Recensione completa (review) di Chuwi HeroBook Pro.
Il Chuwi HeroBoook Pro è un computerino cinese che vale quel che costa. Ovvero molto poco. Io l'ho pagato 259,99 euro, ma vedo che su Ebay ora è disponibile a 249,99. E' la versione con schermo da 14 pollici 8 giga di Ram e 256 di hard disk. Molto leggero e all'apparenza anche molto fragile, ha come unico punto di forza il processore Intel. Peccato che all'atto dell'acquisto dichiarino ore e ore di autonomia della batteria. Durata effettiva che nella realtà è di circa ben 2/3 inferiore rispetto al dichiarato; e sto parlando di un consumo normale del device, di una macchina non sotto stress ma in banale video scrittura. C'è poi nel mio caso anche un piccolo/grande bug random: ogni tanto parte inaspettatamente un click del "mouse" che può creare qualche problema. E' un difetto molto casuale, ma come potete facilmente immaginare qualche fastidio lo procura e lo procucurerà sempre nel tempo. Insieme con una durata batteria che è partita già malissimo. Figurarsi in futuro. Un capitolo a parte merita l'incredibile (davvero incredibile e surreale) servizio di assistenza. Ti contattano loro perché ti hanno dato 5 stelle di feedback e vorrebbero che gliele dessi anche tu per ricambiare. Tu spieghi che ciò non può avvenire perché la macchina ha evidenti difetti e/o problemi. La prima soluzione proposta è: mandi il computer al nostro centro di riparazione in Spagna. Tu spieghi che è impossibile perché il laptop ti serve ogni santo giorno per lavoro e che non puoi permetterti di vederlo sparire magari per un mese e passa perché dove ti trovi non ne hai un altro.
La seconda soluzione proposta è: lo porti in un suo negozio di fiducia, lo faccia riparare e le rimborseremo una parte del costo di riparazione (una parte, non l'intero costo, faccio notare, senza specificare la cifra). Spiego che a prescindere anche questa non è una soluzione praticabile perché ancora per qualche mese mi trovo in campagna, non ho un negozio di computer nelle immediate vicinanze, e quand'anche lo trovassi la trafila sarebbe comunque: il piccolo negozio prende il Chuwi e lo manda in un centro (magari lo stesso spagnolo della Chuwi) a far riparare, e la situazione è la precedente sul piano delle tempistiche. Mi offrono prima 10, poi arrivano sino alla bellezza di 20 euro di rimborso (avete letto bene) per compensare il danno patito. Propongo due soluzioni alternative che mi paiono il minimo dell'equità: l'invio gratis di un loro prodotto minore, un piccolo tablet, oppure il rimborso di 86 euro (un terzo di quanto ho pagato il portatile) per compensare il disagio patito e chiudere così la vicenda. Dopo un tira e molla assurdo che dura per settimane (ho tutti i messaggi conservati), né l'una né l'altra soluzione vengono accettate. Insomma, d'accordo non è un Apple né un mezzo di gran marca. D'accordo, avrete anche speso poco. Ma se volete comprare un Chuwi vi consiglio di lasciar perdere. Per non avere a che fare né col computer, né con l'assistenza di Chuwi. La sensazione che se ne ricava è di essere grandemente presi in giro.
Katy Perry, fra i big di Tomorrowland 2020, il più grande evento live di musica elettronica, quest'anno (causa Covid) solo sul web.
Autentica superstar, Katy Perry presenterà a Tomorrowland Around The World uno show mai visto prima. Una delle artiste cha ha venduto più dischi nella storia, proporrà una serie di effetti speciali, eseguendo i suoi più proverbiali successi, molti dei quali sono diventate tra le hit assolute del 21esimo secolo, così come presenterà in anteprima alcune tracce di “Smile”, il suo quinto imminente album, che uscirà il prossimo 14 agosto.
Tomorrowland Around the World e i suoi otto stage proporranno sessanta tra i più importanti artisti elettronici al mondo: grazie a Katy Perry l’elettronica e il pop si uniranno a Tomorrowland Around The World nella maniera più spettacolare possibile. Autentica dominatrice della chart di tutto il mondo, già in passato la cantante americana ha collaborato con alcuni top dj e produttori quali Zedd e Calvin Harris - si pensi a brani quali “I Kissed A Girl,” “Teenage Dream,” “Firework,” “Roar,” “Dark Horse” e tanti altri ancora – così come è stata remixata da indiscussi fuoriclasse quali Tiësto, Oliver Heldens, R3HAB, Kaskade, Tommie Sunshine e Benny Benassi, giusto per citarne alcuni.
Nei suoi 12 anni insieme alla casa discografica Capitol, Katy Perry ha raggiunto la ragguardevole cifra di oltre 40 miliardi di streaming, ha venduto oltre 45 milioni di album e 135 milioni di singoli, è stata la prima al mondo a raggiungere 100 milioni di follower su Twitter, così la sua performance durante il Super Bowl del 2015 è stata la più votata e apprezzata di sempre. Katy Perry è stata anche la prima artista ad avere 4 video in grado di totalizzare oltre 1 miliardo di visualizzazioni ciascuno; più di un miliardo di views per i video di “Firework” and “Last Friday Night”, più di due per “Dark Horse”, oltre tre per “Roar”.
Katy Perry: “Ho sempre voluto essere parte di Tomorrowland, ne ho sempre seguito le sue fantastiche evoluzioni e innovazioni tecnologiche che hanno sempre caratterizzato questo festival. Sono così felice di partecipare a Tomorrowland Around The World, spero che la mia esibizione possa portare un sorriso a tutti quanti”. E proprio oggi Katy Perry ha annunciato a tutto il mondo la sua performance a Tomorrowland Around The World con una videochiamata a Martin Garrix. Il video in questo link.
