mercoledì 27 agosto 2014

ASSISTENZA & CALL CENTER * LA TRAGICOMICA ODISSEA DI UN UTENTE FASTWEB

QUELLA CHE SEGUE È LA TRAGICOMICA ODISSEA DI UN AMICO, UTENTE FASTWEB, CHE HA TRASCRITTO, PUNTO PER PUNTO, LE SUE PERIPEZIE. 

Dialogo, purtroppo serissimo, tra l'Alex, nel seguito A: e l'assistenza Fastweb, nel seguito F:. Il contatto telefonico che descrivero' e' avvenuto l'altro ieri a seguito di alcune telefonate e di un mio reclamo scritto nella sezione apposita.

F: Buongiorno signor B., sono ... lei come si chiama?

A: Si, buongiorno, sono Alessandro, la chiamo perche' la rete non funziona ed anche il telefono fisso che ho con voi non funziona

F: Ok, ma il cognome?

A: Eh... B., ma non lo vede a video? Mi ha appena chiamato per cognome...

F: Si, grazie, era per verifica. Signor B., la metto in attesa

A: Ok, basta che risolva in fretta, grazie...

(Musichetta alienante e ripetitiva per alcuni minuti, a spanne 2-3...)

F: Bene B., mi scusi per la lunga attesa, ma ho chiesto ad un collega, perché volevamo capire lo spirito di questo suo reclamo ... (letterale, N.d.A.)

A: Non scervellatevi troppo, lo spirito del reclamo e' molto semplice: la vostra rete e la vostra telefonia in questi giorni mi hanno lasciato a piedi diverse volte, sono completamente bloccato sia come ADSL che come telefono, che rimane muto.

F: Ah, lei ha un problema tecnico allora...

A: Eh... Non so, veda lei, magari a Natale la richiamero' per gli auguri, ma di solito se chiamo un help desk tecnico e' perche' ho un problema tecnico...

F: Eh, ma io mi occupo della parte amministrativa.

A: Questo e' un problema suo, io ho fatto l'interno del settore tecnico!

F: Eh... ma... a volte il centralino gira...La metto in attesa ancora' un po', mi scusi...

(Stessa musichetta di prima, per poco, meno di un minuto...)

F: Rieccomi B., le passo un collega del settore tecnico, chissa' cos'ha il centralino oggi...

A: Ok, basta che risolvete in fretta, ho rete e telefono fermi.
(Musichetta...)

F: Risponde l'operatore xxxxx

F: Buongiorno sono ... (una ragazza)

A: Buongiorno, sono Alessandro B., ho rete e telefono non funzionanti!

F: Si, deve spegnere il modem

A: Fatto! (l'avevo fatto alcune volte gia' prima della telefonata).

F: Lo riaccenda

A: Fatto!

F: Stacchi tutti i cavi Ethernet

A: Fatto, e' uno solo!

F: Li riattacchi...

A: Fatto!

F: Ora stacchi il cavo che va alla parete, verso la presa Fastweb

A: Fatto!

F: Mi raccomando, lo stacchi da entrambe le parti, sia verso il modem che verso la parete...

A: Perche'? E' un normale doppino telefonico senza inversioni...

F: Eh, non lo so, ma e' la procedura standard...

F: Mi dica quali luci vede

A: Luci? Diciamo che sul modem si accendono alternativamente 3 LED gialli insieme e poi 3 LED verdi, i primi sono quelli delle prese Ethernet, gli altri ADSL IN, TEL1 e TEL2...

F: Ah, non so cosa possa essere, la metto in attesa e chiedo...

Dopo alcuni rimbalzi sul centralino concordiamo che avrebbero fatto alcune prove e che mi avrebbero richiamato. Alle 21 circa mi contatta una signora e ci accordiamo perche' arrivi un tecnico il 14 mattina.

Il 14 Agosto, puntualissimo, si presenta un tecnico della "Valtellina" e in pochi minuti concordiamo che mi sostituisca il vecchissimo router Pirelli HAG con un nuovo "Technicolor" TG88 e poldo (!). Provo a chiedere informazioni sulla marca del Tecnicolor, ma ne ottengo risposte vaghe, cosi' concludo che i router dovrebbero farli le case che fanno i router, non i produttori di gomme da automobile di scarsa qualita' o i produttori di pellicole fotografiche falliti, ma lo dico tra me e me perche' in realta' il vecchio Pirelli, pur con qualche problema frequente dovuto a surriscaldamento ha sempre funzionato decentemente e mi auguro che anche quello nuovo funzioni allo stesso modo o meglio.

In pochi secondi il router e' collegato, ma non funziona... Cosi' il tecnico inizia una serie di curiose telefonate di questo tipo: con un vecchio cellulare Nokia tenuto insieme da un elastico da camera d'aria da bicicletta chiama un numero "Valtellina" a Vigevano (PV), dalla sua sede di Vigevano gli passano un numero di Milano di una societa' svizzera, al quale risponde un call center in Albania, dove personale russo o ucraino, in italiano, gli da istruzioni su come configurare il router...

Mi e' molto chiaro il significato pre-biblico di "Torre di Babele": una struttura eccezionalmente complessa, del tutto inutile e pretenziosa, per fare operazioni semplicissime, ma con la massima economia e detraibilita' fiscale.

Dopo una 5 o 6 telefonate il router continua a non funzionare e noto che il tecnico abbassa sempre di piu' la voce mentre comunica oscuri codici al ragazzo ucraino dislocato in Albania che sta spiegando a lui, tecnico italiano della "Valtellina", subcontractor di Telecom per le problematiche sul campo della rete della svizzera Fastweb sul territorio italiano... (!).

