lunedì 12 ottobre 2020

LA FINALE DI «NAME THAT TUNE» CON UN'ELETTRA LAMBORGHINI SCATENATA

Enrico Papi ed Elettra Lmaborghini durante la finale di «Name that Tune».
L’appassionante e divertente sfida canora all’ultima nota di Name That Tune - Indovina la Canzone, il game show di Enrico Papi, prodotto da Banijay Italia, arriva all’atto conclusivo. La finalissima va in onda, in prima tv assoluta, su TV8, domani, martedì, alle ore 21.25.
In occasione del quinto ed ultimo appuntamento, la squadra capitanata da Morgan, che annovera
tra le sue fila Aurora Ramazzotti, Arisa e Suor Cristina, sfida per il titolo di campione il team di Elettra Lamborghini, composto da Orietta Berti, Cristiano Malgioglio e Paola Barale, capace finora di respingere gli assalti di tutte le squadre avversarie.
Oggetto del contendere è anche questa volta la ricerca dei titoli delle canzoni più amate del panorama italiano e internazionale. A infiammare la contesa ci sono le imperdibili sfide musicali a tempo, le canzoni da indovinare e improvvisare, rigorosamente eseguite dalla band in studio.
Ma sarà come sempre il SettexTrenta finale a decidere l’esito della sfida. Sarà Morgan, in prima persona, a lanciare l’ultimo assalto all’egemonia finora incontrastata di Elettra Lamborghini? Nel corso dell’ultima puntata non mancheranno i pezzi forti dei vip partecipanti (Arisa, ad esempio, canterà il suo ultimo singolo), le divertenti esibizioni di Enrico Papi e quelle più “datate” dei cantanti misteriosi.
TV8 è il canale televisivo generalista nazionale in chiaro entrato a far parte del gruppo Sky il 31 luglio 2015. Posizionato al numero 8 dell’LCN del digitale terrestre, TV8 propone una programmazione generalista, con il meglio dei programmi di intrattenimento italiani ed internazionali, dai talent show al factual entertainment, importanti finestre free di diritti sportivi, il cinema, l’informazione di Sky TG24, e le grandi produzioni originali. TV8 è guidato da Remo Tebaldi, Senior Director Sky Terrestrial Channels.

domenica 11 ottobre 2020

GUGLIELMO SCILLA E DIEGO PASSONI * UNA «FERMATA OBBLIGATORIA» (BENEFICA) A MILANO

Guglielmo Scilla e Diego Passoni.

LA PRIMA VOLTA
, lo strepitoso spettacolo che ha segnato l’arrivo nel nostro paese di Italy Bares, andato in scena a Milano il 12 ottobre 2019 riscuotendo un grande successo, verrà trasmesso in streaming da MYmovies, in collaborazione con DNC ENTERTAINMENT FACTORY, a partire dal 12 ottobre 2020 alle 21, e sarà possibile vederlo in streaming fino al 1 dicembre. Lo show è nato dall'intuizione e dall'impegno di Giorgio Camandona, attore, danzatore e coreografo che da molti anni lavora nel panorama del musical, con lo scopo di sostenere la raccolta fondi per supportare ANLAIDS, passando attraverso l’acquisto di “poltrone virtuali” e applaudire da casa il talento degli artisti che lo scorso anno si sono messi a disposizione per la causa.
Diego Passoni e Guglielmo Scilla, già protagonisti dello show LA PRIMA VOLTA, il pomeriggio dell’11 ottobre dalle 16.00 saranno i mattatori di FERMATA OBBLIGATORIA, una minimaratona social, in livestreaming su MYmovies https://www.mymovies.it/ondemand/italy-bares/movie/fermata-obbligatoria/: si tratta di un "viaggio" per le vie di Milano che Diego e Guglielmo dovranno compiere per raggiungere la loro destinazione. Prima però dovranno aver superato una serie di sfide per poter ricevere il codice necessario per la visione in streaming de LA PRIMA VOLTA su MYmovies, a partire dalla sera seguente. Durante questo percorso i due protagonisti incontreranno cantanti, personaggi dello spettacolo, influencer, chef, con cui condivideranno performance, confronti e momenti di puro divertimento, senza dimenticare la tematica principale del progetto Italy Bares: la sensibilizzazione sull’infezione da HIV e sui virus che in questo periodo particolare difficile preoccupano l’intera popolazione. Anlaids e le tante associazioni della società civile - che non si sono fermate nonostante le difficoltà economiche e ambientali - hanno bisogno dell’aiuto di tutti per non lasciare soli tutti coloro che in questi anni hanno ricevuto il loro sostegno. Il “viaggio” si concluderà al Teatro Repower, dove, su un palcoscenico “nudo”, prenderanno vita tre momenti coreografici di straordinaria attualità per l’ultima tappa della maratona digitale.
I due protagonisti di FERMATA OBBLIGATORIA non sono al corrente delle “prove” che dovranno superare insieme agli ospiti che incontreranno, amici e sostenitori del progetto che parteciperanno con modalità diverse alla maratona: Paolo Kessissoglu, Elisa, J-Ax, Tosca, Paola Iezzi, Maria Pia Calzone, Myss Keta, Chiara Galiazzo, Omar Pedrini, Rudy Zerbi, Leo Gassmann, Sonia Peronaci, Paolo Stella, Andrea Pinna, Bianca Atzei, Valentina Ricci, Cristina Bugatty, Stefano Ruffato, Giulio Crocetta, Enrico Scilla, Christian Fagetti, Virna Toppi.
Parallelamente alle "fermate obbligatorie" il viaggio di Diego e Guglielmo sarà accompagnato da alcuni collegamenti da uno studio di regia a Roma, che a sua volta accoglierà altri ospiti: saranno Elena Nieri e Marco Stabile a fare da moderatori agli incontri con Costantino della Gherardesca, Drusilla Foer, Francesca Taverni (performer de La Prima Volta) e il medico Francesco di Gennaro.
Anche a FERMATA OBBLIGATORIA ogni artista o collaboratore presterà il proprio sostegno gratuitamente, nonostante il momento profondamente critico del settore dello spettacolo dal vivo.
Compagnia della Rancia, prima realtà teatrale specializzata nella produzione di musical in Italia, ha da subito sostenuto la messa in scena di LA PRIMA VOLTA e anche quest’anno è a fianco di Italy Bares.
La direzione artistica di FERMATA OBBLIGATORIA è di Giorgio Camandona, la regia di Mauro Simone; gli assistenti alla regia sono Alfonso Lambo e Ramon Branda.
Alessandra Costa, Anna Larghi e Gabriele Virgilio sono i coreografi che hanno curato i momenti di danza che concluderanno FERMATA OBBLIGATORIA al Teatro Repower con i ballerini Laura Fiorini, Giulia Maffei, Nadia Scherani, Cheope Alice Turati, Giammarco Capogna, Gabriele Virgilio, Davide Talarico, Lele Rudilosso, Giovanni Ernani. Danzeranno con loro anche i Plasmon di Anna Larghi e alcuni ballerini della Compagnia Balafori di Alessandra Costa.
Un ringraziamento particolare va a Jerry Mitchell, uno dei più noti registi e coreografi di Broadway (Pretty Woman, Hairspray, The Full Monty, Legally Blonde, Kinky Boots) che 28 anni fa ha fatto nascere in America Broadway Bares, grande fonte di ispirazione per questo progetto italiano e che da subito è stato accanto alla squadra di Italy Bares anche al di là dell’oceano, da dove manderà un saluto speciale.