Ma non è finita: Tijs Verwest, meglio conosciuto come Tiësto, farà il suo debutto a Tomorrowland Around the World; sull’iconico Freedom Stage svelerà il suo nuovo progetto melodic house. “Il genere musicale di VER:WEST? Melodic house. Molto più deep e chill, molto differente dalla consueta carica di energia tipica di Tiësto. Quale miglior opportunità di Tomorrowland per esprimere qualcosa di totalmente inedito, che non ho mai fatto sinora, in un contento diverso, molto valido, al quale so che tutti stanno lavorando per realizzare qualcosa mai visto prima? Aspettatevi quello che non vi aspettereste mai, sarà fantastico!”. Parole di VER:WEST.
Tomorrowland Around the World, the digital festival • Sabato 25 e Domenica 26 luglio 2020 • Dalle 16 all’1 di notte (CEST) • I partecipanti al festival potranno navigare facilmente in Pāpiliōnem senza PC, laptop, smartphone o tablet e senza visori ed esplorare tutto il festival, tutti i suoi stage, interagendo con i propri amici • Time-zone-friendly’ per il pubblico dell’Asia e del Nord e del Sud America • Aperto al pubblico di ogni età e di ogni luogo • Accesso esclusivamente attraverso il sito tomorrowland.com • Il biglietto giornaliero costa €12.50 • Il biglietto per il week-end €20.00 e include una settimana supplementare di contenuti video on-demand per rivivere appieno l’esperienza • Disponibili pacchetti speciali denominati People of Tomorrow packages e Home Party packages.
Ver-West, ovvero Tiesto: fra i big ospiti di Tomorrowland 2020.
Anna Valle e Giuseppe Zeno sul set della nuova fiction "Luce dei tuoi occhi".
Per Banijay Studios Italy, società di produzione guidata dal presidente e CEO Paolo Bassetti e dall'Head of Drama Massimo Del Frate, al via le riprese della nuova serie televisiva “Luce dei tuoi occhi” (titolo internazionale “My Ballerina”) per Mediaset. Si tratta di un thriller melò ambientato a Vicenza in un’affascinante accademia di danza. La protagonista della serie è Anna Valle nel ruolo di Emma Conti, una donna ambiziosa e coraggiosa convinta che la figlia, creduta morta, sia viva e sia una delle allieve dell'Accademia di danza dove lei, ora famosa star internazionale, mosse i primi passi. Emma Conti troverà un nuovo amore in Enrico insegnante del locale liceo interpretato da Giuseppe Zeno protagonista maschile della serie tv.
“Luce dei tuoi occhi” è tra le prime serie TV ad essere girate in Italia dopo l'allentarsi delle misure di contenimento causate dalla pandemia: i set sono attualmente in corso a Roma - dal 6 luglio, e poi, a Vicenza - secondo i nuovi protocolli di sicurezza Covid19. Massimo Del Frate, Head of Drama, Banijay Studios Italy commenta: “Al centro di Luce Dei Tuoi Occhi c'è un oscuro segreto. La storia si dipana, fra melò e thriller, sullo splendido sfondo delle architetture palladiane di Vicenza, uno scenario ricco di cultura, al centro del quale c'è la danza, ma ci sono anche orribili menzogne. Anna Valle e Giuseppe Zeno interpretano due personaggi accattivanti, protagonisti di una storia dai toni molto contemporanei, dal fascino universale e rivolta a pubblici di tutte le età”. "Luce Dei Tuoi Occhi” sarà prodotta da Massimo Del Frate per Banijay Studios Italy. Soggetto e sceneggiatura di Eleonora Fiorini e Davide Sala. Fabrizio Costa è il regista della serie. I diritti per “Luce dei tuoi occhi” per Italia e Spagna sono di Mediaset, mentre tutti gli altri diritti internazionali sono di Banijay Rights.
Comprendo la necessità impellente, quasi fisiologica (nel senso più biologico del termine) di dover per forza dire qualcosa contro, ma le opposizioni che trattano l'ipotesi di prorogare lo stato di emergenza sino al 31 dicembre (ora si parla di 31 ottobre) come se fosse la trama di "The Purge, il giorno del giudizio", fa molto, molto ridere. Sto rivalutando Silvio Berlusconi, ed è tutto dire. Se non altro mi pare abbia la percezione che se non c'è niente da dire o a cui opporsi, è meglio tacere o tenere un profilo basso che fare figuracce. Percezione che Matteo Salvini sicuramente non ha, per la sua stessa natura di cazzaro (che simula serietà), ma a volte la perde persino Giorgia Meloni, che è più quadrata.
Lo stato di emergenza, dal punto di vista burocratico, è solo uno strumento (peraltro modificabile o interrompibile anche sul momento) che rende veloci e flessibili eventuali interventi per prevenire la temuta seconda ondata della pandemia in autunno. Se poi non ci sarà, tanto di di guadagnato. Si leva lo stato di emergenza. Stanno cercando di farlo passare come una specie di regime militare, una sorta di minaccia alla Costituzione. E riescono a dirlo senza che gli scappi clamorosamente da ridere.
La cantante e conduttrice televisiva Iva Zanicchi, nota come "L'Aquila di Ligonchio".