Il tecnico e' anche piuttosto innervosito, per una operazione di pochi minuti, sta perdendo quasi due ore, cosi' prova a giustificarsi dicendomi:

T: "Eh, pensi, 'sti ragazzi sono in Albania, ma a volte non sono neppure albanesi e l'italiano comunque non lo parlano... A voler risparmiare a tutti i costi, guardi dove siamo finiti...

Vorrei fargli presente che in realta' IO non sto risparmiando affatto, perche' il MIO vecchio contratto con Fastweb e' uno dei meno convenienti e che, tutto sommato, quello che succede ad una societa' svizzera, che usa personale di una societa' italiana concorrente in subappalto tramite una controllata, che a sua volta si avvale di una societa' albanese che impiega personale ucraino, non dovrebbe essere un problema mio.

Evito di fare polemica perche' il tecnico sembra veramente dispiaciuto del tempo perso ed origliando un po' scopro che il problema e' dovuto ad un codice errato che gli hanno trascritto a mano sul "foglio cliente": senza questo codice mi dice "...e' impossibile configurare il router in centrale...".

Sono piuttosto preoccupato da questa sua affermazione, ma poco dopo la preoccupazione finisce perche' il router sembra funzionare cosi' chiedo:

A: Su quale indirizzo lo configuro?

T: Come? Non capisco?

A: Di solito questi scatolotti hanno un'interfaccia web per mettere i parametri di rete...

T: Ah, io non lo so, a me basta che colleghi un cavo, se naviga funziona... Poi vede, se vuole il Wifi deve premere qui...

Vorrei ucciderlo, ma e' illegale, e poi mi sta simpatico perche' mi dice di aver fatto il militare in una Compagnia Trasmissioni e riconosce alcune delle radio che ho in sala computer... Mi limito a ripetere la domanda...

A: Si, ma dove metto i parametri di rete?

T: Eh, ma io non lo so, di solito li collego e funzionano...

A: Ok, ma il nome della rete Wifi dove lo trovo?

T: (mi passa una etichetta adesiva con dei dati e mi dice...): Questi codici servono a qualcosa?

A: Ok, sono questi, aspetti che li inserisco...

Apro le configurazioni di rete, inserisco un SSID di una dozzina di caratteri e una PSK di altrettanti e mi metto a navigare... Dato che e' mezzogiorno e mi e' venuta fame lo ringrazio e lo saluto:

A: Allora grazie, ora navigo, piu' tardi faro' qualche test di velocita' e in caso richiamo il supporto tecnico, pensi, mi facevano andare a 2 Mbit/s., ma io a contratto ho una 6 Mbit/s. e pago cara e salata una 6 Mbit/s. ...

T: Eh no! Dobbiamo ancora fare "IL DEBIAN"!

Faccio la faccia intelligente, quella che riesco, e provo a chiedere cosa sia "IL DEBIAN", specificando che l'unica Debian che conosco e' una distribuzione Linux... Ne ottengo risposte evasive e la richiesta:

T: Ma cosa e' Linux?

Mi cadono le braccia e provo ad indagare... Il tecnico e' piuttosto reticente, non mi da informazioni, si limita a dirmi che devo collegarmi ad un sito per IP e scaricare dei file.

Immagino siano degli aggiornamenti per il router e vagheggio che abbia a bordo una Debian modificata, non sarebbe la prima volta... Il tecnico intanto mi dice che devo collegarmi al sito che mi indica ad IP e scaricare dei file, ma solo alcuni di quelli che trovero':

T: Ecco, si colleghi all'IP 93.36.xx.xx e scarichi i file 7, 8 e 9...

A: Fatto!

T: ASPETTI! NON ORA! LE DEVO DARE IO IL VIA, DI LA NON SONO ANCORA PRONTI!

A: Ah, scusi... Ma di la dove?

T: Eh, in Albania, no? Per favore, interrompa, interrompa, presto, presto! Clicchi sulle crocette, interrompa, interrompa, per carita'!

A: Click, Click... Click...

T: Eh, no, perche' sa... Devono vedere il router mentre facciamo "IL DEBIAN"... Pero' questi ragazzi albanesi a volte non lo vedono...

La mente vacilla, sono basito ed anche un po' affamato... Provo ad indagare, ma mi e' chiaro che l'ottimo tecnico tirafili che ho davanti, con anche una certa esperienza di radio militari non ha la piu' pallida idea di cosa sia "IL DEBIAN".

Intanto il nostro ha fatto ancora un po' di telefonate al call center in Albania, mettendo il telefono in viva voce per poter concordare rapidamente con me il momento esatto in cui fare click sui link ai file 7, 8 e 9 per poter completare "IL DEBIAN".

Dall'Albania, in un'italiano stentatissimo, un ragazzotto dall'aria triste comunica di "non vedere il router" e il tecnico scrolla la testa perche' intanto sono le 12:15 e...

T: Non si puo' perdere cosi' tanto tempo per configurare un router e fare "IL DEBIAN".

A: Si, ma non sia troppo severo, pensi a 'sti poveri ragazzotti in Albania, sono russi, ucraini, albanesi o addirittura italiani dislocati, fanno cose che non capiscono per 2 euro/ora, se va bene, come in catena di montaggio...

Intanto e' finalmente scattato il momento di fare "IL DEBIAN"...

T: Presto, presto, per favore, e' il momento ora, non possiamo sbagliare!

