![]() |
| L'attore e cabarettista Jerry Calà. |
«Ho fatto talmente tante cose nella vita che non mi sento 70 anni, ma di più. Ed essendo un ex Gatto (di Vicolo Miracoli) ho sette vite. Quindi chissà, forse si può moltiplicare…».
![]() |
| L'attore e cabarettista Jerry Calà. |
![]() |
| L'autore Giulio Rapetti, in arte Mogol, presidente della SIAE. |
La sua perfomance è stata commentata (come sempre accade per quasi tutti gli artisti) dal popolo del web in modo caustico o sarcastico: dall'uso del playback, all'abito, sino al trucco scelto per andare in onda. Un sezionamento minuzioso e impietoso che non è andato giù a una tra i più grandi personaggi dello spettacolo italiano. Così Loretta ha detto basta, per sempre: fine alla sua parentesi internettiana. Chi si espone al pubblico deve accettare di essere anche criticato, si dirà. Ed è verisissimo. Ma è altrettanto lecito lasciare la scena e guadagnare le quinte se chi è vittima della sassaiola non gradisce più.
![]() |
| La conduttrice tv Barbara D'Urso. |
![]() |
| Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi al Festival del Cinema di Venezia. |
![]() |
| Giorgia Meloni. |
Che il no-vax sia autolesionista e un po' delirante ci sta, è nella sua natura (ho letto post di gente che mi è toccato cancellare dai contatti, carichi di livido rancore, frustrazione, convidivisione di qualsiasi fake news da social pur di avvalorare in ogni modo le proprie tesi complottiste o negazioniste), ma che il no-vax diventi anche violento, è inaccettabile. Quindi mi auguro che lo Stato provveda quanto prima non solo a neutralizzare i facinorosi, ma anche a stabilire l'obbligo vaccinale. E appena ora, a settembre, qualche pazzerello bloccherà treni di pendolari, qualche bidello picchierà giornalisti, qualche sconsiderato minaccerà a destra e a manca, si farà (mi auguro) i suoi bei 10-15 giorni "ar gabbio", come dicono a Roma. Poi se ne riparla.
Questo scritto illiberale, nella sua essenza un po' fascio (direbbero i no-vax) dovrebbe piacere tanto a Giorgia Meloni, che invece per ragioni di crescita politica si ritrova bizzarramente a fare il gioco opposto. Un gioco molto pericoloso. Vedevo poco fa in città la sua faccia photoshoppata su alcuni cartelloni per le comunali di ottobre: "Meloni per Milano".
A ogni stagione, la sua frutta. Sembra quasi uno slogan da Milano da bere, che ammicca un po', tra Colpo Grosso e le feste all'Hollywood. Io sono all'antica: continuo a preferire le angurie.
Costringendoti ovviamente a cercare immediatamente un bagno per lavarti le mani sul serio. Difficilmente trovi il gel perfetto, che disinfetta senza lasciare tracce.
Poi c'è l'altro aspetto: il tipo e le condizioni d'uso del dispenser, non di rado guasto o con la già citata testolina mezza rotta. Per non parlare di quelli elettrici con foto-cellula che azioni mettendo soltanto sotto la mano, dai quali esce (se esce) un quantitativo all'apparenza così ridotto di liquido da costringerti a ripetere l'esercizio per 5-10 volte.
Il 16 agosto, la batteria della vecchia Juke mi ha abbandonato definitivamente, dopo appena un paio di rantoli di timida avvisaglia e un difficile riavviamento con i cavetti fatto al volo dall'auto di mio zio. Morta, senza speranza. E mi ha lasciato con un addio che sa di amara beffa, di sfiga cosmica, ad appena 10 giorni dal ritiro dell'auto da parte del concessionario, dove lunedì della scorsa settimana ho versato l'anticipo per comprare quella nuova, in arrivo appunto a fine agosto. Mi ha salvato un amico (sempre provvidenziali, gli amici), comprandone da un cinese un'altra - ironia della sorte - italiana a buon prezzo, in un ponte ideale e solidale fra oriente e occidente.