mercoledì 7 ottobre 2020

ORNELLA MUTI E NAIKE RIVELLI A «OGNI MATTINA» PARLANO DELLA STORIA TRA MAMMA E CELENTANO


Naike Rivelli
: Perché Adriano Celentano secondo te si sentiva così solo?

Ornella Muti: Perché lei stava da qualcun altro, o almeno così dicevano

Naike: E’ successa questa cosa con mamma perché evidentemente nella famiglia Celentano non erano così felici.

Ornella: Ero in crisi con mio marito, ci tengo a dirlo perché non voglio passasse per un… visto che è stato un uomo molto importante nella mia vita.
Naike: Entrambi avrebbero dovuto portare questo segreto nella tomba. Da quello che ricordo io ad un certo punto a me è stato detto che non era la cosa giusta e mamma se n’è andata a gambe levate.

Per sapere come è andata forse dovreste chiedere ai Mori e ai Celentano che ne hanno parlato molto e forse aprono le loro porte e vi raccontano tutto.

Piervincenzi: Io lo immaginavo quando vedevo quei film adesso ne ho avuto conferma.

Naike: Non hai avuto conferma adesso la conferma è arrivata da parte del signor Celentano e la signora Claudia Mori perché mamma non avrebbe mai aperto bocca… Noi stiamo solo mettendo i puntini sulle i.

giovedì 1 ottobre 2020

«LIFE» * MARCO PARENTE ENTRA «NELLA GIUNGLA» E SI TROVA BENE


Dal 2 ottobre sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “NELLA GIUNGLA” (Blackcandy Produzioni), brano che anticipa il nuovo album di MARCO PARENTE dal titolo “LIFE”, in uscita il 23 ottobre.

“Tu sei, tu hai solo se dai”: così canta la voce di MARCO PARENTE in “NELLA GIUNGLA”, brano che anticipa il nuovo progetto discografico dell’autore dal titolo “LIFE”. La canzone parla dell’odierna dimensione quotidiana dove tutti siamo come risucchiati dal tempo che scorre veloce tra un’abitudine e l’altra di questa caotica realtà. Il cielo si spalanca, le città s'incasinano, e la “giungla” ci trasforma in suoni moderni, mentre le parole si limitano a trascriverli in riti quotidiani.

Di seguito un pensiero di Marco Parente a proposito del nuovo brano: «”Nella giungla”, da un lato per il suono, dall’altro per il testo, rappresenta perfettamente il modus operandi di questo disco: suono moderno, ma non modaiolo; parole semplici, ma non banali. “Nella giungla” apre “LIFE”... Un bel modo di andare a vivere!».

Il videoclip ufficiale del brano è stato realizzato partendo da contenuti visivi creati dall’autore con il suo smartphone. Racconta Marco Parente: «Ho messo insieme una serie infinita di GIF, partendo sempre da uno scatto, lavorandole con una tecnica assai rudimentale d'animazione . In seguito, ho affidato tutto il materiale a Samuell Calvisi (il graphic designer con cui lavoro da anni e che ha curato tutto il progetto di LIFE) che lo ha montato mischiando e giocando spesso con i possibili vari formati, quasi mai a tutto schermo, creando così una specie di viaggio orizzontale in avanti, dentro e fuori le mie immagini-Matrioska».

Biografia
Marco Parente nasce il 28 luglio 1969, lo stesso giorno di Duchamp. Comincia la sua carriera come batterista, prestando i suoi colpi tra gli altri ad Andrea Chimenti e i C.S.I. Nel 1996 avvia il suo percorso da solista, sviluppatosi in un coraggioso viaggio lungo dischi che hanno segnato la storia dell’anti-cantautorato italiano: dall’esordio Eppur non basta – con la partecipazione di ospiti del calibro di Carmen Consoli, ristampato di recente in occasione del suo 20ennale – agli innovativi Testa, dì cuore (contenente un duetto con Cristina Donà) e Trasparente (prodotto da Manuel Agnelli degli Afterhours e impreziosito da un pezzo, Farfalla pensante, interpretato anche da Patty Pravo), dagli speculari Neve ridens alla La riproduzione dei fiori e non meno importante la suite 'Suite Love', fino ad arrivare al 'Disco Pubblico', spartiacque definitivo sulla modalità di pubblicazione e fruizione. Tra i molti apprezzamenti dai colleghi si becca quello di David Byrne. Molti i progetti paralleli, il disco dei Betti Barsantini con Alessandro Fiori fino all'ultimissimo 'Lettere al mondo' con l'amico Paolo Benvegnù, spettacoli teatrali (Il Diavolaccio, Il rumore dei libri), parole in dialogo con il suono della poesia (anche al fianco di pesi massimi quali Ferlinghetti e Jodorowsky) quelle de 'I Passi Della Cometa' partitura/performance su Dino Campana, pubblicato di recente insieme al 'Disco metraggio' American Buffet ,entrambi sotto la trilogia POE3 IS NOT DEAD, che si concluderà con il nuovo disco di inediti in studio “LIFE”, in uscita ad ottobre 2020 per l'etichetta fiorentina BlackCandy Produzioni. Il brano “Nella giungla”, estratto dal nuovo album, sarà disponibile in radio e in digitale dal 2 ottobre.

martedì 29 settembre 2020

MILANO, 10 OTTOBRE * LA GENTE DI SPETTACOLO PORTA I «BAULI IN PIAZZA»

La cassa (o baule) di un service da spettacolo.