A: Click ... Click ... Click...

e inizio il download di 3 file, nella directory ce ne sono 9 piuttosto grandi, ordinati per dimensione, vanno da circa 150 MBytes fino a 650... Forse il nome della curiosa procedura e' dovuta al fatto che i grossi file ZIP contengono una vecchia distribuzione Linux Debian...

T: Allora, dunque, circa 200 KBytes/sec. il 7, 120 IL DEBIAN 8, 100 KBytes/sec. il 9... Si OK, ci siamo... Allora, li al call center, vedete il router?!!?

Dal call center arriva un tristissimo no, pero' il tecnico aggiunge rapido, forse per evitare mie domande alle quali non saprebbe rispondere:

T: Si, ma anche se non lo vedono "IL DEBIAN" va bene, guardi, vede, sta scaricando a circa 4 MBits/sec. se somma tutte le tre velocita'... Pero' per sicurezza aspettiamo ancora 4 minuti cosi' siamo sicuri (...e guarda l'orologio...)

T: Pero', mi raccomando, questa volta blocchi tutto immediatamente quando glielo diro' io...

Lo guardo come se mi fosse caduta la Torre di Babele sulla testa... Mi e' infatti chiaro solo ora che "IL DEBIAN" e' un test alquanto primitivo per verificare la velocita' della linea ADSL. (!) Alcune domande mirate mi permettono di stabilire che...

T: Sa, perche' il sito de "IL DEBIAN" e' uno solo, il test puo' essere fatto solo da una persona alla volta, se lo si fa in due i risultati sono falsati. Per questo dobbiamo concordare con loro i tempi esatti.

T: Bene, signor Bruciamonti, anche "IL DEBIAN" e' fatto! Posso andare! La ringrazio, metta una firma qui e buon pranzo!

A: Ok mister, grazie a lei, ma la mia ADSL prima andava a 6 Mbits/sec. ora arriva a 4 scarsi, cosa facciamo?

T: Eh, ok, ma il router funziona no? Per la velocita' non e' un problema che posso risolvere io, deve aprire un reclamo all'help desk...

A: Ah, OK, quindi ricomincio tutta la trafila...

T: Auguri, domani e' Ferragosto, non trovera' nessuno... Buongiorno e buon pranzo!

Sono passate circa due ore, la rete va a 4 Mbits/sec. invece di 6, ma funziona bene ed ha una buona risposta, cosi' mi scrollo di dosso le ultime macerie della mia Torre di Babele e provo a capire...

"IL DEBIAN" e' ovviamente un test di velocita' della linea, pero' mentre penso al tecnico vigevanese che chiama un numero 0381, da dove gli passano un numero in Albania, dove risponde un ucraino, a lui che e' dipendente "Valtellina", subcontractor Telecom, per conto della svizzera Fastweb mi viene da ridere...

Mentre sorrido mi viene in mente che il piu' sfigato dei provider ha dei misuratori di velocita' fatti in Java, con due bei tachimetri come quelli delle auto che con due intuitive lancette rese in grafica 3D indicano la velocita' di download e di upload direttamente in Mbit/sec. intanto che in alcuni pannelli accessori compaiono altri dati interessanti come la zona geografica dove e' stato condotto il test, la dislocazione dei server usati, l'IP, il tempo medio del ping, l'RTT e tanti altri numerelli che aiutano a capire se va tutto bene.

Non so se questi test siano validi, mi hanno sempre lasciato dubbioso, pero' di certo piu' de "IL DEBIAN", un curioso test manuale, da concordare con un help desk in Albania, con tempi di attivazione cosi' stretti da far pensare al lancio di un satellite e soprattutto fattibile solo da una persona alla volta, mentre un tecnico albanese controlla manualmente l'intefaccia di un router e fa i conti con una calcolatrice trovata nel detersivo per vedere se il download e' sufficientemente veloce.

Vorrei dirvi che e' finita, ma non e' vero... Il pomeriggio trascorre tranquillo, la rete non va a 6 Mbit/sec. come dovrebbe, ma 4 sono comunque meglio dei 2 che faceva prima del cambio del router... Decido comunque di aprire un ticket di reclamo, in fin dei conti mi stanno dando un servizio inferiore a quanto previsto a contratto ed inferiore a quello fatturato.

Chiamo il 192193 e inizio la trafila, mi risponde una gentile signorina italiana che mi dice che il servizio tecnico e' in ferie fino al 16 e che il 16 mattina mi avrebbe fatto contattare da un tecnico per verifiche (!).

Arriva sera, vado a dormire con la rete che funziona, ma, sorpresa, gia' il 15 mattina la ADSL non va piu', mentre il telefono fa "tut tut" normalmente... Richiamo il 192193, ma mi risponde solo un messaggio automatico che dice "Abbiamo rilevato una anomalia sulla sua linea, la ricontatteremo entro 2 ore".

Sono piuttosto incredulo quando verso le 11 del mattino mi chiama un tipo da un numero di Milano di Fastweb ed esordisce con:

F: Allora B., va tutto bene? La chiamavo per sincerarmene...

A: No, non va tutto bene, se mi da qualche minuto le racconto la cronologia: rete a singhiozzo da 3-4 giorni, vari interventi "in centrale", nella "cabina di derivazione", in casa mia... Sostituito un router, fatto perfino "IL DEBIAN", ieri andavo piano, ma andavo, oggi non vado gia' piu'...

F: Ah, eh, ma io sono del reparto commerciale, non capisco quello che dice, aspetti che chiedo...

A: Ah, ok, quindi in pratica mi hai chiamato per vendermi qualcosa... Prima vi consiglio di far funzionare quello che vi pago, poi guardero' se c'e' qualche servizio che mi interessa...

