lunedì 5 aprile 2010

«GAMER» * UNA BOIATA NON INDIFFERENTE

In un futuro prossimo, Ken Castle (Michael C. Hall), sorta di Bill Gates incattivito perché ha smesso di fumare, brevetta un paio di giochi che prevedono interazioni con avatar umanissimi: una specie di Second Life (a proposito, che fine ha fatto?) per ingrifati cronici e il temibile Slayers, dove un manipolo di condannati a morte sogna di ottenere la libertà superando 30 cruentissime battaglie.
L'eroe di Slayers, che appassiona la popolazione più del Grande Fratello e dell'Isola dei famosi messi insieme, è il barbuto Kabel (Gerard Butler), che ne ha i bicipiti pieni di quella vita d'inferno. Persino la moglie (Amber Valletta) gli hanno rintronato con un chip nel cervello. Manco fosse nel cast di Uomini e donne. Per fortuna un gruppo di ribelli, grazie alla prode infiltrata di turno (Alison Lohman) trama per liberare Kabel e il mondo dalla schiavitù del gioco.

Incerta e velleitaria prova registica di Mark Neveldine e Brian Taylor, alle prese con un fumetto ipercinetico, fracassone, truculento, prevedibile, che pilucca qua e là da alcuni film di genere, come l'insuperato "Rollerball". Le poche intuizioni sono annacquate e l'impressione d'insieme è quella di un lavoro tirato via troppo alla svelta e incompiuto. Meglio lasciare l'inespressivo Butler a "300" (per questo film gli spartani l'avrebbero impiccato) e lo stronzetto Michael C. Hall a "Dexter", che per gli sceneggiatori avrebbe previso una morte lenta. VOTO: 4/5

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