Il 10 ottobre Piazza Duomo a Milano diventerà la magica scenografia di “Bauli in Piazza – Bip”, un grande evento silenzioso che vedrà la partecipazione, in maniera rigorosamente pacifica e ordinata, di numerosi professionisti dello spettacolo, aziende del settore, lavoratori dipendenti e non del mondo dello spettacolo e degli eventi, accompagnati dai loro bauli. Dalle ore 17 Piazza Duomo si trasformerà in una monumentale “installazione” di bauli, quegli stessi “flightcase” divenuti simbolo di questa mobilitazione internazionale e che ogni giorno accompagnano coloro che creano eventi. 
Accanto ad ogni baule ci sarà un operatore del settore, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza sanitaria. Dietro gli eventi, la musica dal vivo, gli spettacoli, le fiere che contribuiscono allo sviluppo economico e culturale del Paese, c’è un mondo, un’intera industria: sono tutti i soggetti che rendono possibile ogni forma di intrattenimento, dalle agenzie di promoter alle aziende di servizi, autori, tecnici, fornitori di audio/video/luci, facchini, e tanti altri ancora, che a causa dell’emergenza sanitaria in questi mesi hanno perso il loro impiego. 
A livello mondiale si stima che circa il 95% degli eventi sia stato cancellato. Per questo a settembre 2020 nasce in Nord America il primo movimento “We make events”, che riunisce tutta la filiera del settore, gravemente colpito dalle conseguenze della pandemia, e che ha costretto milioni di persone in tutto il mondo a dover (momentaneamente) rinunciare alla propria attività, senza prospettive certe per la ripartenza.  Anche l’Italia ha aderito con #Noifacciamoeventi #Bauliinpiazza – BIP a questo vero e proprio “allarme rosso” per l’industria e tutto il comparto produttivo che nel nostro paese conta circa 570.000 lavoratori che necessitano di tornare al più presto al proprio mestiere, in assoluta sicurezza. La neonata BIP nasce come associazione culturale senza scopo di lucro, alimentata dalla sola passione dei suoi aderenti e dalla consapevolezza di tutti che sia ora di farsi sentire. 
Lo scopo della manifestazione è di contribuire a costruire un tavolo di lavoro dove “NOI del mondo degli eventi possiamo sederci e aiutare il Governo a scrivere regole funzionali ad una reale ed efficace ripartenza, alla sicurezza e al sostegno del comparto, non solo in termini di sostegno economico, ma strutturali”, dichiara il comitato promotore.  Il DPCM del 7 agosto 2020, che permette la ripartenza di piccoli eventi fino a 1000 persone all’aperto e fino a 200 al chiuso e il rimando regolatorio alle singole Regioni, ha presentato fin qui norme troppo limitanti e difformi territorialmente perché il comparto produttivo dello spettacolo, degli eventi, dell’intrattenimento, dei congressi e delle fiere possa riprendere in modo serio e strutturato, rendendo economicamente sostenibile ogni evento di medie e grandi dimensioni. 
Il sistema intero e la filiera che ne deriva sono al collasso: possibile chiusura di piccole, medie e grandi imprese, lavoratori senza sussidi, perdita di figure professionali sul medio e lungo periodo.
Il prossimo 30 settembre è stato scelto come giornata internazionale simbolo di #standasone: dalle ore 20.00 (ora locale) in 27 paesi si coloreranno di rosso i principali siti e venue, da quelli più storici a quelli più moderni, sedi di eventi e spettacoli, lanciando così un “red alert” a livello mondiale.

Per partecipare a “Bauli in Piazza – Bip” occorre registrarsi al seguente link:

https://forms.gle/eKVNXVcjJoGM5JfP8

lunedì 28 settembre 2020

MILANO * STEFANO DE MARTINO FERMA IL TRAFFICO PER CHATTARE CON LO SMARTPHONE

Stefano De Martino, uno dei protagonisti del gossip italiano, a Milano a bordo della sua Smart.

Anche i ricchi chattano. Magari dove non dovrebbero. Magari piantandosi giusto in mezzo al traffico, in centro a Milano. Come il conduttore e ballerino napoletano Stefano De martino, ex (o attuale, perdo sempre il conto, perché nella vita a volte ci si lascia e poi ci si riprende) mister Belen Rodriguez. Uno tra gli uomini un tempo più invidiati di questo disgraziato Paese. Ad ogni modo pare che allo stato attuale il ragazzo sia tornato con la sua ex Gilda D'Ambrosio. In un vortice sentimentale da perderci la testa.

A bordo della sua Smart nera, percorrendo Viale Col Moschin, il nostro si è fermato per un attimo a spippolare sullo smartphone, incurante del fatto che le altre auto in coda fossero già partite. Resta da capire chi fosse la fortunata interlocutrice. Il tempo di riprendersi, e via. L'ho notato ed è scattata la foto di rito. In un contesto un po' dimesso per un reuccio del gossip nostrano, con tanto di bidone dell'immondizia a fare da tristanzuolo riempitivo. Sicuramente una location non proprio da servizio glam. Vi terrò aggiornati su altri eventuali avvistamenti.

lunedì 21 settembre 2020

RUBARE LE BATTERIE DEI BATTERIE DEI MANOPATTINI SARÀ IL PIANO B DEL FUTURO?


Milano (ma anche Roma e tutte le grandi città che possono usufruire del bonus da 500 euro del Governo, che dovrebbe terminare alla fine di dicembre) si sta riempiendo di monopattini, hoverboard, segway, ecc. ecc. È la famosa mobilità sostenibile, signora mia. Vengono parcheggiati ovunque, anche sui marciapiedi di notte. Totalmente incustoditi e quasi mai legati.
Essendo mezzi tutto sommato leggeri, temo che si faccia strada sempre più anche la "ciulabilità" sostenibile dei medesimi. Ovvero la loro sottrazione indebita.
Avranno anche un blocco elettronico, magari non si potranno avviare, quel che ti pare. Ma è possibile che si faccia strada quanto prima anche il mercato nero delle costose batterie. Non è un gran business? Può essere. Ma se pigli un camioncino e con due ceffi nel cassone ti fai un giro per Milano di notte e appena ne vedi uno ti fermi, butti tutto dentro e poi smonti con calma a casa, secondo me arrivi all'alba con un bottino mica da ridere. Sarà il Piano B del futuro?

mercoledì 16 settembre 2020

RADIO CAPITAL * RIVOLUZIONE AL MATTINO CON LUCARELLI, BIGNARDI E BENEDETTA PARODI

Da sinistra, Selvaggia Lucarelli, Linus, Daria Bignardi e Bendetta Parodi.