F: La metto in attesa...

A: Faccia quello che vuole, ma per riassumere, la ADSL non funziona perche' riesco a navigare solo all'interno della rete 10.x.x.x di Fastweb, ma poi il router 10.2.135.197 non mi fa uscire sul pool di indirizzi di NAT, poi la MyFastwebPage per i reclami non funziona, continua a chiedermi la password, ma anche se la inserisco con copia/incolla non va... Il link per recuperare il codice di migrazione non funziona, dovrebbe mandarmi una mail, ma non lo fa, la rete ieri andava lenta ma andava, il router nuovo funzionava perfettamente, "IL DEBIAN" ha dato circa 4 Mbits/sec. ma era OK...

F: Eh, mi scusi ma non capisco... La metto in attesa e chiedo...

(Musichetta alienante e ripetitiva per un paio di minuti...)

F: B., mi scusi, ma esattamente il suo reclamo qual'e'?

A: Veda lei, ho la rete che da 4 giorni va quando va bene 6 ore su 24, e ad un terzo circa della velocita' contrattuale.

F: Ah, eh, ma aspetti io sono un commerciale...

A: (tra me e me) Ma allora che 'xxo mi hai chiamato a fare? (ad alta voce) Io ho aperto un reclamo al reparto tecnico...

F: Eh, ah, aspetti che chiedo ad un collega del reparto tecnico...

Per farla breve, dopo una decina di minuti la rete e' ripartita, va a circa 2 Mbits/sec., un terzo della velocita' contrattuale, ma funziona. Oggi, 16 Agosto 2014 sono in attesa della chiamata del tecnico numero 14 o 15 dall'Albania, che a colpi di "IL DEBIAN" stabilira' che la mia ADSL, dopo circa 10 anni di onorato servizio "va piano perche' la linea e' degradata".

Mala tempora currunt...

FIORELLO: «SULLE DONAZIONI ALL'ICE BUCKET CHALLENGE NON MI ROMPETE I COGLIONI»

Dopo i bonifici mostrati a favore di camera da alcuni Vip e le polemiche sulla donazione di 100 euro (una cifra ritenuta da molti scarsa se paragonata ai guadagni) da parte di Luciana Littizzetto, il contest benefico dell'Ice Bucket Challenge prende una deriva pericolosa e diventa rovente. È Fiorello in persona (uno tra i primi a sposare la causa della secchiata d'acqua gelata) a scatenarsi stamattina nella sua video-edicola dalla vacanze, ribattezzata Laos.
Chiacchierando con il solito collaboratore inquadrato per tutta la durata del clip, Rosario lancia pesantissimi insulti a chi gli ha chiesto di mostrare la propria donazione: Prima cerca di moderarsi con uno «Stendiamo un velo pietoso su queste polemiche», poi fa ironia sulle espressioni «Pagliacciata e Vip di merda» con la quale alcuni hanno bollato i famosi protagonisti dell'auto-gavettone, infine gli monta la rabbia, sbrocca e parte la raffica. «Nessuno di voi mi costringerà a mostrare un bonifico o qualcosa, perché mi dovete proprio ciucciare...». E ancora: «M'hanno scritto: tira fuori l'assegno! Tu, pezzo di merda, che cazzo ne sai di quello che faccio io nella vita... Sono incazzato, sì, quindi non rompetemi il cazzo a me... Da quel punto di vista non rompetemi i coglioni ... Devo rendere conto alla mia coscienza, non a quattro teste di cazzo che si permettono... Tra l'altro, sicuramente, molte di queste teste di cazzo, ipocriti, non hanno neanche dato una lira».
Una reazione senz'altro sopra le righe (anche l'agente di Fiorello, Bibi Ballandi, rilanciando il video su Twitter si è scusato per le volgarità esapresse dal suo artista) ma in parte giustificata dal clima di eccessivo odio e dalle critiche spesso ingiustificate che ha generato in alcuni l'iniziativa dell'Ice Bucket Challenge.
Alla quale i Vip (come quelli di grosso calibro, come Fiorello) non sono certo tenuti a partecipare. E se lo fanno per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema come la SLA, possono essere soltanto ringraziati. Non certo offesi. Ecco il video. La sparata liberatoria di Fiore inzia dal minuto 9.36

martedì 26 agosto 2014

METEO * PERCHE' LE PREVISIONI DEL TEMPO SBAGLIANO? «COLPA DEI FENOMENI ESTREMI»