È stata il prezzemolo della scorsa stagione televisiva, Iva Zanicchi. L’ingrediente non segreto usato in dosi massicce per insaporire tanti programmi di casa Mediaset. Come andrà quest’anno? L’abbiamo chiesto alla diretta interessata. Iva, dove la rivedremo in tv? «In parecchi posti, a dire il vero. Ho appena raggiunto un nuovo accordo a Cologno Monzese, quindi graviterò ancora da quelle parti». Novità? «Anzitutto Piero Chiambretti, che riparte a fine ottobre con “La repubblica delle donne”. Lui ha idee da sottopormi, io ne ho da sottoporre a lui. Dovremmo accordarci per una presenza fissa».
E la prima serata di Michelle Hunziker? «Tornerò anche a “All together now”, ma per tutte e sei le puntate, non una sola. E poi sarò ancora opinionista nella nuova edizione del “Grande Fratello” insieme con Cristiano Malgioglio». Squadra che vince non si cambia. «Esatto, e poi Barbara D’Urso è una tipa solida, lungimirante. Intanto coltivo un progettino nuovo mica male».
Non ci lasci sulle spine. «Si parla di uno speciale di un paio di puntate, magari sotto Natale, tra la biografia e il concerto, dedicato alla mia carriera. L’hanno fatto tutti, da Al Bano a Massimo Ranieri, tranna la sottoscritta. Ora o mai più, mi sono detta». Già, «Ora o mai più» con Amadeus su Raiuno. Stare in quella giuria sarebbe stato perfetto per lei. Perché non è andata: troppi galli (o galline) nello stesso pollaio? «Mannò, sono legata a Mediaset. Ci ho lavorato per 14 anni ai tempi di “Ok, il prezzo è giusto”. La proposta era buona. Mi sono fermata qui».
«Il prossimo anno ne compio 40, e mi piacerebbe farli col botto. Da quando mi sono separata vivo a Roma con mio figlio in zona Monteverde, in una casa che ho arredato di sana pianta in una mattina, facendo un giro all’Ikea. Sono state le nozze con me stessa. L’unico inconveniente è che stiamo sopra la ferrovia e ogni otto minuti passa un treno. Mio figlio Pierluigi è entusiasta, io un po’ meno». Valeria Graci, milanese, attrice brillante, peperina televisiva di «Io e te», il pomeridiano di Raiuno che quest’estate ha condotto insieme con Pierluigi Diaco e Sandra Milo, del suo privato non parla mai volentieri. Tranne oggi.
Valeria, facciamo chiarezza: è fidanzata o no? «La mia storia precedente è finita ormai da due anni, col mio ex stiamo impostando un rapporto sereno, anche se ho imparato che queste cose non sono mai semplici. E proprio quando non ci speravo più, ecco che mi sono innamorata. A quanto pare corrisposta».
Di qualcuno che lavora nello spettacolo, naturalmente. «Assolutamente no. Ma non dico di più per riservatezza. E anche perché ora mi voglio giocare mediaticamente tutta la storia stile Pamela Prati-Mark Caltagirone: dirò che è un costruttore che vive in Libia, eccetera…». Su, sia seria. «Giuro, è una cosa recentissima. E lo dico a voi per la prima volta. Pensi che la Milo si era offerta di trovarmi il fidanzato, ma a quanto pare per fortuna sono arrivata prima io, altrimenti non so che cosa sarebbe potuto capitare».
Quest’estate è finita su siti e giornali descritta come una che non arriva a fine mese. Che cosa è successo? «Succede che in Italia ormai basta aprire un account su un social e avere la connessione internet per dirsi giornalisti. Ho detto in un’intervista: “Sono una madre single che cresce un figlio e che non ha nessuno che la mantiene”. Bene, c’è chi ha preso questa frase, deformandola, per farmi dire che ero sul lastrico. E altri hanno ripreso la cosa. Incoscienti. A volte viene tanta voglia di querelare. Comunque rassicuro il mio padrone di casa: lavoro e continuerò a pagare l’affitto». Dal 14 settembre «Io e te» diventa un appuntamento settimanale. «Sì, è andato benissimo e ci hanno confermati per l’inverno: ogni sabato verso mezzanotte, sempre su Raiuno. Stessa formula, stesso cast. Ci saranno forse più puntate monografiche, nuovi ospiti, e potremo affrontare argomenti più hot che al pomeriggio non puoi toccare».
E poi ci sono le sue maschere a «Striscia la notizia». «Dovrebbe ripartire dal 23 settembre, ma lì siamo nelle mani della Divina Provvidenza, nella fattispecie Antonio Ricci. Mi affido a lui completamente. Visto che è di grande attualità, penso che tornerò con il fratello di Di Maio». Quali sono le tre caratterizzazioni alle quali è più affezionata? «Anzitutto Michelle Bonev. Piacque molto a pubblico e critica, ma non la posso più fare perché mi ha diffidata chiedendo un milione di euro. Poi la Panicucci, perché oltre a non avermi mai calcolata faceva rimuovere dai suoi social i commenti di chi diceva: “Che simpatica la Graci che ti imita!”. Chi ti osteggia dà sempre più soddisfazione. Per il motivo opposto ora mi diverto meno a fare la D’Urso: ormai è una mia complice, mi adora e mi ha dato sempre un sacco di spazio. E infine la maialina Peppa Pig, che mi ha fatta conoscere».