Già direttore editoriale delle radio del gruppo Gedi (Deejay, Capital e m2o), Linus ha assunto la carica anche di direttore artistico di Radio Capital, mettendo mano a un "restyling" complessivo e alla squadra con una piccola rivoluzione che parte lunedì. Allo scopo di rendere l'emittente (che si rivolge a un pubblico di 30-40-50enni piuttosto colti e a giovani curiosi e avvertiti) un po' più pop e musicale, pur mantenendola con un taglio giornalistico. Per fare anche che le anime radiofoniche del gruppo dialoghino e si coordinino di più.
Linus cerca «personalità», e le ha trovate in voci come quelle di Selvaggia Lucarelli, Daria Bignardi, Benedetta Parodi e Pif, alias Pierfrancesco Diliberto.
Il trio femminile occupa tre diverse ore in palinsesto dal lunedì al venerdì dalle 9 a mezzogiorno, e tutte le lady si avvalgono della presenza di Chicco Giuliani, che fa da spalla/trait d'union ideale.
La prima è Selvaggia Lucarelli: «Sono felice di tornare in radio» commenta. «Un mezzo che per qualche tempo mi aveva un po' stancata, ma mi sono accorta proprio durante il lockdown di quanto fosse importante, di quanto ne avessi bisogno. Non solo apprezzavo l'appuntamento quotidiano, ma avrei avuto mille storie da raccontare, mille voci che chiedevano aiuto alle quali dare spazio o un megafono. La radio è un po' chi la fa, quindi farò qualcosa che mi somiglia, anche se non so ancora esattamente che cosa. 

Nel mezzo c'è Daria Bignardi: «Mi trovo fra Selvaggia e Benedetta, ovvero fra il diavolo e l'acqua santa. Ho fatto per 15 anni "La mezz'ora Daria” su Deejay calata fra Linus e Nucola Savino, e ancora i tassisti me ne parlano. Ora è un po' come tornare, in una dimensione diversa, un po' da intrusa. Parlerò anche di libri, magari uno a spettimana, leggendone qualche spezzone al giorno, e di tanti altri argomenti, facendomi influenzare dall'attualità, da quel che è accaduto».
Chiosa Benedetta Parodi, sorella di Cristina (e attualmente persino più in auge della sorella: quando si dice il destino) idolo delle casalinghe e accreditatasi come esperta di cucina: «Per me invece» commenta «si tratta di un debutto, anche se conosco molto bene la radio e ho accettato subito con grande entusiasmo l'invito di Linus. Arrivo alle 11, e dal momento che l'assenza del video non ci consente di mostrare piatti o ricette, avremo tanto altro di cui parlare. Tante curiosità su life style e dintorni».

Pif, che è fresco di paternità (ha portato anche il pargolo in culla in conferenza stampa) andrà in onda il sabato fra le 10 e le 12 con I sopravvissuti. «L'Italia ne è piena, ovunque, e io li farò parlare» dice. «Ma ho in mente anche di mandare messaggi vocali su WhatsApp a potenti, come il Presidente del Consiglio Conte, e persone comuni. Confidando in una risposta, che non è assolutamente garantita, ma che avrà comunque una cifra più intimista. Come sono solitamente i messaggi vocali».

venerdì 11 settembre 2020

NEW YORK * PER RICORDARE È D'OBBLIGO UNA VISITA AL MUSEO DELL'11 SETTEMBRE


Credo che l'11 settembre, potendo, vada ricordato sempre. Del resto è anche difficile evitarlo, visto il graffio che ha lasciato sulla pelle di tutti. Quest'anno mi piaceva farlo invitando chi non l'ha già fatto a visitare, a New York, il museo dedicato alla tragedia. Che si trova proprio sotto la Freedom Tower, costruita al posto delle Torri gemelle. È di una sacralità, imponenza e minuziosa ricostruzione fra cronaca, storia e dramma, che soltanto gli americani quando ci tengono davvero. Contiene di tutto: piloni giganteschi piegati dal calore; parti degli enormi ascensori; interi camion dei pompieri semi-distrutti; una sezione che ricostruisce gli eventi passo passo con filmati e testimonianze. E un muro di volti (tranne i pochissimi dei familiari che non hanno accettato o delle persone delle quali mancava una foto) con le immagini di tutti coloro che sono morti quel giorno o non sono sopravvissuti a quel giorno. Quando si potrà tornare a viaggiare con maggiore sicurezza, passando nella Grande Mela (che è sempre un bel vedere a prescindere) ne vale assolutamente la pena.


mercoledì 9 settembre 2020

GIORGIA BONI CON «VIENI QUI, DAI»: ORECCHIABILE MA DAL TESTO IMBARAZZANTE


Probabilmente non passera alla storia per l'imbarazzante verso: «Se te ne vai, ci stringiamo come i lacci delle Nike», ma la canzoncina è senza dubbio orecchiabile.

La canta Giorgia Boni, classe 1999, attrice, cantante e influencer con oltre 400 mila follower su Instagram e TikTok che ha conquistato il cuore di tantissime bambine e teenager grazie alla sua interpretazione di Bianca Lussi, la protagonista della serie televisiva "Maggie & Bianca" di cui sono state realizzate tre stagioni, distribuite in tutto il mondo ed oggi disponibili anche su Netflix, oltre che ad uno speciale tv e un tour nei teatri.
Come la sua protagonista, Giorgia è un’aspirante cantante appassionata di moda. Giorgia ha preso lezioni di canto fin da piccola per poter crescere artisticamente e coltivare il suo innato talento ed esce ora il suo primo singolo inedito.
"Vieni qui, dai", questo il titolo del singolo scritto e composto con Jacopo Ettorre e Simone Privitera, esce il 4 settembre ed è accompagnato da un simpatico e colorato video realizzato presso il Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio (Verona) (https://www.sigurta.it/).

Ecco il link per il video: https://youtu.be/7rCPjU7LgcI

“Vieni qui, dai racconta la cotta estiva che tutti abbiamo avuto. Un piacersi a vicenda, ma con forse un po’ di paura ad ammetterlo. – racconta Giorgia - Il Mare, le luci, le risate, i pianti, le serate passate insieme caratterizzano le vacanze. Poi arriva settembre e la classica sbandata adolescenziale, continua a far battere il cuore nel suo ricordo”.

venerdì 4 settembre 2020

TORNA SILVIO CAPECCIA E SUONA I DECIBEL (INTANTO VASCO E RUGGERI...)