Perché le previsioni del tempo sbagliano ormai con una frequenza impressionante? Premettendo che tutto il meteo di cui fruiamo in Italia viene da elaborazioni tratte dai modelli (e quindi dalle elaborazioni algoritmiche) di un unico consorzio europeo, che le rilascia ogni 12 ore, per poi essere lette e interpretate da siti e meteorologi vari su un binario già ampiamente tracciato, bisogna essere a conoscenza di un’altra cosa. Le previsioni a 24 ore sono ritenute attendibili attorno al 95%, nei due giorni successivi l’attendibilità si riduce drasticamente, e arriva sotto al 50% fra il quarto e il quinto giorno. Le previsioni oltre il settimo giorno, dicono gli esperti, sono praticamente carta straccia. «Chi le fornisce fa qualcosa di scorretto» dice Paolo Sottocorona, meteorologo di La7.
Ma perché il meteo spesso non ci azzecca, per dirla con Di Pietro, neppure con un solo giorno di preavviso? «Perché» continua «con l’innalzamento di un paio di gradi della temperatura globale, sono aumentati a dismisura sia in termini di frequenza che di intensità, i cosiddetti fenomeni estremi, ovvero troppo caldo, freddo, piogge o tempeste improvvise. E questi eventi non sono assolutamente prevedibili. La mia sensazione è che i modelli non siano stati ancora modificati implementando queste variabili impazzite, peraltro difficili da fissare».
«Quanto alle ipotesi di richieste di danni ai meteorologi che ogni tanto si sentono da parte degli operatori» dice Sottocorona «sono assurde. Anzitutto perché gli operatori turistici non sono i committenti delle previsioni, ma dei fruitori, come tutti. Sarebbe come chiedere un’auto in prestito a un amico, l’auto si guasta facendoci perdere un affare, e per questo intentare causa per danni all’amico. Non ci sono le basi giuridiche. E poi come dimostri il danno? Non è che questi cali di presenze sono dovuti piuttosto alla crisi, alle aziende e alle fabbriche che chiudono? Non vedo l’ora che qualcuno mi faccia una causa di questo tipo. Farei una contro azione legale per danni all’immagine al lavoro di una vita, e sono sicuro che mi metterei a posto per la pensione».

ICE BUCKET CHALLENGE * LA GAFFE DELLA FRUSCIO: «ADERISCO A FAVORE DELLA SLA»

Gaffe illuminante tratta dal video dell'Ice Bucket Challenge della showgirl (per mancanza di prove) napoletana Marika Fruscio, evidente pretesto per farsi fare il gavettone, con successivo bagno in piscina, indossando un costume bianco trasparente: «...Aderisco anch'io al progetto a favore della SLA...».
Ho il sospetto che a volte il sangue, quando deve irrorare tette troppo grosse, possa incontrare maggiori difficoltà ad arrivare al cervello. Ecco il video in questione, nel quale la nostra non si fa mancare anche l'elegante alzata d'ingegno di nominare Genny 'a Carogna. Forza Marika, sei (quasi) tutti noi.

lunedì 25 agosto 2014

ICE & WINE BUCKET CHALLENGE * LA VARIANTE OLTREPADANA TARGATA BEAGLES

Se l'hanno fatto Mark Zuckerberg e Bill Gates, potevamo esimerci? Anche noi Beagles, nel nostro piccolo, abbiamo tentato di fare qualcosa contro la Sla, partecipando alla scemata collettiva dell'Ice Bucket Challenge. Ma in versione squisitamente oltrepadana, mescolando a ghiaccio e acqua fredda anche un bel po' di vino in tetra-pack. Perfetto per farsi un bel gavettone benefico. C'era chi trasformava l'acqua in vino. Noi non siamo degni e ci limitiamo a mescolarlo. Non è il massimo, lo so. Però è già qualcosa. Trovate tutto nel video qua sotto, girato a Crema, nello chateau del Man. Grazie alle ancelle Anna e Liliana.


sabato 23 agosto 2014

PERCHE' SONO SBAGLIATE LE CRITICHE PESANTI ALL'ICE BUCKET CHALLENGE

Leggo qua e là un po' di critiche - alcune livorose e pesanti - all'Ice Bucket Challenge, la doccia gelata lanciata tra il vippame americano (subito seguito entusiasticamente o supinamente dai famosi e dai Nip locali) per raccogliere fondi tra l'opinione pubblica e sensibilizzarla sul problema del SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Un'innocua scemata che ricorda la #NekNomination alcolica di qualche mese fa e di cui, però, sta parlando tutto il mondo.

Le obiezioni sono, in sintesi:
1) Questo gavettone famous è una pagliacciata, meglio un programma tv serio con una classica raccolta fondi per parlare dalla malattia.
2) Ci vorrebbe più sostanza e meno apparenza.
3) I famosi farebbero meglio a mettere mano al portafogli invece di farsi secchiate d'acqua a vicenda.

Questi rilievi, comprensibili per certi versi ma un po' demagogici, sono in realtà una clamorosa toppata, se si guarda il risultato mediatico.
La terza obiezione può valere per qualsiasi invito da parte di un Vip a mettere mano al portafogli: ci si augura che lo faccia anche lui, ma non si può esserne certi. Intanto bisogna accontentarsi del fatto che abbia accettato di mettere la propria faccia per promuovere l'iniziativa. Cosa che si tende a dare per scontata, ma che così scontata non è.

La seconda e la prima sono in gran parte sbagliate perché si tratta di un'iniziativa tutto sommato scema - ovvio - ma che sta avendo un successo planetario. Ha anche derive cialtrone, ma ha fatto e sta facendo (anche in termine di raccolta di fondi) molto più del solito programma tv per donare 2 euro, ecc, ecc. che tende ormai purtroppo a passare inosservato. Quanto alle derive cialtrone (come i non famosi che si mettono in coda per esibizionismo o per dimostrare di esistere) quando il successo di una cosa diventa di questa portata, le derive non si possono contenere... E in questo caso ben vengano anche le derive.