Un giudizio obiettivo sulla sua carriera, fotografata a oggi. «All’inizio fui penalizzata dalla gestione artistica e dal non avere avuto raccomandazioni. Ma per fortuna ho sempre lavorato, a differenza di tante colleghe, da quando avevo 17 anni. Col duo Katia e Valeria ci fu la svolta. Oggi mi do da fare, vedo gente e faccio cose in attesa del famoso botto». Che per lei significa? «Mi realizzerei moltissimo con il cinema e un ruolo serio o brillante in una bella fiction o serie tv». Dispiaciuta di non avere avuto raccomandazioni? «Mannò, è una carriera senza filtri che distorcono, la mia. Ma una raccomandazione non è solo letto, divano o scrivania in cambio di… Può essere semplicemente un addetto ai lavori che ti conosce e ti segnala perché sei brava. Certo se mi conosce e poi segnala Geppi Cucciari, mi girano! Scherzo eh, sia chiaro».
Da sinistra, Loredana Lecciso, Al Bano e Romina Power.
Da Tokyo, dove si è insediato un paio di giorni prima dei due concerti che ha tenuto il 23 e 25 agosto (su invito di Vladimir Putin, l’amico Presidente russo) all’avvio dei Campionati mondiali di Judo, Al Bano Carrisi discetta di tv. Un mezzo espressivo che ha sempre frequentato tangenzialmente, con la voglia di raccontare più che altro se stesso e la sua famiglia. In primis papà Carmelo e mamma Jolanda («La vera donna della mia vita», come ebbe a dire), i numi tutelari di Cellino San Marco.
Al Bano, sappiamo che c’è un docu-film che la riguarda in arrivo. Sarà nel solco di quelli passati? «No, ci sono dei distinguo: andrà in onda su Canale 5, non so ancora quando, e si intitolerà “La mia vita”. Stavolta voglio raccontare, con un taglio biografico, gli ultimi cinque anni della mia carriera».
Si è parlato anche della fiction che girerà con Lino Banfi. Il suo collega ha dichiarato che saranno quattro episodi: lui nei panni di un frate cappuccino, lei di un mafioso pentito. Si gira dall’autunno. «In realtà è probabile che il lavoro sul set slitti a marzo-aprile 2020. Stanno ancora finendo di scriverla. Ci sono stati un paio di fruttuosi, entusiastici incontri fra me, Lino e la produzione. L’idea mi è piaciuta ed è più probabile che alla fine approdi in Rai. Di più non posso dire, perché i ladri di idee sono sempre in agguato». Sempre a proposito di tv, sembra che Romina questa stagione affiancherà stabilmente Mara Venier a «Domenica in»… «Romina chi? Mia figlia, o l’ex signora Carrisi?». Romina Power. «Davvero? Giuro che non ne so niente. D’altra parte, finché c’è lavoro c’è speranza. Se poi porta anche belle sensazioni, ancora meglio».
Si è parlato anche di Loredana Lecciso fra i possibili concorrenti del «Grande Fratello Vip». «Se si parla con me, bisogna chiedermi di me, perché di altre persone non so. Magari non me lo dicono neppure. Ma ripeto: dove c’è lavoro, c’è speranza e magari anche altre gratificazioni». Dopo Tokyo, che cosa l’aspetta nel carnet dei concerti in giro per il mondo? «In programma ho, fra le altre cose: Australia, Cina, Canada e Uzbekistan. Alcuni spettacoli da solo, altri insieme con Romina».
Nuovi dischi in arrivo? «Ho inciso 500 canzoni in una carriera. Su questo fronte, al momento, ho deciso di prendermi una pausa». Ho parlato con un’edicolante, che mi ha detto: «L’altro giorno è entrata una signora che voleva un settimanale. Le ho chiesto: sì, ma quale? Risposta: non importa, basta che in copertina ci sia Al Bano». Non le fa effetto? Non sente un po’ di responsabilità? «Sì, è pazzesco, ma guardi che questa cosa non l’ho mai cercata io. Per questo in passato ho anche criticato il gossip. Uscire sui giornali per me in certi momenti è importante, se non fondamentale. Artisticamente. Non mi piace però quando vengo tirato dentro per i capelli in modo forzato».
Ecco la versione sintetica del decalogo stilato dagli «Angeli della spiaggia» di Rimini con i consigli da far leggere a mamma e papà per non perdere i propri i figli in un enorme stabilimento balneare (ma anche tra la folla), o per ritrovarli più facilmente. Li hanno ribattezzati «Mamma, ho perso la mamma!».
1 Dotare il bimbo di un braccialettonel quale sia indicato il numero del bagno e/o il numero di cellulare di un genitore.
2 Spiegargli bene (se più grandicello) che se ci si allontana bisogna sempre chiedere l’autorizzazione a mamma o papà.
3 Indicargli bene i punti di riferimento (ombrellone, chiosco bar, ecc.) per far ritorno alla base qualora si perda. Meglio ancora se impara a memoria il vostro numero di cellulare.
4 Spiegargli che per qualsiasi problema in assenza dei genitori deverivolgersi al bagnino.
5 Se non trova un bagnino rivolgersi a mamme con bambini per chiedere aiuto. Lo porteranno sicuramente al responsabile dello stabilimento.
6 Insegnargli che nel caso si smarrisse non deve mai andare in direzione del mare, ma verso la più sicura spiaggia.
7 Usare un punto di riferimento per darsi appuntamento in caso si perdesse all’interno della stessa spiaggia.
8 Se non potete tenere d’occhio costantemente il bimbo, evitate se possibile di frequentare la spiaggia nelle ore di maggiore affollamento.
9 Insegnare ai bambini a chiedere aiuto se sono in difficoltà, gridando più rumorosamente possibile.
10 Scattare una foto al bambino prima di arrivare in un luogo affollato. Sarà più facile ricordare com’era vestito e riuscire a ritrovarlo. Lo smartphone in questo caso è utilissimo.