Mentre Enrico Ruggeri si muove tra idiosincrasia nei confronti della mascherina e cenni di negazionismo da Covid-19, in una campagna d'immagine che lascia perplessi molti osservatori, da oggi è in radio la versione in piano solo di SILVIO CAPECCIA dell’indimenticabile brano dei Decibel “VIVO DA RE”.
“Vivo da re”, che consacrò il successo della bandpioniera del punk rock italiano, è il primo singolo estratto dal nuovo album del tastierista dei Decibel “SILVIO CAPECCIA PLAYS DECIBEL – Piano Solo” (Anyway Music/Believe), in uscita venerdì 11 settembre in formato CD e sulle piattaforme digitali e di cui è già attivo il pre-order su Amazon (https://amzn.to/3brs6hO).
«Vivo da re è forse la canzone a cui sono più affezionato – dichiara Capeccia – il primo brano scritto insieme ad Enrico, quando ancora ci chiamavamo Champagne Molotove suonavamo nei licei di Milano le cover di Bowie, Lou Reed e Roxy Music». Il disco contiene le più belle canzoni dei Decibel reinterpretate dal musicista e compositore in una speciale versione strumentale in piano solo. Dai grandi classici come “Vivo da Re” e “Contessa” ai successi più recenti degli ultimi album “Noblesse Oblige” e “L’Anticristo”, il disco è un viaggio attraverso la storia dei Decibel, presentati in un’inedita veste intima e intensa.
Non solo un semplice pianista, Capeccia è un artista completo e innovativo che con i Decibel ha dato vitaad una rivoluzione sonora che ha cambiato profondamente la storia del rock italiano. Tra suggestioni e leggenda, l’artista trasforma le canzoni dello storico gruppo in sonate per solo pianoforte destinate a diventare una pietra miliare della musica strumentale.
Nato a Milano nel 1957, Silvio Capeccia manifesta presto la passione per la musica e le tastiere: a quindici anni fonda con il coetaneo Enrico Ruggeri la college band Champagne Molotov, che si distingue sulla scena per il suo repertorio rock innovativo. La band cambia il nome in Decibel e raggiunge il successo negli anni ’80 partecipando al 30° Festival di Sanremo con “Contessa”, brano contenuto nell’album “Vivo da re”. Successivamente Enrico Ruggeri intraprende la carriera solista e i Decibel realizzano due album: il decadente “Novecento” e lo strumentale “Desaparecida”, prodotto da Shel Shapiro per l’etichetta californiana Mp3.com, prima storica piattaforma di musica indipendente in formato mp3. Completati gli studi di pianoforte e composizione e laureatosi in Marketing all’Università Bocconi, Silvio inizia l’affascinante viaggio nel mondo della Ambient music. Le sue produzioni sono utilizzate in esposizioni d’arte contemporanea, installazioni multimediali e in progetti di psicoacustica con il chitarrista dei Decibel Fulvio Muzio. Il percorso musicale di Silvio Capeccia continua in parallelo sui due versanti ambient e rock. Nel 2017 la reunion dei Decibel viene celebrata con il cofanetto “Noblesse oblige” al quale segue un lungo tour teatrale. Nel 2018 i Decibel tornano al Festival di Sanremo con il brano “Lettera dal Duca” che vede la partecipazione di Midge Ure, front-man della cult band inglese Ultravox. Contemporaneamente esce l’album “L’Anticristo”. Chiude il 2019 il cofanetto “Punksnotdead-Decibel live” con le registrazioni audio e video di due concerti tenuti a Milano, a coronamento di un triennio ricco di emozioni e di passione per la musica.

Vasco Rossi ed Enrico Ruggeri. Il primo con la mascherina manda a quel paese i negazionisti. Il secondo (senza) affronta i fans senza il dispositivo di protezione individuale.

venerdì 14 agosto 2020

MIRNA CASADEI: I MIEI 10 CONSIGLI PER SISTEMARE CASA RISPARMIANDO

In questo periodo di permanenza forzata in casa, le persone hanno scoperto quanto sia importante il luogo in cui viviamo. Per molti la casa prima era solo un posto in cui si andava per dormire e per mangiare, ma la vita era fuori: lavoro, amici, ristoranti, concerti, cinema…
Oggi le persone hanno riscoperto la casa, il focolare domestico, il nido. Inoltre in questo periodo di emergenza sanitaria la nostra casa è il luogo che più di ogni altro ci ha accolti e protetti ed oggi la guardiamo con occhi diversi e anche un po’ con il cuore.

Io mi occupo di valorizzare gli immobili in vendita perché siano presentati sul mercato in maniera più efficace e quindi si vendano molto velocemente (si chiama Home Staging). In questo periodo però sto dedicando il mio tempo e la mia creatività al benessere in casa: Home Wellness.
Mi scrivono moltissime persone che mi seguivano nei miei tutorial a Detto Fatto dicendomi che hanno voglia di rinnovare gli ambienti di casa ma non si possono permettere di cambiare l’arredamento, che sognano le case che vedono su Instagram o Pinterest ma pensano che ci vogliano troppi soldi per realizzarle. Non è così!

La mia specialità è trasformare gli ambienti di casa con poca spesa applicando agli spazi domestici le regole dell’Home Staging. E nelle mie consulenze a distanza faccio proprio questo: aiuto le persone ad avere case più accoglienti ed eleganti, che trasmettano benessere ed energia. Il tutto con piccoli budget. Bello vero?

Qui voglio darti le mie 10 regole per creare benessere nella tua casa: 

FAI DECLUTTERING
Letteralmente significa “eliminare il superfluo”. Liberarsi di tutte quelle cose che in realtà non usiamo ma che non buttiamo mai perché pensiamo che un giorno ci possano servire, oppure perché le abbiamo pagate molto, oppure perché sono dei ricordi. L’accumulo di oggetti pressoché inutili ha una radice profonda a livello psicologico. Qui mi limiterò a dirti che più si libera spazio in casa e più si libera spazio in testa e lo spazio in testa serve ad essere predisposti ad accogliere eventi nuovi e cambiamenti positivi nella nostra vita: indispensabile per avere un atteggiamento ottimista verso il futuro.
Quindi metti in uno scatolone (destinato magari ad organizzazioni benefiche): abiti che non ti piacciono più, attrezzi doppi, oggetti che ti sono piaciuti ma che non corrispondono più alla tua personalità o stile di vita e così via… Il risultato a livello di benessere psicologico ti sorprenderà. Hai presente quando sistemiamo un cassetto o una credenza ed è semivuota e perfettamente organizzata? A lavoro ultimato ogni tanto andiamo a riaprirla per riguardarla perché questo ci trasmette calma e benessere. Ecco, pensa se tutta la tua casa fosse così: ti sentiresti sempre benissimo!
Inoltre, se il lavoro di decluttering è fatto in modo profondo e ben organizzato, la confusione non torna più. 