Infine, l'apparenza. Questa allegra stupidata si basa sull'apparenza. Non avrebbe avuto questa risonanza virale e a cascata su tutti i media se non vivesse di nulla bagnato. E di un po' di creatività personale, a volte. Però, se riesce in qualche modo a far parlare tutto il pianeta della SLA, il successo è pieno. Ovvio, non tutti doneranno, e alcuni farebbero meglio nei loro clippini da smartphone a dire due parole in più sulla malattia o mettere un link in sovraimpressione (per donare in Italia si va su www.aisla.it) ma tutti ne avranno discusso, o lo saranno venuti a sapere. Tutti, in tutto il mondo. Cosa che una banale iniziativa ripetiiva non riuscirebbe mai a ottenere, oggi. È apparenza che diventa sostanza, diffusione della conoscenza. Gente a volte mezza lobotomizzata che magari, incuriosita, si va a informare e che mai nella vita avrebbe visto volontariamente uno speciale sulla SLA. Infatti le donazioni, ovunque, soprattutto in America, stanno arrivando, in misura ben superiore (anzi, neppure lontanamente paragonabile) a quelle dello scorso anno. Quando nessun geniaccio del marketing si era inventato lo stupido Ice Bucket Challenge.


(Nella foto Bill Gates di Microsoft che si sottopone a un'elaborata Ice Bucket Challenge dopo la nomination da parte di Mark Zuckerberg di Facebook)

giovedì 21 agosto 2014

ICE BUCKET CHALLENGE * L'AUTO-GAVETTONE VIP È L'ULTIMA MODA DEL WEB

Sono partiti i divi americani, che su queste cose sono da sempre un passo avanti. Da Lady Gaga a Shakira, passando per Britney Spears, Jennifer Lopez, Tom Cruise (che sul set del nuovo film se ne è fatti fare ben 8 dalla troupe) e incrociando per misteriose vie persino l'ex presidente Usa George W. Bush (che ha nominato Bill Clinton), l'austera direttrice di Vogue America Anna Wintour.
Si tratta dell'Ice Bucket Challenge, ovvero una doccia gelata, da consumarsi vestiti, per sensibilizzare il mondo sul problema della SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Una grave malattia neurodegnerativa progressiva detta anche morbo di Lou Gehrig, che colpisce i motoneuroni della corteccia cerebrale, del tronco encefalico e del midollo spinale. Il link per donare, in Italia, è: www.aisla.it.
Da ieri il tutto è già hashtag: #IceBucketChallenge. Una versione un po' meno rincoglionita della Nek Nomination (pardon, #NekNomination) che andava di moda qualche mese fa. Stesso principio, ma tracannando alla goccia litri di birra o superalcolici. Per poi cedere il bicchiere ai nominati. Stavolta è un secchio, il bucket, appunto. Per regalarsi un vecchio, intramontabile gavettone.
Al giocone da smartphone, che ha anche valenze promozionali e virali sul web, oggi si sono accodati subito gli italiani: da Fiorello (che ha nominato Matteo Renzi), a Valentino Rossi, passando per Laura Pausini, Roberto Bolle, Belen Rodriguez, uno strepitoso Andrea Bocelli, che si è regalato una doccia ghiacciata ovviamente in versione tenorile, e persino Syria. Qui sotto, in questi frame, li trovate un po' tutti. Perché la lista si allunga e all'Ice Bucket Challenge non c'è mai fine. Almeno per ora.













LA FOTO * IL POSTO DI SALVATAGGIO DEI BAGNINI DELLA SPIAGGIA LIBERA DI VIAREGGIO

Ecco la postazione di salvataggio dei tre bagnini della spiaggia libera di Viareggio. Un capolavoro nel capolavoro, visto che si tratta di una striscia di sabbia strettissima e lunghissima, affiancata al molo, dove tutti i bagnanti si ammassano l'uno accanto all'altro all'inizio, per restare vicini al mare. 
A metà fra un suk e Baywatch. Finemente arredata, con drappi etno-chic e un tocco fashion che però non impegna è una struttura minimal che punta alla grandeur. Lì sotto, perfettamente pronti ad accorrere (anche se la visuale, va detto, non sembra fra le migliori), controllano Il Tirreno imbastendo puntate del Maurizio Costanzo Show con i bagnanti. Credo sia un orgoglio per la Versilia tutta. Chissà se è stata inaugurata da Matteo Renzi?

mercoledì 20 agosto 2014

GOSSIP * FEDERICA MORO: PER L'EX MISS ITALIA UNA PASSIONE A FORMENTERA

È stata Miss Italia nel 1982, alla tenera età di 17 anni. 
Oggi Federica Moro, classe 1965, è una gran signora che - come si può notare dalle nostre foto, scattate a Formentera, sulla spiaggia di Levante, nella parte bassa della Playa di Illetes - si conserva ancora parecchio bene. Anche se le si potrebbe "rimproverare" una magrezza persino eccessiva.
L'interprete dell'ingenuo «College» (in tv, ve lo ricordate?) vive in Svizzerra, insieme con il fidanzato, l'aitante imprenditore Matteo, col quale si lascia andare a effusioni circondata da un gruppo di amici, e d'estate adora fare tappa nella perla delle Baleari. Cena spesso al Canapepa, e frequenta, con moderazione, alcuni locali. La sua filmografia non fa invidia a quella di Uma Thurman, parliamoci chiaro (ha fatto qualche particina anche in alcuni film di Adriano Celentano), ma tutti la ricordiamo ancora con affetto.


martedì 19 agosto 2014

FORMENTERA * ALESSANDRO MATRI E FEDERICA NARGI LA COPPIA PIU' BELLA DELL'ESTATE 2014

Lei, l'ex Velina di Striscia la notizia Federica Nargi, è bella. Per non dire bellissima. Lui, il calciatore Alessandro Matri, ora al Genoa, si difende egregiamente. Va detto. Insieme bivaccano a Formentera con amici ai tavolini del prestigioso bar coloniale Tahiti, dove li abbiamo fotografati. Per la precisione sulla passeggiata a struscio di Es Pujols, a due passi dal Formentera Palace (il super condominio delle stelle del pallone) e dalle altre attrazioni modaiole dell'isola delle Baleari colonizzata dagli italiani. Come il ristorante Bocasalina e il Rigatoni, per la verità quest'anno un po' declinante. Lei non è annoiata dalla compagnia di lui ma si ammazza di stuzzichini. Poi sfodera di nuovo il sorriso quando lo staff del locale chiede loro di fare una foto ricordo. Alessandro e Federica sono stati la più bella coppia isolana di quest'anno, questo è fuor di dubbio.







