lunedì 11 agosto 2014

IO STO CON RAOUL BOVA * IL SUO ERRORE? AVERE LA BERNARDINI DE PACE COME SUOCERA

Quando si è sposato, Raoul Bova a mio avviso ha fatto soprattutto un errore. Un gigantesco errore frutto di ingenuità. Non ha considerato ciò che avrebbe dovuto conficcarsi in testa con la spara-chiodi: avere come suocera Annamaria Bernardini De Pace, primaria divorzista del Paese, poteva diventare - in caso di tempi sentimentalmente grami - il più clamoroso boomerang della sua vita. Privata e professionale.
E ora che il suo matrimonio con Chiara Giordano è finito dopo 13 anni (quasi tutte le storie finiscono, qualcuno ha il coraggio di chiuderle, altri no), non posso fare a meno di pensarlo con sempre maggiore convinzione leggendo la livorosa lettera che l'avvocatessa ha pubblicato oggi sul Giornale. Il nome dell'ex genero non figura mai, molti dettagli sono volutamente cambiati per giocare sull'equivoco e non rimediare querele, ma la stampa tutta ha immediatamente identificato nell'interprete de «I Cavalieri che fecero l'impresa» (di sposarsi con la figlia della Bernardini De Pace) il vero destinatario di tanto veleno. Un massacro mediatico francamente eccessivo. E sicuramente riuscito, a prima vista.
A me Raoul Bova fa anche simpatia. Lo considero uno dei tanti attori sulla piazza che recitano così così, e uso un eufemismo, ma anche uno che col tempo è riuscito a migliorarsi un po'. A dare un filo d'enfasi a quello sguardo gradevole ma dalla vitrea fissità. A provare a convincere tutti che oltre il bicipite c'è di più. Un bravo ragazzone che s'è sposato e alla fine la sua storia è finita. Perché tutto finisce. Valle a individuare, in questi casi, le responsabilità dell'uno e dell'altra. E non è una difesa d'ufficio, la mia. Non mi interessa. Sono fatti squisitamente personali, o che al limite devono riguardare soltanto le aule di un tribunale.
Vedere Bova impallinato, seppure con un probabile stratagemma che da uomo di comunicazione mi diverte anche, lo ammetto, lo trovo profondamente ingiusto. Quella lettera mi sembra zeppa di retorica, violenta, volgare in alcune parti, e persino poco professionale. Parere personale, ovviamente.
D'accordo che in guerra e in amore tutto è permesso (anche alle suocere?), ma ogni tanto forse bisognerebbe avere la dignità di fermarsi un po' prima.

A QUESTO LINK, IL TESTO DELLA LETTERA DI ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, RIPUBBLICATA DA DAGOSPIA

domenica 10 agosto 2014

DOPO GLI SCOUT, MATTEO RENZI INCONTRA TOPOLINO, BATMAN E IL LUPO DI GUBBIO

Matteo Renzi ha incontrato gli scout a San Rossore, dando loro (e indirettamente a tutti i giovani) un messaggio finalmente utile, chiaro e senza retorica: «Date un calcio all'impossibile!».

Grazie a una talpa nell'entourage del Premier sono in grado di anticiparvi gli illuminati slogan dei prossimi incontri pubblici del capo del Governo.

15/8 - Matteo Renzi incontra i Fantastici 4: «Amici, guardate in alto: uniti si vince!».

19/8 - Matteo Renzi incontra Topolino, Pippo, Paperino, Zio Paperone e tutti i personaggi di Walt Disney: «La famiglia è un valore che va al di là delle convenzioni: rendiamola univoca, non sesquipedale!».

25/8 - Matteo Renzi incontra Batman e Robin: «Usciremo dal tunnel senza per questo doverci infilare in una caverna!».

2/9 - Matteo Renzi incontra i personaggi di «Lost»: «Nella vaghezza di un domani incerto, c'è la percezione di un io interiore che pare distorto, ma se ci sforziamo di guardare il presente e il futuro anteriore attraverso la lente della razionalità, tutto diventa vita. E cultura. E progresso!».