ORGANIZZA
Quando una casa è ben organizzata e sai dove trovare ogni cosa, risparmi tempo e vivi più serena. Una casa organizzata fa guadagnare fiducia in sé stessi.

UNIFORMA I COLORI
La mia teoria è: pochi oggetti in giro per casa e colori uniformi. Questo non significa “tutto bianco” che oltre ad essere noioso risulta anche freddo. È importante però scegliere una serie di tonalità neutre: bianco, beige, corda… per poter aggiungere tocchi del tuo colore preferito senza creare confusione visiva. Per me la casa deve essere come “un foglio bianco sul quale poter disegnare”. I protagonisti della nostra casa siamo noi e dobbiamo avere spazio per poterci esprimere. Ti faccio un esempio pratico: se acquisti in tempi diversi scatole per il soggiorno per contenere ad esempio i giochi dei bimbi, sceglile sempre di uno stesso colore. Se ne compri una bianca, una rossa a quadretti, una a fiori, una con gli orsetti e così via, semplicemente perché in quel momento ti piaceva quella scatola, senza pensare ad abbinarla alle altre che già hai in casa, otterrai una serie di scatole “anti confusione” che saranno loro stesse fonte di confusione! Meglio invece uniformare i colori. Ci sarà più ordine visivo e sarà molto più facile mantenere ordinata la casa. 

SCEGLI LUCI CALDE
Per luci calde intendo quelle che tendono più al giallo piuttosto che al blu. Quando si acquista una lampadina si può scegliere la “temperatura colore” e ci sono di solito 3 opzioni: luce fredda, luce naturale, luce calda. Eviterei la prima e sceglierei o luce naturale o luce calda. Si può scegliere anche l’intensità (cioè la potenza) della lampadina. Ti consiglio un’intensità bassa per le abat jour o le luci d’atmosfera (da lasciare accese mentre ci si rilassa in salotto o si guarda la Tv) e intensità più alta, cioè luci più potenti, nelle zone di servizio come il bagno o il piano di lavoro della cucina.

AGGIUNGI FORME MORBIDE
Le forme morbide sono più piacevoli. Se avete uno spazio piccolo meglio un tavolo rotondo che permette movimenti più fluidi o un tappeto rotondo che ha un aspetto più accogliente. Gli spigoli invece respingono e trasmettono una sensazione di pericolo. 

CONCEDITI UN LUSSO DA TOCCARE
Toccare un tessuto morbido e satinato regala piccoli momenti di benessere, come avvolgersi in una coperta di cashmere o indossare un vestito di seta. Sicuramente un divano in velluto non è alla portata di tutti, ma un cuscino sì! E quando ti siederai sul divano ti verrà spontaneo accarezzarlo o tenerlo fra le mani. Questo ti trasmetterà una sensazione di benessere.

LA CAMERA DA LETTO
È il luogo del riposo, quindi consiglio di scegliere colori tenui e rilassanti. Qui è vietata la confusione! Inoltre, una regola fondamentale per riposare bene è non avere oggetti pesanti appesi alla parete dietro al letto. Per oggetti pesanti intendo quadri oppure mensole con oggetti e libri, o ancora le così dette “camere a ponte” (cioè con il mobile che gira intorno al letto sulla parete). Sono oggetti pesanti potenzialmente pericolosi perché potrebbero caderci in testa mentre dormiamo, quindi il nostro corpo dorme ma non riesce mai a riposarsi profondamente. Questo succede perché noi esseri umani, in quanto mammiferi, abbiamo un istinto primordiale che ci fa stare in allerta quando percepiamo un possibile pericolo, anche se fosse solo a livello inconscio. Per questo quando abbiamo un oggetto pesante che incombe sulla nostra testa, inconsciamente ci poniamo in uno stato di allerta, pronti a reagire in caso di pericolo. Per questo dormiamo ma ci svegliamo già stanchi e non riusciamo ad avere un sonno ristoratore e rigenerante. 

LO SPAZIO VERDE
Ricava in casa il tuo angolo verde! Stare a contatto con la natura trasmette benessere. Se hai la fortuna di avere un balcone, anche piccolissimo, puoi allestirlo con piante alte, una sedia e un tavolino per prendere un caffè nella tua piccola oasi verde. Sarà un momento rigenerante! Per renderlo un angolo davvero rilassante puoi aggiungere un paio di lanterne a terra e un filo di luci natalizie (a luce bianca, calda e non intermittente) avvolto ai rami di una pianta oppure appeso alla parete. Creerai un’atmosfera magica!

IL TUO PICCOLO CENTRO BENESSERE
Perché considerare il bagno solo come una stanza di servizio? In fondo è la prima stanza che viviamo la mattina e l’ultima prima di andare a dormire. Ed è lì che ci dedichiamo alla cura del nostro corpo. Non va quindi trascurata! Ti suggerisco di allestire il tuo bagno come un piccolo centro benessere aggiungendo una pianta, un profumatore per ambienti a bastoncini e perché no, dei bei quadri oppure una parete rivestita in carta da parati: ne esiste un tipo specifico per il bagno che non teme acqua o umidità! 

IL TUO SPAZIO DEL CUORE
Hai già in casa un tuo angolo del cuore? Dove ti accoccoli a leggere la tua rivista preferita? Dove ti senti bene? Dovresti averlo! Per crearlo è sufficiente un angolo di un metro quadro, magari con una poltroncina, un plaid morbido e un bel cuscino, una lampada da terra a luce calda e un mini tavolino creato anche solo con una pila di libri, dove appoggiare una tazza di the. Sarà il tuo spazio del cuore.

Prova a trasformare gli ambienti della tua casa seguendo questo piccolo vademecum e mandami le foto del “prima” e del “dopo”, sarò felice di scriverti un mio pensiero e magari un piccolo suggerimento personalizzato.