Al Bano e Romina Power divisi da Rai1: per Padre Pio lui non ci sarà.
Sabato 11 luglio in prima serata, ore 21.05, su Rai1 andrà in onda Una Voce per Padre Pio. Alla conduzione ci sarà Flavio Insinna affiancato da Nino Frassica e Nathalie Guetta. Questa sarà un’edizione speciale per il programma nato da un’idea di Enzo Palumbo, che compie 21 anni di televisione e racconta storie umane, esperienze di devozione e di fede che rimandano all’insegnamento di Padre Pio: dare sollievo alla sofferenza umana. Sarà una 21a edizione molto particolare perché ai tempi del coronavirus, nel rispetto delle necessarie misure restrittive attualmente in vigore, Una Voce per Padre Pio sarà ambientato per la prima volta nella sua storia in uno studio televisivo, e non a Pietrelcina (BN), borgo natio del Frate set suggestivo e ambientazione abituale del programma.
L’edizione 2020 di Una Voce per Padre Pio riunirà i grandi nomi del mondo della musica e dello spettacolo: Alessio Boni; Red Canzian; Gabriele Cirilli; Tosca D’Aquino; Fausto Leali; Rocio Morales Munoz; Romina Power; Ron; Andrea Sannino; Alberto Urso e un immancabile coro di voci bianche. Davvero singolare la presenza di Romina da sola, senza Al Bano. Anche la signora Power si concede ospitate ma senza l'ex marito.
La cosa è resa più singolare dal fatto che al pianoforte ci sarà il Maestro Alterisio Paoletti, che da anni segue Mister Carrisi in tutte le sue esibizioni. Una Voce per Padre Pio è soprattutto solidarietà, quest’anno più che mai. Al programma è come sempre abbinata una campagna di raccolta fondi, sostenuta da Responsabilità Sociale Rai, a supporto dei progetti dell’Associazione “Una Voce Per Padre Pio Onlus”. Componendo il numero di sms solidale 45531 si potrà sostenere UNA VOCE PER PADRE PIO ONLUS donando 2 euro con un sms da cellulare Wind3, Tim, Vodafone, Iliad, Postemobile, Coopvoce e Tiscali oppure 5 euro con una chiamata da Rete Fissa, Twt, Convergenze e Postemobile e, infine, da 5 a 10 euro da rete fissa Tim, Vodafone, Wind3, Fastweb, Tiscali.
Introdotto da un servizio di Greta Pierotti verrà testimoniato che Una Voce per Padre Pio Onlus sostiene PROGETTO ITALIA per dare continuità al programma AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, in aiuto ai quartieri di Napoli Ponticelli-Barra e San Giovanni e alla città di Pompei, con la collaborazione di Don Giovanni Russo Cappellano del Carcere di Secondigliano e Parroco della cittadina campana; FRATELLO STUDIO E SORELLA SCUOLA per la scuola De Filippo a Napoli. E, inoltre, Una Voce per Padre Pio Onlus promuove e supporta da anni OBIETTIVO AFRICA che nello specifico ha come “mission” la MAISON PADRE PIO: una casa famiglia residenziale che accoglie 28 minori; LES ANGES DE PADRE PIO: un orfanotrofio residenziale che ospita 33 bambini, con una capienza massima di 70 minori; LES ANGES DE PADRE PIO II: casa residenziale che accoglie 40 persone Diversamente abili; AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA AFRICA: estensione del progetto italiano in Costa D’Avorio. Una Voce per Padre Pio è un programma di Ermanno La Bianca, scritto con Nicoletta Berardi, Achille Corea, Gianluca Guida e Francesco Milazzo. La regia è di Roberto Croce.
Sulla riviera romagnola, a Rimini, c'è "Radio spiaggia" che ritrova i bambini smarriti.
Per ritrovare il tuo frugoletto che si è perso sulla battiglia impiegano in genere dai due ai 20 minuti. Col nonno (sì, a volte sparisce anche lui) può servire un po’ di pazienza in più, ma il risultato è garantito. Dal 1946. Ovvero quando nacque la Publiphono di Rimini; agenzia pubblicitaria un po’ sui generis che qualcuno chiama impropriamente «Radio spiaggia». Il cuore di tutto sono 143 altoparlanti disseminati su 15 chilometri di litorale, da Torre Pedrera a Miramare, e due trasmissioni da 40 minuti al giorno, alle 11 di mattina e alle 17. Pubblicità, info di servizio su meteo e appuntamenti serali, bandiere rosse o bianche da issare o ammainare, un po’ di intrattenimento puro per «rinfrescare» gli animi, e il servizio «Bambini smarriti». Che ovviamente all’occorrenza continua al di là degli spazi canonici, ininterrottamente, dalle 9 alle 19.
Gli «Angeli della spiaggia», come li hanno ribattezzati, sono quattro: il dj Gilberto «Gibo» Gattei, 63 anni, presenza fissa anche a Radio San Marino, si occupa dell’animazione. Poi c’è la voce calda della riminese Betty Miranda, la veterana, 60 primavere, memoria storica del gruppo; un’altra uscita e poi rientrata è Giovanna Giulioni, 52 anni, che coordina il tutto; e per finire Liljana Visinska, 38, originaria dell’ex Jugoslavia, «tre lauree, 11 lingue parlate». Lo rivendica con orgoglio il vulcanico boss, Ugo De Donato, 73 anni, titolare dell’agenzia fondata dal padre Renato nel dopoguerra. Insieme con il musicologo Glauco Cosmi e un Sergio Zavoli ai suoi inizi giornalistici. Da allora i tempi sono cambiati, e anche la Romagna: passati gli anni del boom, ora si fanno i conti con un turismo più contenuto numericamente (l’alta stagione si è accorciata) e solo il 50% degli hotel è rimasto in mano ai riminesi. Il resto dei proprietari sono stranieri, molti dei quali russi.