giovedì 14 agosto 2014

CONTE CT DELLA NAZIONALE E INZAGHI SI COCCOLA IL MILAN (MA PRIMA, FORMENTERA)

Mentre l'ex juventino Antonio Conte sta per firmare per diventare nuovo ct della Nazionale, un altro allenatore tra i più quotati, il piacentino Filippo Inzaghi, dal 2012 si occupa con una certa cura del Milan. Non prima della sua classica tappa estiva a Formentera, nelle Baleari, dove l'abbiamo intercettato insieme con un membro del suo staff, Andrea Maldera. In queste foto, l'ex attaccante, occhiali a specchio e aria di sufficienza, sembra quasi infastidito dalla presenza del fotografo, ma in genere è sempre piuttosto disponibile con tutti. 
Pippo è il re di Es Pujols, la zona più modaiola dell'isola, e ha casa nell'ambitissimo (dai calciatori) Formentera Palace, che viene affittato anche a 400 euro al giorno. Come un albergo di lusso.
Chissà se il nostro invidia un po' Conte per il colpaccio che ha appena messo a segno? Chissà. Intanto in rete l'ironia dopo il recente addio di Antonio alla Juventus, si spreca.


VACANZE * DAL BOOM AI VILLAGGI TURISTICI (MA ORA LAVORIAMO TUTTI GRATIS PER FACEBOOK)

C'è vacanza e vacanza.
C'erano quelle degli Anni 50 e 60, quelle mitiche dei nostri genitori (ma anche dei nostri nonni, volendo), col boom economico, le prime auto da stipare all'inverosibile per imbarcarsi in lunghi e improbabili giri di (mezza) Italia a non più di cinquanta all'ora; viaggi della speranza (di non bucare) che si concludevano quasi sempre con il mezzo che accostava a destra, sulla corsia d'emergenza, in autostrada, perché dal cofano usciva un preoccupante fumo nero. E che Dio ce la mandi buona.
,,,,,       Ci sono state quelle degli Anni 70 e 80, con l'orgoglio borghese - per molti fortunati - di comprarsi a fatica la seconda casa in riviera, fra Liguria e Versilia. Oppure, per i meno spendenti, di invadere la Romagna ad agosto, confusi ai turisti tedeschi, tra piadine, cassoni, sangiovese, maxi discoteche intramontabili e l'Orchestra Raoul Casadei.
C'è stato lo stordimento berlusconiano/edonistico dei 90, con la loro onda lunga. Anni segnati dalla moda delle deportazioni di massa nei villaggi turistici (ovunque, purché villaggio), dei karaoke e della Fiorello mania, con tanto di gioco apertivo, braccialetto all inclusive e spettacolone serale con gli animatori. E al ritorno guai a non dichiarare che ti eri divertito da pazzi, ma sei scemo?
È cambiato non solo secolo, ma persino il millennio, e siamo arrivati a oggi, agli Anni 2000. Le vacanze preferiamo chiamarle ferie (dà più l'idea di avere un'occupazione), ma di fatto in ferie non ci andiamo più per il gusto di farle. Per carità. Ci attacchiamo ai nostri smartphone - iPhone o Samsung poco importa -, e giriamo il mondo lavorando alacremente (tutti, dipendenti, liberi professionisti e disoccupati) gratis per produrre foto e contenuti da piazzare su Facebook, Instagram e Twitter. In pratica, anche in vacanza,
produciamo (inde)fessamente per Mark Zuckerberg. L'unico che in vacanza può andarci davvero, senza pensieri. E poi per spalmare un po' di balsamo sul nostro ego. Che non riposa mai.

martedì 12 agosto 2014

FREDERICK MAGHA * VIENE DA PAVIA IL DJ RIVELAZIONE COCCOLATO DAI TOP CLUB

Dalla provincia di Pavia (per la precisione Santa Maria della Versa, perla dell’Oltrepò Pavese), alla console dei maggiori club nazionali. Con un singolo, «Adamanthio», che contribuisce a fargli curriculum. E non è finita: a settembre sarà la volta di un nuovo pezzo, «Back in U.S.A.», che punta a scalare le classifiche.
È il percorso artistico di Federico Maga Deejay, in arte Frederick Magha, tanto per giocarsela più sull’anglofono, con un’acca sbarazzina piazzata apparentemente un po' a cappella, stile Sonohra. Con rispetto parlando, ovviamente.
Oltre a essere il titolare di un avviato bar che organizza eventi a getto continuo, spesso la sera il nostro parte per trasformarsi in uno dei nuovi re delle discoteche, mixando successi. Supportato da talento e da una determinazione che lo assiste da molti anni, in un settore nel quale non manca certo la concorrenza.

Nato nell’89, Federico Maga fin da piccolo coltiva una forte passione per la musica. Tanto che all’età di 13 anni decide di acquistare la sua prima console, sognando di diventare un vero deejay per avere la possibilità di esibirsi nei migliori locali italiani. Passo dopo passo, si fa notare nella provincia di Pavia dai più prestigiosi direttori artistici. Nel 2009 entra a far parte del gruppo “SoleLuna”, che gli dà la possibilità di migliorare le sue esibizioni. Col passaggio in tanti top club del nord Italia, come Hollywood e Alcatraz, nel milanese, Patascoss, Ober1, Zangola a Madonna di Campiglio, poi nel lodigiano e nel piacentino, avviene la consacrazione.

