa - quatto quatto - più di chunque altro. Persino di Paolo Bonolis, non foss'altro per la quantità di televisione che macina Mister Miradolo Terme.
Lo conosco da una vita e l'altro giorno l'ho quasi arrotato mentre andavo al lavoro in Vespa, passando da viale Col di Lana a Piazzale di Porta Lodovica, dove c'è il tempio di «Gattullo». Riposato e di buonumore, salutato da netturbini e passanti, il conduttore pavese andava a farsi una full immersion di pubblico dal vivo e una colazione nello storico bar dove un tempo erano di casa Enzo Jannacci e Beppe Viola, Renato Pozzetto e la Milano dello spettacolo che (un tempo) c'era e dettava legge. Abbiamo fatto quattro chiacchiere, e mi è parso sempre sul pezzo ma fortunatamente abbastanza lontano da competitivi pensieri sparsi su preserali e obiettivi d'ascolto. Più rilassato dei suoi tempi più privatamente nervosetti, fra l'altro non lontanissimi. Speriamo in bene.

mercoledì 9 novembre 2011

GIGI BUFFON & ALENA SEREDOVA * SARANNO LORO I NUOVI TOTTI-BLASI FORMATO SPOT?

Mentre Francesco Totti e Ilary Blasi si preparano a uscire di scena come testimonial Vodafone, un’altra coppia d’oro, sulla carta molto simile (calciatore lui, showgirl lei), scalda i muscoli per consolidare la propria popolarità formato spot. Si tratta di Gigi Buffon e Alena Seredova, che «Sorrisi» propone in anteprima sul set della nuova campagna istituzionale Zucchi-Bassetti, in onda da fine novembre. Il portiere della Juventus e della Nazionale, fra l’altro, è proprietario del 20% del pacchetto azionario di Zucchi. Dopo questo lavoro e uno per Giochi preziosi, in queste settimane Buffon e Seredova sforneranno un’altra campagna (Ferrarelle, attualmente in onda), andando forse a insidiare il primato di visibilità degli illustri predecessori, che però puntavano decisamente più sul fattore simpatia. «Secondo me» dice Alena Seredova «bisogna uscire dalla classica visione calciatore-showgirl: certo, è un’immagine che arriva al pubblico, ma noi - così come Totti e Ilary - in fondo siamo solo una famiglia come le altre. Ora hanno finito, ma credo che grazie a loro Vodafone abbia guadagnato tanto.  Inoltre, si sono fatti conoscere per come sono nella realtà, in un contesto normale. Io ho accettato perché mi sembrava un buon prodotto, ben girato. Per il resto, ora mi dedico più ai miei impegni di madre che alla tv, dove la crisi si fa sentire e dove la qualità negli ultimi anni è precitata». «Nello spot Zucchi-Bassetti, spiega il creativo Lorenzo Marini «Alena si arrampica su un albero, e inizia una lunga corsa su un ramo ricoperto di prodotti dell’azienda, per poi finire in un nido, che simboleggia la casa, nel quale ritrova il marito e i figli».

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)

martedì 8 novembre 2011

SERVIZIO PUBBLICO * E SE QUELLI DE «LE IENE» E «REPORT» SI METTESSERO A FARE POLITICA?


Di Lorenzo Sulmona

Mi piacciono le attività domestiche, come quella di sciacquare i piatti. Mi rilassa e mi permette di riflettere su quanto selezionato, anche inconsciamente, nella buona e cattiva tv vista e ascoltata in settimana. Riflettevo ieri sera sul seguente paradosso: e se domani al posto degli eletti (cosiddetti governanti, onorevoli o giuridicamente anche “il legislatore”) utilizzassimo, per esempio nelle commissioni parlamentari, dove si lavora su riforme, progetti e leggi, figure professionali e non del cosiddetto “servizio pubblico”, efficienti, competenti e di senso civico (e pratico soprattutto!) come i giornalisti di Report e Presa diretta, le IENE, gli inviati di Striscia la notizia o parte degli indignati intellettuali che riempiono le 8.000 agorà comunali?