12/9 - Matteo Renzi incontra il lupo di Gubbio: «Bella lì, fratello peloso: batti il cinque!».

venerdì 8 agosto 2014

EVOLUZIONI * IL SANTINO ROCCHETTI 2.0 SI CHIAMA ROKKETTI

Torna Santino Rocchetti, ma stavolta ha due K nel nome. Ovvero Santino Rokketti. Molti di voi diranno, lo so già: ma chi diavolo è Santino Rocchetti? E un po' c'è da capirvi.
Sante Rocchetti, in arte Santino, in arte Rokketti, è un cantautore della vecchia guardia nato a Montalto di Castro nel 1946. Il suo maggiore successo si intitola "I miei giorni felici". Una bella canzone melodica oggi forse sconosciuta ai più, ma di quelle che scaldano il cuore.
Santino è un satanasso perché per proporsi al pubblico aggiornando la propria immagine ha ritenuto di puntare su quelle due K nel cognome che ti fanno immediatamente balzare nell'Olimpo del giovanilismo. D'accordo che tanti anni fa, col fratello, ha avuto un gruppo che si chiamava così, e può sempre farlo passare per un omaggio. Ma a Santino Whatsapp, Linkedin, Facebook, Twitter e tutti i social media fanno una pippa vera a quattro mani, perché lui aggredisce il pubblico dei teenagers con quelle due K dall'effetto stordente. Un po' come chi scrive nn al posto di non è xké invece di perché. Brividi. Domani il nuovo Rokketti canta al mio paese (vedi manifesto stradale), e immagino frotte di groupies che manco ai concerti di One directions e 5 Seconds to Summer.
E mentre progetto un Bagnasko, col timore di passare da copione, sappi che ti stimo, Santino. Anzi, t stimo. È un po' TVB. Ma questa è dei miei tempi. Lo vedi che non riesco a starti dietro?

giovedì 7 agosto 2014

SKY * L'AD ZAPPIA FA TOGLIERE I TAVOLINI DAL BAR

"Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo...", cantava qualche anno fa Gino Paoli. E via via, durante la canzone, il numero di convenuti si assottigliava. È quel che rischia di accadere, ma per altri motivi, nel quartier generale Sky di Rogoredo, a Milano.
Stando ai soliti bene informati, l'altro giorno era programmata l'annuale esercitazione di sicurezza prevista per legge nelle grandi aziende. La classica evacuazione dell'edificio con raduno nelle piazzole esterne. Una simulazione, ma tutti devono attenersi alla regola.
Pare che uscendo dall'edificio, l'amministratore delegato Andrea Zappia abbia notato alcuni dipendenti che sostavano al bar. Le stesse persone che poi ha rivisto rientrando in sede dopo l'esercitazione. Pare anche che Zappia, in altre occasioni pubbliche, abbia manifestato scarsa simpatia per i capannelli oziosi in azienda con l'espresso (con la minuscola) fra le dita.
In tutta risposta avrebbe chiesto e ottenuto di far rimuovere almeno i tavolini dal piccolo esercizio, rendendolo meno friendly per soste sbarazzine.
Eravamo quattro amici al bar di Sky...

mercoledì 6 agosto 2014

PIETRASANTA * CARTA E SCANU MONOPOLIZZANO L'ATTENZIONE ALLA PARTITA DEL CUORE

È finita 5-5 allo stadio di Pietrasanta la Partita del cuore fra la Nazionale Italiana Cantanti guidata da Marco Masini e il Versilia team capitanato da Carlo Conti.
Tanti soldi in beneficenza, con una madrina d'eccezione, la sexy «Muchacha» Anna Tatangelo, e per la conduzione sul campo di Flora Canto (nella foto a lato), speaker ufficiale della Nic e ragazza parecchio sveglia. 
Sugli spalti anche Zucchero Sugar Fornaciari, interessato soprattutto al gioco di suo figlio Blue, 16 anni.
Nelle due formazioni c'era di tutto, anche calciatori e cantanti poco noti, da un singolo e via, ma i nomi sui quali si concentrava l'attenzione delle fans - tra cori e striscioni - erano quelli di Marco Carta e Valerio Scanu, che vedete in queste foto nel backstage. Scanu in mattinata, sul molo di Forte dei Marmi, ha vinto anche la gara di pesca. Il Presidente degli azzurri, Luca Barbarossa, è arrivato invece allo stadio in bicicletta, per mantenere l'allenamento.