Mirna Casadei
Invia le tue foto a: info@mirnacasadei.it

 

domenica 9 agosto 2020

CRISTINA D'AVENA: "SAREBBE ORA CHE MEDIASET MI DEDICASSE UNO SHOW IN PRIMA SERATA"

Se dici Cristina D’Avena senti subito il profumo di pane e Nutella; e il suono ovattato di ingenui pomeriggi quando l’unica tua preoccupazione era cambiare canale. Tanto le sigle dei cartoon erano comunque tutte sue. In questi tempi balordi, dunque, aggrappiamoci alle certezze.
Cristina, come sta passando questo periodo in pandemia, nella sua casa milanese? Ha sviluppato nuovi hobbies o manualità, tipo maglia e cucito?
«Non ci ho pensato, ma avrei potuto fare uncinetto, che amo molto. Temo la fase 2 più della prima. All’inizio lo stop totale mi ha pesato, perché sono molto attiva, sempre in giro, faccio una marea di concerti e non passo un weekend a casa. Accettata la cosa, ho iniziato a creare con fanciullesca fantasia». 

E il percorso, dove l’ha portata?
«In cucina. Mi piace fare da mangiare ma non ho occasioni, anche perché finisco sempre al ristorante. Cucino la gramigna, una pasta arrotololata a virgola, tipica bolognese, con panna e salsiccia. Un “mattone” che mi ha fatto prendere due chili tutti da smaltire. Anche perché non mancavano poi tortelloni spinaci e ricotta e ravioli alla zucca».
Guardando alla prova costume della Fase 3?
«Anche alla quattro, volendo! La prova costume mi tranquillizza perché sarà un bel po’ avanti». 

Ma in casa è truccata, o pigiamone e «ciavatta», come dicono a Roma?
«Faccio anche molte dirette sul web, così mi trucco. Diciamo che è un mix tra tutone e magliettine, ma mai stile orso: cerco sempre di preservare la femminilità. Le ciabatte vanno e vengono, con questi virus non si sa mai…».
È anche lei tra coloro che lasciano le scarpe sul pianetottolo?
«No, però vicino alla porta, con la ciabatta, e disinfetto tutto. Sono anche un po’ maniacale. Quando esco per la spesa, nei negozi mi chiamano “Igienizzatrice mito”, perché oltre a mascherina e guanti porto anche l’alcol da spruzzare. Pulisco persino la sbarra del carrello dove appoggio i guanti, neanche le mani nude. Poi passo al resto del carrello, e quando lo lascio è ambitissimo: tutti lo vogliono». 

Per forza, è il più sanificato del mondo! È ossessionata, in pratica…
«Sì, ma non fate come me, perché faccio paura. Però mi dà sicurezza psicologica. Se ne sentono di tutti i colori…».
Lei non ha mai amato molto parlare del suo privato. Perché?
«Sono discreta e riservata. Ci sono persone che appena succede qualcosa, sbandierano tutto a chiunque. Io preferisco che le cose mie e della mia famiglia restino nostre, mi tengo tutto dentro. Al limite parlo alla mia più cara amica. Nel momento in cui dico per esempio che sono felicemente fidanzata, basta così».
Cosa che oggi noi confermiamo.
«Sì, è così. Sto molto bene. Ma lui chi sia, cosa faccia, dove sia, non mi piace dirlo. Questione di carattere». 

Immagino che viva con lei a Milano e venga disinfettato ogni giorno.
«Assolutamente, ci si disinfetta a vicenda!».
Essendo una leggendaria beniamina dei bambini, come si diceva anche dei grandi comici, non è che voi dovete essere, per definizione, un po’ “asessuati” agli occhi del pubblico?
«È vero. Diversi bimbi negli anni mi hanno detto: “Io ti amo e ti vorrei sposare, per cui tu non sei fidanzata vero?”. Io i primi tempi negavo sempre perché dirlo li avrebbe fatti piangere. Ora il problema è passato perché sono magari i ragazzi che mi dicono: vorrei sposarti. Ma i bimbi mi hanno sempre considerata la loro fidanzatina, e non potevo mandarli in crisi totale». 

Qual è la cosa più strana o folle che ha fatto per amore?
«A 22-23 anni, per fare una sorpresa a un mio fidanzatino di Napoli che amavo alla follia, convinsi un amico a partire di notte da Bologna per andare a portargli la colazione al risveglio».
È rimasta così romantica, o adesso i vassoi con la colazione, ai fidanzati, li tira sulle gengive?
«Purtroppo sono un’inguaribile romantica: cancro ascendente capricorno. E meno male, perché mi tiene un po’ più ancorata a terra. Il cancro ha la testa per aria». 

Il desiderio di avere un figlio, l’ha mai avuto?
«L’ho avuto. Per tantissimi anni sono stata totalmente assorbita dal lavoro dicendo: ho tempo, lo farò. Poi l’orologio biologico ti dice: che cosa vuoi fare? Qui chiudiamo tutto! Ho pensato e penso tantissimo alla maternità. Non sono ancora nella fase psicologica: mioddìo, che cavolata ho fatto, non ho fatto un figlio. Oppure: non l’ho fatto, pazienza. Sono in un limbo di grande riflessione, una fase di mezzo. Presto o piangerò tutti i giorni o me ne farò una ragione».
Un figlio potrebbe sempre adottarlo.
«Certo, assolutamente». 

È vero che è devota a Sant’Antonio da Padova?
«Molto, sin da bambina, come papà. L’ho pregato tanto anche in questo disastro di pandemia, perché aiutasse tutti. L’Antoniano di Bologna deve il nome a lui. È un santo che mi ha dato tanto, aiuto e segnali in momenti difficili».
Quale, per esempio?
«Ebbi un incidente anni fa con un amico, mia sorella e due sue amiche. Pioveva, dalle parti di Otranto, in una zona isolata e andammo fuori strada di notte e finimmo in un burrone. L’auto a tutta velocità evitò un palo e un grosso tronco, passò proprio in mezzo. Fu un impatto violentissimo. Io e il ragazzo eravamo completamente insanguinati. Metà macchina, dov’ero io, era intatta. L’altra semi distrutta. Mia sorella volò  sul cristallo posteriore. Non ci siamo fatti nulla, e salendo alla disperata per cercare aiuto si fermò un auto con un medico. Era un posto dove, ci disse la Polizia, avvenivano quasi solo incidenti mortali. Si potrà dire: questa è pazza. Eppure io so che è merito di Sant’Antonio, che mi protegge».  