Mi spiego meglio: a vedere l’impegno che ognuno di loro, persone comuni, ci mette nel ricercare, scovare, confrontare, domandarsi, valutare, ponderare, suggerire, spiegare, approfondire un determinato tema che sia truffa, spreco, legge o regolamento, comportamento umano o bisogno della collettività, si capisce al volo che in pochi mesi, giorni o addirittura ore potrebbero veramente modificare dalle piccole cose le speranze di cambiamento.
A volte ci si chiede (con vero misto di indignazione), come mai altri (la politica) non ci hanno pensato? Come mai altri non se ne sono accorti? Come è possibile che accadano queste cose sotto i nostri occhi?
Ebbene, si dice spesso, «ma la politica è diversa, è altra cosa, è scendere a compromessi, valutare le ricadute sulla collettività»; ecco, proprio perché la politica è altra cosa chiediamo che la facciano bene, ma altre persone, che ce la raccontano bene anche con una piccola telecamera in mano!
Quindi 10 puntate di Report, 10 Iene o 100 denunce in TV valgono più di mille poltrone elettorali d’antiquariato, credo!
Riappropriamoci della politica e consegnamola nelle mani di chi ha dimostrato di lavorare bene anche in TV.

LINO BANFI * «TORNARE A FARE NONNO LIBERO? NE STIAMO PARLANDO SERIAMENTE»

Lino Banfi tornerà nei panni di Nonno Libero in «Un medico in famiglia»? L’ipotesi non è così remota. «Ci sono trattative concrete in corso» conferma l’attore «ma niente di ancora definito. La Rai ha ricevuto decine di migliaia di lettere e appelli perché questo personaggio rientrasse nella serie, e così abbiamo iniziato a parlarne. A me non dispiacerebbe, magari non per un ciclo intero ma per un numero limitato di puntate». Il mitico, pimpante anziano interpretato da Banfi uscì di scena alla sesta stagione (oggi si lavora per l’ottava), ufficialmente per trasferirsi in America, e da lì potrebbe improvvisamente rientrare, per la gioia del pubblico di una tra le fiction più amate della tivvù. Intanto, l’attore si gode un’altra soddisfazione: l’Università degli studi Giovanni Paolo II, di Roma, gli ha conferito nei giorni scorsi una laurea honoris causa in Scienza della comunicazione. «Nella motivazione» dice Banfi «mi si definisce anche “Eroe quotidiano e non sui quotidiani”.  Mi piace molto. Forse è per via del mio impegno con l’Unicef».

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)

ALESSANDRO SIANI * LE DIFFERENZE TRA NAPOLETANI E MILANESI? VE LE RACCONTO IO

«La vera cucina milanese è quella giapponese. Ma anche col kebab non si scherza: gli appartamenti di Milano contengono più kebab che persone».  
Alessandro Siani non ha dubbi, e forte delle sue «sei/sette settimane» vissute nella capitale morale del Paese per girare con Claudio Bisio «Benvenuti al Nord» (uscirà a gennaio 2012, seguito ideale di «Benvenuti al Sud), ora ha gli elementi per sfogarsi sulle pagine di un libro. Si intitola «Non si direbbe che sei napoletano», ed è un collage di battute che indagano il complesso rapporto fra l’essere napoletano (uno stato dell’anima) e Milano. Con uso di milanesi. Se il napoletano nei dintorni del Duomo sente dire: «Ci facciamo un ape?», teorizza Siani «Non pensa all’aperitivo, ma a un invito a rubare un veicolo a tre ruote». Non è certo dura come ai tempi nebbiosi di Totò, Peppino e il vigile del «Noio volovàn savuàr», ma trovare una pizza come si deve per il partenopeo tipo pare sia impresa ancora impossibile. E non parliamo dei posti di lavoro, dove quell’apprezzamento, «Non si direbbe che sei napoletano», ogni tanto cala con simpatia. Altre volte «con malizia, come se si volesse attribuire alla parola napoletano significati solo negativi» dice Siani. L’unico errore da non fare è invitare a cena una ragazza milanese a dieta: «Siede a tavola dicendo: “Ti faccio solo compagnia”, e poi pian piano divora: antipasto, primo, secondo, contorno, frutta, dolce, caffè. E quando arriva il conto si preoccupa: “È salato?”. Pecché, rispondo io: te vuoi magnà pure quello?».

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)                                

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