martedì 5 agosto 2014

GIANNINI A «BALLARO'» AL POSTO DI FLORIS * QUANT'È FIGO IL MUTO DI PORTICI

Dunque (salvo improbabili intoppi dell'ultim'ora) Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, da settembre prenderà il posto di Giovanni Floris alla conduzione di «Ballarò», nei martedì sera di Raitre. Floris, com'è noto, dopo i recenti screzi con Matteo Renzi, se ne va nella già folta pattuglia giornalistica di La7 a tentare una nuova avventura, come dicono quelli che parlano bene. Lascerà il quotidiano approfittando di un anno di aspettativa, poi si vedrà.
Giannini scrive egregiamente, ma la tv non è il suo mestiere. Non so se lo imparerà, ma attualmente di certo non lo è. Al bravo ragazzo Floris, un po' primo della classe ma capace anche di creare empatia (butta un po' di ironia qua e là, e la risata d'ordinanza nei siparietti con Maurizio Crozza), si contrapporrà un gatto di marmo aggrappato agli zebedei dell'etere. Uno che in un talk ci sta bene come la Muta (anzi, il muto) di Portici. 
Niente contro Giannini, sia chiaro, che ha dalla sua anche un po' di figaggine in più, che non guasta e piace al pubblico femminile. Ma anche Alessio Vinci a «Matrix» alla fine non ha fatto gridare al miracolo. Inoltre, non vorrei che la proverbiale lentezza espositiva del Giannini (magari fosse Giancarlo), unita a quella verve da tumulazione incombente e a quel volto mono espressivo, nuocessero al programma. Comprendo le ragioni politiche che stanno dietro questa scelta, ma temo che possa nuocere agli ascolti di una rete che era stata capace di costruire molto negli ultimi anni diventando leader in quella serata. Certo, se invece volevano un becchino per «Ballarò», probabilmente Massimino è quello giusto.

lunedì 4 agosto 2014

GOSSIP * MARCO RIGONI SI RITIRA: DAL NOVARA AI TATUAGGI DI FORMENTERA

Il 15 luglio 2014 Marco Rigoni, ex centrocampista del Novara, ha deciso di ritirarsi. E per farlo si è preso una pausa di riflessione a Formentera, tra i lettini della spiaggia di Es Pujols, dove l'abbiamo intercettato apparentemente solo soletto. 
Fisicato, un pavè di tatuaggi che manco Dj Francesco e un velo di tristezza sul volto per il calciatore nato a padova il 5 gennaio 1980, con trascorsi anche nelle giovanili della Juventus (e una sola partita giocata anche in prima squadra bianconera).
Adesso avrà più tempo per il sole sull'isola delle Baleari. A patto che si trovi una Velina d'ordinanza.

sabato 2 agosto 2014

COPIA E INCOLLA * LA CATENA DI SANT'ANTONIO DI FACEBOOK (MA IN FRANCESE)

Un servizio di pubblica utilità. La classica catena di Sant'Antonio di Facebook, ma stavolta in perfetto francese. La potremmo ribattezzare «Chaine de Saint Antoine». Eccola per voi, da copiare e incollare:

A tous mes amis, proches ou loin: Un des messages les plus sérieux que j'aurai posté. Tout le monde peut avoir des moments difficiles à un moment donné. La vie n'est pas facile. Juste une pensée qui peut vous faire méditer ... saviez-vous que les gens les plus forts sont généralement les plus sensibles? Saviez-vous que les personnes qui présentent le plus de bonté sont les premiéres à être maltraitées? Saviez-vous que ceux qui prennent souvent soin des autres sont généralement ceux qui ont le plus besoin? Connaissez-vous les trois phrases les plus difficiles à dire: "Je t'aime", "je suis désolé" et "j'ai besoin d'aide"? Parfois, quand une personne a l'air heureuse, il faut regarder au-delà de son sourire et voir la douleur qu'elle peut avoir. À tous ceux qui passent peut-être un "mauvais quart d'heure" en ce moment, commençons une "avalanche d'intentions". Nous avons tous besoin d'intentions positives, un jour ou l'autre! Puis-je vous demander, où que vous soyez, de copier et coller ce statut pendant une heure pour montrer votre soutien à tous ceux qui ont des troubles familiaux, des problèmes de santé, des changements au travail, des soucis divers ou tout simplement besoin de savoir que quelqu'un se soucie d'eux. Faites-le pour nous tous, car personne n'est à l'abri.

venerdì 1 agosto 2014

CARRAMBA, CHE FORMENTERA * PARODI, GORI E GIOVALLI (STAVOLTA VESTITI)

Le foto, provenienti dal mio iPhone, parlano.Sull'isola delle Baleari, nel ultra-trendy ristorante Bocasalina di Es Pujols, rifugio di vario vippame, si sono ritrovati qualche notte fa Giorgio Gori, fresco sindaco di Bergamo e tra i più fidati consiglieri di Matteo Renzi; la moglie Cristina Parodi (che tornerà in video su Raiuno con «Così lontani, così vicini», accanto ad Al Bano), l'ex produttore e uomo macchina televisivo della prima Fininvest berlusconiana, Roberto Giovalli, e altre due amiche.


La Parodi ha faticato parecchio a salutarmi (credo che il motivo fosse una battuta su Twitter dopo la gaffe, immagino studiata, del suo abito post elezioni del marito uguale a quello di Michelle Obama, oppure per aver dato spazio in un'intervista a un commento su un suo flop a La7 fatto da Rita Dalla Chiesa, lo scopriremo solo vivendo), mentre Giovalli e Gori sono stati come sempre cordialissimi. Non a caso l'ex direttore di Canale 5 un tempo era noto in azienda con il nomignolo «The Smiling Cobra».
Amici da una vita, il terzetto Gori-Parodi-Giovalli ha rivissuto (con i panni addosso) una magica giornata di qualche anno fa trascorsa sempre a Formentera, ed eternata nell'altro scatto che vedete in questa pagina.