E' difficile spiegare come ci si senta dopo un tradimento di questo tipo. Quando una batteria con la quale hai passato anni bellissimi - ma anche difficili e tormentati -, intensi insomma, ti lascia di punto in bianco senza un vero perché. Con una scadenza in vista così cruciale e simbolica. Sembra una vendetta. Rimani attonito, stranito, svuotato. Pare quasi che covasse un rancore nascosto. E io che credevo di essermi sempre comportato con lei in modo ineccepibile.
Non affezionatevi alle batterie, gente. Le ragazze sono sempre meglio: una ragazza all'occorrenza ti gonfia anche le gomme. Una batteria non lo farà mai. Non direttamente, comunque.
![]() |
| Il critico d'arte e parlamentare Vittorio Sgarbi. |
Esempio eclatante è stata l'esibizione-concerto di Salmo sotto una ruota panoramica ad Olbia. Molto rumore ha fatto sui social ed anche tra gli artisti: per le modalità con cui è stata prevista la partecipazione del pubblico; perché sembra palese che non fosse stato autorizzato dalle autorità, e fosse stata resa nota solo poche ore prima, quasi fosse un rave. ASSOMUSICA, Associazione che rappresenta la maggior parte degli organizzatori e produttori di musica in Italia, non può che condannare episodi del genere, che danneggiano soprattutto gli organizzatori di concerti che lavorano con serietà, rispettano le regole sulla sicurezza e a tutela della salute del pubblico, ma anche e - forse ancor di più - l’immagine degli artisti stessi.
"Riteniamo, quindi, che sia doveroso attenersi a quanto disposto dalla normativa, in base ai più recenti D.L., e ribadiamo la necessità che il Governo e le Istituzioni preposte ascoltino e prendano in seria considerazione quanto contenuto nei nostri documenti fin dallo scorso anno. Non possiamo continuare a lavorare a capienze ridotte e crediamo che, stante l’attuale situazione vaccinale e le attuali modalità di accesso con le previste “certificazioni green”, si possa arrivare con ponderata certezza al ritorno alle piene capienze già nel prossimo autunno", cosi il presidente Assomusica, Vincenzo Spera, che conclude sottolineando che è "necessario, inoltre, anche un immediato confronto, subito dopo la pausa estiva, dando la nostra più ampia disponibilità a collaborare affinché il pubblico possa partecipare con la massima semplicità e tranquillità, con le necessarie autorizzazioni “green”, per tornare a vivere le emozioni che solo la musica dal vivo riesce a dare. Come già sta accadendo in altre nazioni Europee, ad esempio in Gran Bretagna, Olanda, Polonia, dove i concerti si tengono con la piena capienza della venue".
![]() |
| Franco Bagnasco. Sulla t-shirt una foto dell'attore Brian Cranston, l'Heisenberg della serie tv cult "Breaking Bad". |
Twitter ha i suoi limiti - non pochi - ed è comunque più orientato a chi compulsivamente posta notizie o commenti più o meno richiesti su qualunque cosa; Instagram è l'inebetimento fotografico perfetto per i nostri tempi molto vuoti, dove con i filtri mistifichi il reale. Il testo non serve. Prendi una foto da vomito e la trasformi spesso in uno scatto valido, dimostrando che vince sempre il percepito. L'idea geniale che hanno avuto (e che non a caso Facebook ha copiato) è stata quella delle stories temporizzate, che si riducono a una visione privata - dunque commentabile soltanto in privato - di foto o video personali. Detta in soldoni: anche se sei fidanzato/a o sposato/a (mi scuso se ho tralasciato qualche genere) puoi farti le tue belle stories che verranno lette, viste e commentate da tutti i tuoi contatti senza finire sotto occhi indiscreti. For your eyes only. A ciò è dovuto il successo delle stories, non ad altro.
Tutto questo per dire alla collega dal profilo tristemente disadorno di likes e di followers: prova a essere te stessa. Magari avrai più riscontri sui social. Ma ho il timore che porti in scena già se stessa, quindi mi chiudo in un commosso mutismo e vi auguro un buon proseguimento di giornata.