Nell’agosto 2013, insieme con l’amico Claude Le Boy Voice incide il singolo «Adamanthio». «Il nome deriva dalla lega speciale di Wolverine (personaggio Marvel) e visto che siamo uniti come fratelli» spiega Maga «abbiamo giocato su quello perchè ci sentiamo, considerata la nostra vita passata, indistruttibili». Il disco è stato inserito in compilation come «Ade sampler 2013 Amsterdam», e «Happy new year compilation 2014» sempre su etichetta Blis. Inoltre «Adamanthio» è stata trasmessa più volte nel programma "Let's Dance" su Radiostudiopiù curato da Marco Ravelli e Maurizio Caresana.
Insomma, tanta esperienza accumulata che potrebbe portarlo a tentare di giocarsi un posto nella prossima edizione di Top Dj, il nuovo talent di Sky dedicato al mondo degli operatori dalla disco. Intanto restiamo in attesa di «Back in U.S.A».

RIP E «NANO NANO» ROBIN WILLIAMS, OVVERO MORK, IL PRIMO ALIENO BUFFO

Quando se ne va un grande del cinema ognuno ha un modo per ricordarlo. Perché ciascuno lo lega in realtà a propri, personali ricordi che ne esaltano di riflesso la grandezza. Ognuno ha un frame, un tassello della memoria staccato inavvertitamente dal puzzle, e che riaffiora. 
Robin Williams per me è stato tante cose: certo, c'era la suggestione evocativa de «L'attimo fuggente», la setta dei poeti estinti. C'era la follia di «Jumanji», la bontà consolatoria e un filo retorica di «Patch Adams», l'inquietante «One Hour Foto». Per me, che in definitiva sono sempre stato un bambinone, Robin è quel «NaNo NaNo» fatto con le dita aperte: indice e medio da una parte, anulare e mignolo dell'altra. Non tutti lo sanno fare. Ho imparato ai tempi di «Mork & Mindy», e chi se lo dimentica? «Mork & Mindy» era lui: ingenuità, candore, sentimentalismo, pochade e mistero. Una grande serie, forse sottovalutata. E pazienza se l'amica Mara Maionchi, con la quale ho parlato di recente, per caso, proprio di Williams (attenzione, non si riferiva a Robbie), l'ha sempre ritenuto un sopravvalutato di Hollywood. Forse per quella gigioneria clownesca che in realtà è sempre stata la sua forza. Per me lui nei panni di Mork, su un uovo, venuto da Ork, l'alieno buffo dopo i tanti alieni spaventosi di «Spazio 1999», era immenso.

lunedì 11 agosto 2014

IO STO CON RAOUL BOVA * IL SUO ERRORE? AVERE LA BERNARDINI DE PACE COME SUOCERA

Quando si è sposato, Raoul Bova a mio avviso ha fatto soprattutto un errore. Un gigantesco errore frutto di ingenuità. Non ha considerato ciò che avrebbe dovuto conficcarsi in testa con la spara-chiodi: avere come suocera Annamaria Bernardini De Pace, primaria divorzista del Paese, poteva diventare - in caso di tempi sentimentalmente grami - il più clamoroso boomerang della sua vita. Privata e professionale.
E ora che il suo matrimonio con Chiara Giordano è finito dopo 13 anni (quasi tutte le storie finiscono, qualcuno ha il coraggio di chiuderle, altri no), non posso fare a meno di pensarlo con sempre maggiore convinzione leggendo la livorosa lettera che l'avvocatessa ha pubblicato oggi sul Giornale. Il nome dell'ex genero non figura mai, molti dettagli sono volutamente cambiati per giocare sull'equivoco e non rimediare querele, ma la stampa tutta ha immediatamente identificato nell'interprete de «I Cavalieri che fecero l'impresa» (di sposarsi con la figlia della Bernardini De Pace) il vero destinatario di tanto veleno. Un massacro mediatico francamente eccessivo. E sicuramente riuscito, a prima vista.
A me Raoul Bova fa anche simpatia. Lo considero uno dei tanti attori sulla piazza che recitano così così, e uso un eufemismo, ma anche uno che col tempo è riuscito a migliorarsi un po'. A dare un filo d'enfasi a quello sguardo gradevole ma dalla vitrea fissità. A provare a convincere tutti che oltre il bicipite c'è di più. Un bravo ragazzone che s'è sposato e alla fine la sua storia è finita. Perché tutto finisce. Valle a individuare, in questi casi, le responsabilità dell'uno e dell'altra. E non è una difesa d'ufficio, la mia. Non mi interessa. Sono fatti squisitamente personali, o che al limite devono riguardare soltanto le aule di un tribunale.
Vedere Bova impallinato, seppure con un probabile stratagemma che da uomo di comunicazione mi diverte anche, lo ammetto, lo trovo profondamente ingiusto. Quella lettera mi sembra zeppa di retorica, violenta, volgare in alcune parti, e persino poco professionale. Parere personale, ovviamente.
D'accordo che in guerra e in amore tutto è permesso (anche alle suocere?), ma ogni tanto forse bisognerebbe avere la dignità di fermarsi un po' prima.

A QUESTO LINK, IL TESTO DELLA LETTERA DI ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, RIPUBBLICATA DA DAGOSPIA

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