mercoledì 30 luglio 2014

I 40 ANNI DI SELVAGGIA LUCARELLI, LA WONDER WOMAN DI CIVITAVECCHIA

Conosco Selvaggia Lucarelli da quando, nel '32, prima della Seconda Guerra Mondiale, la broccolavo con qualche innocuo sms. Un'ubertosa romana dalla simpatia lieve (al mix aggiungi un po' di timidezza e tante contraddizioni) e dalla voglia di emergere tampinata da un ancora entusiasta giornalista di spettacolo. Da allora non ci siamo mai persi di vista, avendo in comune una visione obiettiva, ironica, a volte un po' stronzetta (ma chi non lo è?), di questo mestiere e della vita.
Lei la minigonna, col tempo, dopo il periodo Max Giusti, per intendersi, l'ha saggiamente abbandonata; io i bermuda, stupidamente, li porto ancora. Da «finto giovane che va in vacanza a Formentera», come direbbe Selvy. Che essendo diventata la vendicatrice del gentil sesso, la Robocop delle single, la Nera Mietitrice del maschio disorientato, la Milf senza macchia e senza paura, non risparmia niente e nessuno. Persino i miei affetti turistici più cari. Ma glielo perdono, perché è un giorno di festa.
Eggià, Selvaggia oggi compie 40 anni e, col tempo e una determinazione che ho riscontrato in pochi altri esseri viventi (tra questi, Barbara D'Urso), è diventata la Wonder Woman di Civitavecchia: sul web è seguita da un esercito di adoranti estimatori e soprattutto scatenate fans che ha tirato su come l'Uomo Delmonte faceva con gli ananas e le banane; con un uso intelligente e strategico dei social, Facebook e Twitter in particolare, che le invidio non poco. Qualcuno è habentes. Altri, letti i commenti ai post, andrebbero fucilati sulla Piazza Rossa come nemici del popolo, ma è giusto così. Nella massa c'è di tutto: il meglio e il peggio. E se volete aggiungo anche che non c'è più la mezza stagione. Et voilà.
Selvaggia è intelligente e brava, a volte sorprendentemente brava. Come nell'elenco «L'amore non mi manca perché...» del suo libro «Che ci importa del mondo». Un volumone divertente: prima parte un po' Sex and the City, chiacchiere taglienti fra amiche su maschi e cerette, seconda parte romanzo rosa. Tutti gli ingredienti per piacere alla legione di fans adoranti con la sua foto sul salvaschermo dell'iPhone. Selvaggia ha una scrittura ficcante e avvolgente. Non le manca la verve e neppure gli spunti. Ovviamente ha anche i suoi difetti, che sono più che altro piccole astuzie, ma non è la sede per parlarne. Non mi va. L'ho già fatto qualche volta con lei. Oggi c'è tempo soltanto per celebrare un'amica e per farle un regalo - sicuramente inatteso - che mi andava di farle da un po'. Mi spiego meglio.
Usciti una sera per una festa a Milano, scherzando, al rientro, la minacciai dicendole: «Non farmi mai incazzare, altrimenti ho già pronta una battuta stroncante sul tuo conto, che ti piallerebbe viva». Spacconavo bonariamente, chiaro. E piallare Selvaggia, per ovvie ragioni, anche di pressione anteriore, non è facile. Lei, ovviamente, non si scompose. Ma rimase molto incuriosita. E in quell'occasione (ma anche una sola volta in seguito) mi chiese di rivelarle quale fosse quella misteriosa battuta.
Eccola: «Selvaggia Lucarelli: blogger, opinionista, conduttrice di programmi, concorrente di reality e tanto altro. Purtroppo verrà ricordata dai posteri soltanto come la nuora di Adriano Pappalardo».
Cattivella, lo so. Forse neanche male, a modo suo.
Se tiro fuori questo cadeau oggi, Selvaggia, allo scoccare dei tuoi 40, non è certo per stronzaggine. È perché col tempo sono felice di dirti che hai buttato giù la barriera dei pregiudizi, l'hai ammazzata con i fatti, questa malignità. E solo i fatti parlano, lo sappiamo entrambi. Con la tigna e la bravura di cui sopra, l'hai sbriciolata. Le parole stanno a zero. Oggi al massimo Adriano Pappalardo potrà gloriarsi di averti avuta per un breve periodo come nuora. E diciamocelo: non è poca cosa poter cantare «Ricominciamo» alla tua tenera età.

venerdì 25 luglio 2014

NEL MAGICO MONDO SKY NON SI AUMENTA IL PREZZO, MA SI «RIDUCE LO SCONTO»

Ci risiamo. Quelli di Sky stanno lavorando per noi. Nella fattispecie per me, con la consueta premura. Ma un consiglio: state preparati perché prima o poi tocca a tutti.
Intanto guardate la foto allegata a questo post e leggete bene il testo sotto riportato, perché si tratta di un frame preso pari pari dal messaggio che ho appena ricevuto nella casella di posta elettronica.
Come già avvenne lo scorso anno (ma allora lo scherzetto senza dolcetto mi fu recapitato dal postino in busta chiusa), i geni del marketing di Mr. Murdoch si scatenano: aumentare il prezzo dell'abbonamento del resto è così volgare... Molto meglio farlo (notare la formula di straordinaria capziosità) «riducendo lo sconto ... di 1,50 euro al mese a partire da settembre».
Il risultato è lo stesso, ma magari - se non leggi bene - manco te ne accorgi. O te ne rendi conto quando è aumentato di parecchio, e il Rid della tua banca grida vendetta. Come se il prezzo attualmente fosse così conveniente, tra parentesi.
Ma che razza di mezzucci sono? Perché un'azienda che si ritiene seria si dovrebbe non dico sputtanare perché la parola non sarebbe in linea con la comunicazione di Sky, ma «ridurre progressivamente il proprio appeal e la propria credibilità sul mercato» con queste trovate da fiera di paese?
Dice: ma hai «aderito anche tu». Non me ne sono mai accorto, e se è così sarà stata una clausola scritta davvero in piccolo. In ogni caso, perché comportarsi così con il rischio - continuo - di perdere clienti? O di vedersi minacciare e prima o poi attuare rescissioni di contratto. Mi piacerebbe che qualcuno di Sky rispondesse a questa domanda. Ma so che non succederà. Per pietà, basta!