Il servizio di Publiphono, che ha un che di retrò, a quanto pare piace ancora alla maggioranza silenziosa, ma alcuni sui social sbottano: «Basta, che strazio!», «Dobbiamo subire inermi la pubblicità senza poter fare niente». Siamo quotidianamente sommersi dallo spam sul web e via mail; per poter ascoltare qualche canzone gratis su Spotify partono spot a raffica, ma la vecchia reclame dagli altorlanti in spiaggia fa innervosire qualcuno. «Queste lamentele, per fortuna ridotte, sono qualcosa che francamente non capisco» commenta Leonardo Militi, giornalista che collabora con l’agenzia: «Pur essendo appetibili per gli inserzionisti, il volume dei nostri due programmi è qualcosa che va poco oltre il normale vociare da spiaggia. E forniamo quotidiamente un servizio importante, che altrimenti dovrebbe essere gestito dal comune, ritrovando in media 1.000 persone in ogni stagione, soprattutto bambini ma anche anziani. E dal 2019 finalmente anche i pets, gli animali domestici, sempre più presenti». Gli fa eco De Donato: «Durante l’alta stagione raggiungiamo potenzialmente anche 600 mila persone al giorno sul litorale. Abbiamo una concessione, paghiamo le tasse, e siamo in costante sinergia con le istituzioni».
Ma come fuziona questa mini «Chi l’ha visto?» dell’infante? «Anzitutto, per ragioni di privacy» dice Miranda «possiamo occuparci solo di bambini sino a 14 anni e di adulti oltre i 60. Agli altri, salvo alcuni con problemi di salute, devono pensare le autorità». Il problema nacque, pare, qualche anno fa, quando un marito fece un disperato appello per ritrovare la moglie e lei si presentò con l’amante. Scoppiò un putiferio. Poi a volte la mania del politicamente corretto ci mette lo zampino: se si è smarrito un bimbo di colore, per esempio, è vietato dirlo durante l’appello. Anche se sarebbe un tratto fisico evidente molto utile per velocizzare il suo ritrovamento. Si dice invece solo il suo nome. «O il colore del costumino» precisa Giovanna Giulioni «sempre che mamma e papà lo ricordino. Perché accade molto spesso che i genitori dimentichino com’erano vestiti i piccoli, e noi per la descrizione possiamo aggrapparci a pochissimi particolari».
Se state pensando: tutto ciò è una pacchia per scherzi e buontemponi, avete ragione ma solo in piccola parte. «Questo problema l’abbiamo risolto non ricevendo ormai quasi più le telefonate direttamente» prosegue Giulioni «e ancorandoci alle nostre figure di riferimento: bagnini, mosconieri, operatori della spiaggia. Se si ritrova un bambino o si vuole denunciarne lo smarrimento si va fisicamente anzitutto dal bagnino, che con qualche domanda e semplici trucchetti d’esperienza è in grado di smascherare potenziali goliardi. Sarà poi lui a chiamare noi, e noi faremo partire gli appelli dai nostri microfoni, che nel nostro studio principale sono di tre colori diversi, per arrivare in modo chirurgico nelle tre zone in cui è suddivisa la lunga spiaggia. È inutile allarmare tutti per un problema limitato».
Tranquilli. Si ritrovano sempre tutti, bambini e anziani, magari con qualche problema o vittime del classico colpo di sole. Il guaio è che fanno un sacco di strada. «Una signora partita dal bagno 2 ce la siamo ritrovata qualche stagione fa al 134» conclude Betty Miranda. «Sono sei chilometri e mezzo, mica bruscolini. E un bimbo piccolissimo l’altro giorno dal 98 è arrivato al 93. Una ragazza anni fa inscenò la sua scomparsa solo per sentire l’annuncio col suo nome. Ma una cosa curiosa - se posso permettermi - è successa di recente: erano spariti insieme, caso strano, nonna russa e nipotino. Cerca che ti ricerca, verso sera scopriamo che erano tranquilli in albergo: nonna aveva portato via il bambino notando che mamma si era appartata con un amico dietro a un pedalò. E non stavano solo chiacchierando».
Dal 20 al 31 luglio Rai5 festeggia la grande Franca Valeri, che compie il secolo di vita, con un ciclo di appuntamenti pomeridiani e un documentario inedito che chiuderà l’omaggio venerdì 31 luglio in prima serata, nel giorno del compleanno. L’omaggio all’attrice partirà lunedì 20 luglio con una serie di appuntamenti pomeridiani, in onda dal lunedì al venerdì alle 15.45, che proporranno pezzi del suo repertorio: dal varietà del 1959 “Le divine”, che fra sketch e gag ironizzava sulle vedette di inizio Novecento, al ciclo di originali televisivi del 1970 “Le donne balorde”, dallo sceneggiato del 1974 “Sì, vendetta…” che affrontava i grandi cambiamenti di costume degli anni Settanta a classici del teatro interpretati da Franca Valeri come “L’idillio villereccio” di George Bernard Shaw, “La cantatrice calva” di Ionesco, “Felicita Colombo” di Giuseppe Adami.