Il prossimo anno festeggerà 40 anni di carriera. Credo che lei abbia fatto un percorso artistico intelligente e coerente. Non ha voglia però di un disco completamente diverso, di cover di brani altrui?
«Sì. Soprattutto dopo aver inciso “Duets” e “Duets Forever”, con tanti artisti che hanno cantato le mie sigle, mi è venuta voglia di un cd con pezzi che amo e che hanno fatto parte della mia vita; ne cito solo due: “E tu” e “Questo piccolo grande amore” di Baglioni. Credo che se le cantassi oggi, con l’esperienza di oggi e la mia vocalità attuale, sarebbe una bella cosa».
Dopo sette milioni di dischi venduti, non sarebbe ora che Mediaset, con la quale ha sempre lavorato, o la Rai, le facesse condurre uno show-tributo di prima serata, qualche puntata con ospiti?
«Magari, ben venga la televisione. Lo dico apertamente, e appoggio la sua idea girandola a chi di dovere. In fondo sono un personaggio trasversale, come pubblico. Sarebbe fattibilissimo. Basta solo la buona volontà di chi decide».

Se invece, con la sua immagine da eterna fatina e col placet dei genitori, una rete le chiedesse di fare una candid camera fatta di scherzi politicamente scorretti ai bambini, accetterebbe?
«No, non potrei mai farcela. Non è proprio nel mio mood portare via il gelato ai bambini. Farei invece molto volentieri una candid dialogando con loro e facendo con loro le cose più strane. Sarebbe divertentissima».

(DAL SETTIMANALE OGGI - MAGGIO 2020) 

 

giovedì 6 agosto 2020

MATTEO SALVINI E IL CORONAVIRUS: UN DILUVIO DI DISPERATE INCONGRUENZE

Matteo Salvini pubblica sui social la foto della figlia utilizzandola direttamente per farsi propaganda.
Analizziamo l'ondivaga strategia di comunicazione politica dell'astuto statista Matteo Salvini sul fronte Coronavirus. All'inizio, non esisteva. Un'influenza stagionale o poco più. Apriamo tutto! Sottovalutazione del problema che è stata comune (questo va detto in modo chiaro) a tutti gli osservatori e a tutte le forze politiche. Persino ad alcuni virologi, come la Gismondo, che fece una figura barbina. Pari e patta.
Poi il problema è diventato serio, fioccavano i morti, e gran parte della massiccia diffusione dei contagi nel Nord Italia è stata dimostratamente causata dalla scellerata gestione dello spostamento di contagiati e non contagiati all'interno di ospedali e case di riposo della Sanità lombarda (a gestione Gallera e Fontana, un gran bel personaggio, fedelissimo di Matteo). 
Il tutto mentre il leghista Luca Zaia in Veneto si comportava invece bene, e questo va detto in modo altrettanto chiaro. In questa drammatica fase, Salvini è stato insolitamente zitto, a lungo e intelligentemente. Del resto a Bergamo e dintorni stipavano cadeveri a cumuli nei sacchi neri nei ripostigli degli ospedali e poi li portavano via a centinaia con cortei di mezzi militari, era un po' difficile fare gli sbruffoni sempre e comunque, come prima ricetta della casa. L'unico che rimedia una figuraccia epocale è il declinante Vittorio Sgarbi, che nega il virus ed invita la gente ad andare nelle zone rosse.
Passata la buriana, la fase acuta, Vittorio Feltri su Libero scrive pubblicamente a Salvini: "Torna a fare quello che sai fare meglio: cavalcare le paure della gente". Un'ingenuità da anziano signore, ma stupenda nella sua disarmante verità. Salvini aspetta (giustamente) ancora un pochino, attende che il virus (miracolosamente) ci conceda una tregua, mentre nel resto del mondo si continuava (e si continua) a morire senza tregua e inizia una virile ma dissennata campagna pressoché negazionista tornando al punto 1 della sua commedia. Via le mascherine! 
Ma quale distanziamento sociale! E' il Governo che ci sta prendendo in giro! Un atteggiamento di sfida raccolto da molti dei suoi brillanti e ciechi seguaci. Forse dimentichi del fatto che sino a un mese prima o poco più si moriva a mucchi ogni giorno in questo straordinario Paese. Tanti però se ne accorgono, l'opposizione è alla frutta, bisogna tornare a "cavalcare le paure della gente". Come? Con la vecchia ricetta che funziona sempre: i migranti. Mescolati al Covid-19 diventano una bomba. Allora (e siamo ai giorni scorsi) contrordine compagni: la mascherina va portata, almeno nei luoghi chiusi, dice Salvini. Che oggi aggiunge: se salgono i contagi (tracurabili per lui sino a pochi giorni fa e in fase di apparente - momentanea? definitiva?- remissione della carica virale) è colpa dei migranti che il Governo fa entrare e noi no! Ecco che si torna, ma stavolta con la disperazione negli occhi, a "cavalcare le paure della gente". Il virus come coperta di Linus. Il virus usato a fisarmonica per piccionare la gente con le sue astute strategie di comunicazione. Ma questo è Salvini, bellezza. Uno sciacallo. Il resto è un Paese che prova a sopravvivere.

domenica 2 agosto 2020

SE SEI POCO NOTO, EVITA LE FAN PAGE DI FACEBOOK: SONO UNA FREGATURA

Il logo di Facebook.
"Giovanni Ciurretto ti ha invitato a mettere like a Giovanni Ciurretto". "Marcella Stragnelli ti ha invitato a mettere like a Marcella Stragnelli". "Ottavio Ragnazzi ti ha invitato a mettere like a Ottavio Ragnazzi".
Ma io mi domando: che cosa ve ne fate di tutte queste Fan Pages che non sono altro che un duplicato del vostro profilo Facebook? Manco foste un'azienda, cantanti in classifica o notissimi divi hollywoodiani. 

E' vero, le Fan Pages hanno alcune funzionalità di controllo del traffico maggiori e alcune feature attraenti per la vendita on line, ma sono anche solitamente una fregatura perché per posizionarle meglio nelle visualizzazioni, FB chiede soldi. E lo fa a volte in modo abbastanza insistente. Senza quelli, resti al palo. Quindi, se la tua popolarità è a livello poco più che condominiale, tieniti la tua bella pagina normale lasciandola magari aperta, in modo che ai contatti (le "amicizie") si possano aggiungere spontaneamente ed eventualmente anche i followers. Dà retta a un pirla.

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