SERENA ROSSI * «LAVORO PERCHE' SONO UNA FICTIONARA MALLEABILE»

Nel corso di quest’intervista, fatta nella sua nuova casa romana, la napoletana Serena Rossi trova il tempo di: rispondere a un paio di domande con la cadenza trascinata da cumenda milanese (facendo il verso al nordico interlocutore); ricevere un corriere per un acquisto on-line fatto dal (fortunatissimo) fidanzato; parlare per un po’ con la voce impostata da consumata interprete di prosa, e – soprattutto – darsi della «fictionara». Ovvero attrice abbonata al mondo delle fiction. E in effetti, come darle torto? Ci sono più serie tv nel suo curriculum, che trasgressioni in quello di Madonna. Inizia nel 2003 occupando per sette anni «Un posto al sole», e si fa notare in prima serata nel 2008 con «La vampa d’agosto», episodio cult de «Il commissario Montalbano» replicato di recente col 30% di share. Poi si accaparra, tralasciando molte cose, «Puccini», la prima serie di «Che Dio ci aiuti» (anche qui repliche d’oro), «R.I.S. Roma – Delitti imperfetti»  e «Il clan dei camorristi».

Serena, ho dimenticato qualcosa?
«Per esempio che ho debuttato a teatro, nel 2002, con “Scugnizzi”, di Gino Landi e Claudio Mattone. Però sono una fictionara, e ci sta. Ma attenzione: sto per approdare al cinema, mai affrontato prima».
Perbacco. Quando?
«A ottobre. Sarò coprotagonista di “Song ‘e Napule”, dei Manetti Bros. È la storia di un rigido poliziotto napoletano, anomalo perché odia i napoletani, interpretato da Alessandro Roja. Deve fare un blitz per arrestare un boss della camorra, intrufolandosi nella band del cantante neomelodico Lollo Love, che si esibisce per lui. Io sono la sorella del cantante. Un ruolo che adoro perché è una tipa sguaiata, rumorosa, che sculetta, vistosa…».
A Napoli la chiamereste «vaiassa», credo…
«Bravissimo! Ma come fa a saperlo?».
Ho studiato. Senta, da attrice in forte ascesa, qual è stata la svolta per la sua carriera?
«Senz’altro “La vampa d’agosto” con Zingaretti. Lì mi ha notata molta gente, e da lì sono partite tante cose. Con Luca, che mi vuole bene e che sul set è molto generoso, ci siamo appena ritrovati per girare la fiction “Olivetti”, che vedrete sempre a ottobre, in due puntate su Raiuno».
Lì niente «vaiasse», immagino…
«No, lì sarò una ragazza madre disperata che fa un colloquio per l’assunzione, viene presa in azienda, con gli anni diventa una grafica importante, e ha una storia con un operaio. Sarò anche una contadina calabrese in “Rossella 2” con la Pession. Ma mi devo dare una calmata».
In che senso?
«Sto rifiutando un po’ di cose, ultimamente: cerco il vero salto di qualità. Potrei andare avanti all’infinito a fare ruoli più o meno secondari in altre mille fiction, ma ora mi piacerebbe qualcosa di più».
E la conduzione? Ha fatto solo «Le note degli angeli», nel 2012, con Giletti. Funzionava. Perché si è fermata?
«Non mi hanno proposto altro, ma mi piaceva l’adrenalina della diretta. Se arrivasse un’offerta per affiancare qualcuno con esperienza, forse accetterei».
Ma lei lavora in quanto bella, o in quanto brava?
«Perché sono malleabile. Me lo dicono tutti i registi. Ascolto molto, non rompo le scatole, mi appassiono, mi lascio plasmare, arrivo in orario…».
C’è altro che le succederà in ottobre?
«Sì, però è settembre: esce un mio cd, “Nella casa di Pepe”. 10 brani inediti e una cover di Finardi, anticipati in questi giorni dal singolo e dal video “Nessuno”, scritto da Nino Buonocore. Nasco cantante, e la voglia di tornare a cantare mi è venuta dopo un viaggio a Cuba. Dove c’è la casa di Pepe, appunto».