Nell’appuntamento in onda lunedì 20 luglio l’omaggio si aprirà con le prime due puntate del varietà “Le divine”. Con la regia di Mario Ferrero, il programma aveva come protagonisti principali Franca Valeri e Vittorio Caprioli, con la partecipazione, fra gli altri, di Monica Vitti. L’omaggio all’attrice si chiuderà nel giorno del compleanno, venerdì 31 luglio, con una serata che Rai5 dedicherà all’attrice: apre la serata, alle 21.15, il documentario di Francesco D’Arma e Barbara Pozzoni prodotto da Rai Cultura “In scena Franca Valeri”, che restituisce un ritratto inedito della Valeri passando attraverso sessant’anni di interviste rilasciate dall’attrice alla Rai, testimonianze degli artisti amici di tutta una vita e un repertorio vastissimo ed esclusivo che si intreccia in un montaggio creativo ed originale con le parole dei protagonisti.
Fabrizia Pecunia, sindaco di Riomaggiore, nelle Cinque Terre.
Travolta da un insolito flusso turistico nell’azzurro mare di luglio. Tocca parafrase un leggendario titolo di Lina Wertmuller per raccontare la storia di Fabrizia Pecunia, 46 anni, indomito sindaco di Riomaggiore, una delle Cinque Terre. Le altre sono Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso. Questo paradiso di sole, salsedine e case dai colori pastello a Est della Liguria, è congestionato dai villeggianti mordi e fuggi, e Pecunia, bella e combattiva almeno quanto Mariangela Melato nel film con Giannini, ha fatto il grande passo. Un’ordinanza di protezione civile con «allerta folla» con la quale di fatto limitava l’accesso al territorio. Accompagnata da parole forti: «Da domani non farò più scendere dai treni le persone, le farò bloccare in stazione, non entreranno in paese». Dottoressa Pecunia, chiariamo subito: sindaco o sindaca? «È uguale, sono una contabile, già commercialista e revisore dei conti: bado solo alla concretezza».
Qual è a oggi la situazione a Riomaggiore e Manarola, l’altra località che è sotto il suo controllo? «I treni circolano e i turisti scendono regolarmente. Trenitalia, che avevo segnalato anche a prefetto e Procura, ha fatto ricorso al Tar contro la nostra ordinanza. Il Tar l’ha annullata, ma solo perché non definiva in modo ancora più chiaro gli interventi da fare». Quindi? «La rifaremo più dettagliata. Intanto è stato stabilito che ci sono esigenze di sicurezza che vengono prima di quelle turistiche. Bisogna pianificare le azioni da fare, e quel che auspico è una collaborazione con Trenitalia, che sinora non c’è stata».
Siete davvero così nei guai? «L’emergenza vera è per 10-15 giorni l’anno: 25 aprile, 1° maggio, Pasqua, i ponti primaverili… Ora vedremo Ferragosto. Ma c’è stata un’impennata di turismo, anche crocieristico: ci sono giorni in cui nella vicina La Spezia sbarcano 14 mila persone». Perché questo boom? «Tanti fattori, compreso Instagram. Molti nel mondo vedono la classica foto delle case colorate a picco sul mare, e vengono qui per farsi il selfie. Siamo entrati, insieme con Roma, Venezia e Firenze nel giro dei luoghi assolutamente da vedere in Italia».
È vero che avete in media 92 turisti al giorno per ciascun residente? «Sì, e Monterosso 129. A Riomaggiore ci sono 1.500 abitanti e 1.900 posti letto. Con 3-3.5 milioni di presenze l’anno. La gente del posto preferisce ormai vivere altrove e affittare casa qui. E questi luoghi vanno preservati: sono e devono restare vivi. A Manarola siamo passati da 740 mila turisti nel 2014 a un milione e 400 mila nel 2017». Quindi scatta il: no, grazie. Ma scusi, visto che secondo i latini «Pecunia non olet» (Il denaro non puzza) - citazione che le avranno già fatto milioni di volte – che cosa ne pensano ristoratori ed esercenti di questa voglia birichina di tenere lontana la gente? «Siamo assolutamente pro turismo. Ma per le Cinque terre ci vogliono una strategia e un coordinamento globali, se occorre regionali o governativi, per non collassare. E poi guardi: io d’inverno fatico a far tenere aperti i negozi. E quando aprono, non c’è esercizio che non sia sempre, totalmente sold out. Non abbiamo mai avuto la ricettività. I turisti passano, prendono acqua, gelato e panino, e se ne vanno».
Toccate e fughe che rendono poco? «Pochissimo. Per questo dico: nelle Cinque Terre aboliamo la tassa di soggiorno, e introduciamo quella turistica: 50 centesimi per ogni biglietto di treno staccato. Avremmo soldi per tutte le nostre esigenze». Senta, è sposata, ha una figlia di dieci anni, Ester, un bell’eloquio, un’ottima presenza e fa politica con passione dal 2011. La vedremo presto a Montecitorio? «Mannò, non ipotechiamo il futuro: sono sindaco dal 2016 e cerco di portare avanti con coraggio la mia missione qui: è già tanto. Ho ereditato un comune in default».
Ma scommetto che in autunno la vedremo in qualche talk-show. «Non so, vedremo. Andrò se e dove mi inviteranno, forse». Scommetto che ai convegli del suo partito, il Pd, fanno a gara per sedersi accanto a lei. «Eh, sempre che riescano a mettersi d’accordo. Perché sa, nel Pd c’è sempre un po’ questo problema».
Mirko Casadei, il figlio di Raoul, il Re del liscio della Romagna.