(LUGLIO 2013)

giovedì 17 luglio 2014

CON AGON CHANNEL IL PROFUGO ALBANESE FARA' IL «GRANDE FRATELLO» DA TIRANA

Nasce Agon Channel, la prima rete italiana (diretta da Alessio Vinci, nella foto) che trasmette dall'Albania. Sono già iniziati i casting di valorosi italiani (si immagina animatori turistici di villaggi in svendita) pronti a trasferisi a Tirana per allietarci con la loro verve.
Certo, aumenteranno le spese di spedizione per materassi, batterie di pentole e pedane vibranti durante le televendite del nuovo Mastrota di turno, ma vuoi mettere le ricadute positive sull'immigrazione e i reality?
Sino a oggi i profughi albanesi, inspiegabilmente attirati dalla nostra programmazione televisiva vecchia come Noè, prendevano la prima carretta del mare per trasferirsi in Italia sognando di entrare nel cast del «Grande Fratello». Adesso potranno mandarli in onda (e non pericolosamente sull'onda) senza farli spostare da lì. Non c'è paragone.

martedì 15 luglio 2014

FORMENTERA * CALCIATORI IN AFFITTO AL «PALACE» A 400 EURO AL GIORNO

Tutto il mondo calciatoriale, se mi si passa l'orrendo termine, di Formentera, ruota attorno a Filippo Inzaghi e al suo appartamento nell'ormai mitico Formentera Palace, strano palazzone tondo con ampie vetrate, costruito nel mezzo di antiche, intoccabili rovine, che si affaccia sulla ricca passeggiata a mare di Es Pujols. Dove c'è Pippo, c'è casa. E ci sono anche un mare di stelle del pallone con relative fidanzate più o meno Veline, comunque bellissime, ḉa va sans dire. Le ragazze a caccia di paparazzi. O viceversa. Gli atleti a caccia di feeling con l'allenatore del Milan, ormai ripartito per il ritiro. Pippo gira per Es Pujols come se fosse il padrone di casa dell'isola delle Baleari colonizzata dagli italiani. Non si nega per le foto ricordo con la gente, cena nei posti più in, e ogni tanto lo trovi in giro immusonito e con gli occhiali a specchio, come capita un po' a tutti.
Di solito pallonari e bellone giocano a racchettoni in spiaggia, come da consumato copione, oppure stanno in vetrina in quei due-tre locali cult, a farsi ammirare dai passanti a caccia di trofei fotografici con lo smartphone. C'è il Rigatoni, un po' pacchiano in tronista style, quest'anno in apparente calo di presenze, il contiguo ristorante Bocasalina, o il più elegante bar Tahiti. Dove ho visto stazionare Alessandro Matri e Federica Nargi con amici. Poco distante, lo Chezz Gerdi, ristorante dove ai primi di luglio si è esibito il rampante chitarrista acustico Jack Savoretti, ammirato da un'estasiata Alba Parietti, che stravede per lui, ma anche da Cristina Parodi in Giorgio Gori, la first lady bergamasca. Li ho incontrati entrambi a cena al Bocasalina con l'amico di sempre Roberto Giovalli, storico producer Mediaset ormai trasferitosi nella Isla e lei - che conosco da anni - ha fatto una fatica infernale a salutarmi. Non ho ancora ben capito il perché. Forse per un tweet ironico sul suo vestito da Michelle Obama. O per avere dato la parola in un'intervista a Rita Dalla Chiesa che accennava a un suo flop televisivo. Mah. Lo scopriremo solo vivendo.