Dal liscio al «folk contaminato». È la strada musicale di Mirko Casadei, figlio del leggendario Raoul, che nel pieno di un’estate di concerti ha scodellato un nuovo singolo, «Solo per stare con te», scritto a quattro mani con il cantautore Zibba. Mirko, il titolo sembra ammiccare a un amore di coppia. E invece… «Invece è dedicata alla mia nipotina di sei anni. Faccio centinaia di chilometri per suonare su e giù per l’Italia, ma alla fine torno sempre a casa per lei. Mia figlia Asia mi ha reso nonno a 40, giovanissimo. Ed è un’esperienza folgorante. Si tratta di un brano al quale Zibba, che ho conosciuto a Sanremo tempo fa, ha dato la sua magistrale pennellata lavorando al testo».
Come immagina il futuro della sua musica? «Il liscio si è già evoluto da tempo. Da anni gioco con le contaminazioni, e sarà sempre più così. Prima con Cristicchi, il 15 agosto a Berchidda col jazz di Paolo Fresu. Un impasto che ho già portato anche in Canada e che vorrei esportare». Intanto il marchio Casadei, inteso come famiglia allargata, spiazza aprendo ora due piadinerie e uno stabilimento balneare. «Raoul in passato aprì la Cà del liscio e poi La nave del sole. Dove io facevo l’animatore. Noi Casadei siamo sempre stati una piccola industria: è un modo di fare marketing e soprattutto di creare organizzazioni d’incontro in ogni modo con i nostri fans, che hanno un’età molto trasfersale. Il bagno a mare è a Cesenatico, e le piadinerie CASAdei Romagnoli sono a Gatteo Mare e San Mauro Mare».
Partito da Padova, il «Festival Show» canoro dell’estate 2019 (tra i nomi nel cast ci sono The Kolors, Arisa, Nigiotti, Le Vibrazioni, Alberto Urso ed Elettra Lamborghini) vede quest’anno sul palco, alla conduzione, Anna Safroncik. Rodata come attrice ma debuttante nei panni di presentatrice. Anna, lei di norma è sempre un po’ sottotraccia, non sembra un’allegrona. È emozionata per la nuova esperienza live? «Sarò sul palco con Fabio Baruzzo, che conosco da 10 anni. Ma credo che un’artista debba sapersi spendere a 360°. Voglio mettermi in gioco e mostrare quella parte di me giocosa che c’è ed è forse dominante, ma poco nota visto il lavoro che faccio».
Quale musica le piace? «Ne ascolto molta italiana, ma anche elettronica. Beyoncé, Bublé, visto che la mia scuola è quella di Sinatra. Fra quelli nel nostro cast, Nigiotti e Arisa, per esempio». Vediamo le altre tappe: Chioggia, Caorle, Jesolo Lido, Bibione, Lignano Sabbiadoro, Mestre, Trieste. Tutte al Nord o Nordest. È il festival della Lega? (ride) «Figurarsi se mi metto a parlare di politica! In realtà siamo andati a prendere le spiagge più frequentate del Nord, anche a caccia di turisti».
Nuove fiction sue in arrivo? «In autunno per Canale 5: stiamo per iniziare a girarla. Molto femminile, con temi sociali e dei bambini. Non posso dire altro». Un sogno professionale non ancora realizzato. «Faccio da sempre ruoli drammatici. Vorrei una commedia romantica alla julia Roberts, con il grande Gabriele Muccino alla regia e Will Smith come coprotagonista».
Da sinistra, Tanja Monies, Francesco Totti e Ilary Blasi alla Villa delle rose di Misano Adriatico.
Entra sempre più nel vivo l’estate 2020 della Villa delle Rose di Misano Adriatico, che venerdì 19 e sabato 20 giugno ha inaugurato la stagione estiva alla presenza delle telecamere di Rai e Mediaset e che lo scorso fine settimana ha avuto autentici ospiti a sorpresa Ilary Blasi e Francesco Totti, in vacanza tra Romagna e Marche e che non hanno mancato di trascorrere una serata alla Villa.
Il luglio della Villa delle Rose inizia venerdì 3 con l’inaugurazione del suo ristorante Asian Lounge, un concept nuovo, creato dalla Direzione della Villa delle Rose e che si richiama alle specialità del Far East (sushi e non soltanto) e gode di un servizio premium grazie ad una carta di cocktail esclusivi. Sabato 4 luglio ospite speciale il dj e produttore svedese Sylvain Armand, da anni guest resident del locale romagnolo. Sylvain Armand rappresenta l’eccezione alla regola del motto “Nemo Propheta in Patria”. Da diversi anni continua infatti a farsi onore collaborando con i connazionali Axwell Ʌ Ingrosso e Alesso, suonando insieme in location assolute quali Ushuaïa Ibiza e alla O2 Brixton Academy di Londra.
Ogni venerdì e ogni sabato ritorna Arena, il nuovo format della Villa che si sviluppa sin dall’ora di cena (dalle 21.30 a mezzanotte e mezza) e che viene accompagnato da musica dal vivo e spettacoli d’arte varia, ispirati al cinema e al cabaret francese, performance destinate a coinvolgere acrobati, mimi, cantanti, teatranti e figuranti. Con Arena la Villa delle Rose unisce diverse tipologie di locali in uno solo, ridisegnandone il layout e gli spazi, con mappature e proiezioni ad hoc, con lo spettacolo che prosegue con i dj anche in seconda serata. Venerdì 3 luglio con Clorophilla Show Time e sabato 4 luglio con il succitato Sylvain Armand.
Da sinistra, Francesco Totti e Massimo Buffagni del Villa delle rose.