Nelle candide spiagge di Illetes ha scatenato come al solito l'entusiasmo dei fotografi (e anche di questo non si capisce bene il perché) la consolidata coppia Max Biaggi-Eleonora Pedron, ma sono state notate anche le incursioni di Biagio Antonacci & friends. All'inizio della spiaggia di Levante, non molto distante da Sa Roqueta, è spuntata anche la rediviva Federica Moro (già Miss Italia, la ricordate in College?), 49 anni ottimamente portati, con pochissimi tagliandi all'attivo, forse un po' in debito di carboidrati (nonostante faccia cene e colazioni al Canapepa, in zona San Francesc), insieme con quel bel ragazzone del fidanzato Matteo, imprenditore di Lugano. Sempre in tema di "guarda chi si rivede", ecco anche la bionda Imma De Vivo, che con la sorella gemella Eleonora qualche anno fa aveva animato L'Isola dei famosi. A seguire scaldaletti di contorno e intercettazioni. Ora si è tranquillizzata e sta con un industriale dell'acciaio. Un legame che definire proficuo e solido, è poco. Imma e compagno alloggiano in un nuovo palazzo che sta proprio dietro il Formentera Palace, a due passi dal Pineta, la disco che ha ospitato da poco anche Bob Sinclar.
Annusato il business legato ai calciatori, qualche danaroso intraprendente di mia conoscenza ha fatto il colpaccio: comprato per 500 mila euro un appartamento al Palace (due camere da letto, due bagni e un soggiorno-cucina), ora lo affitta nei periodi caldi dell'estate, luglio-agosto, alle stelle della pedata per la bellezza di 400 euro al giorno.
Piccolo inconveniente: essendo nuovo, condizionato alla perfezione, ma fatto praticamente tutto di vetro, dunque trasparente, la temperatura interna è perfetta. Il problema è che se decidi di non vivere al buio totale, il sole che batte tutto il giorno sul parquet di legno scuro lo rende rovente, dunque non affrontabile a piedi scalzi. Persino per un dio del pallone. Servirebbero le scarpette chiodate anche in soggiorno.

lunedì 14 luglio 2014

IBIZA * NEL GRANDE STORE DELLE T-SHIRTS MANCA IL PACHA (PER SCELTA DI MARKETING)

All'aeroporto di Ibiza salta subito all'occhio un dettaglio. Che poi tanto dettaglio non è. Appena entrati nell'area di imbarco al primo piano, quella che ospita i duty free, per intendersi, c'è un grande negozio battezzato Club Ibiza e che contiene t-shirts, cappellini, accessori e merchandising di tutti i maggiori locali dell'isola più popolosa e più nottambula delle Baleari. La sagra del fluo e della maglietta che fa tendenza.
L'elenco fa impressione: si va dal Blue Marlin allo Space, passando per Supermartxé, Matinée Group, Nassau Beach, Ibiza Rocks, Km5, Replay, un gigante come l'Amnesia, F***me I'm Famous!, Dc-10, Privilege, ClubIbra, Music On, Cafè del mar e lo sciccoso Nikki Beach.
L'unico che manca, per scelta, è proprio la discoteca ibizenca per antonomasia: il Pacha. Che ha occupato, ovviamente per distinguersi, come vuole la legge dello spettacolo e fors'anche del mercato, uno store a sé.
D'altra parte, un posto che ospita maestri della console come Aoki o Bob Sinclar, non poteva finire a confondersi con la massa. Che poi tanto massa non è.

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